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Meloni e Malagò, Palazzo Chigi smentisce “Mai intervenuta sulla nomina”

Meloni e Malagò, Palazzo Chigi smentisce “Mai intervenuta sulla nomina”

La vicenda Meloni e Malagò che coinvolge la FIGC e il CONI continua a tenere banco anche sul piano politico. Dopo il commissariamento della Federcalcio e la scelta di Malagò come commissario straordinario, Palazzo Chigi ha deciso di chiarire la posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’obiettivo è respingere le ricostruzioni che attribuivano alla premier un ruolo diretto nella soluzione individuata dal mondo dello sport italiano.

Meloni e Malagò, la smentita di Palazzo Chigi

La precisazione è arrivata attraverso l’ufficio comunicazione di Palazzo Chigi ed è stata resa pubblica dal direttore di Sportitalia Michele Criscitiello durante Sportitalia Mercato. La premier ha smentito categoricamente di essere intervenuta nella nomina di Giovanni Malagò a commissario della FIGC o di aver avuto un ruolo nella vicenda.

Il passaggio più significativo riguarda però l’eventualità di un suo intervento. Secondo quanto comunicato da Palazzo Chigi, infatti, “qualora fosse realmente intervenuta, l’esito della vicenda sarebbe stato certamente diverso”. Una frase che chiarisce la distanza della presidente del Consiglio dalla decisione assunta dagli organi sportivi e, allo stesso tempo, ribadisce la sua estraneità alle trattative che hanno portato alla soluzione finale.

Il commissariamento della FIGC e la scelta di Malagò

Il contesto nasce dalla questione legata al tesseramento di Malagò al momento della sua candidatura alla presidenza FIGC. Il 6 ottobre la Giunta del CONI ha votato all’unanimità il commissariamento della Federazione, indicando proprio Malagò come commissario. Successivamente, il Consiglio Nazionale ha ratificato la decisione.

La scelta ha quindi prodotto una situazione particolare, Malagò ha perso il ruolo di presidente federale, ma ha assunto quello di commissario con il compito di accompagnare la FIGC verso nuove elezioni. Il commissario ha indicato nel 14 dicembre la data individuata per il voto, mentre il CONI ha fissato comunque il termine ultimo entro il 31 gennaio 2027.

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Un caso che resta al centro del calcio italiano

La dichiarazione di Palazzo Chigi arriva dunque dopo una soluzione maturata all’interno del sistema sportivo. Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha sottolineato l’autonomia dello sport e ha spiegato la scelta di Malagò come una soluzione legata alla necessità di garantire continuità alla Federazione.

Restano tuttavia aperti diversi interrogativi sulla governance della FIGC e sul futuro di Malagò. Il prossimo appuntamento sarà l’assemblea elettiva, chiamata a definire la nuova guida della Federcalcio.

La smentita di Giorgia Meloni chiude, almeno sul piano istituzionale, le indiscrezioni su un suo intervento diretto nella vicenda. La partita resta ora nelle mani degli organismi sportivi, dopo il commissariamento, il calcio italiano dovrà affrontare le nuove elezioni e ridefinire i propri equilibri di vertice. La vicenda Meloni e Malagò, intanto, aggiunge un ulteriore capitolo al confronto sulla governance del calcio italiano.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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