Il tecnico della Lazio Gennaro Gattuso ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto per 6 a 2 contro il Sassuolo al Mapei Stadium.
Il tecnico della Lazio Gennaro Gattuso ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto per 6 a 2 contro il Sassuolo al Mapei Stadium. Di seguito le sue parole in conferenza stampa.

Lazio, Gattuso: “Non dobbiamo guardare la classifica perché sia io che tanti di loro non sono abituati e dunque dobbiamo fare le cose con serietà e a mille all’ora.”
Il tecnico della Lazio Gennaro Gattuso ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto per 6 a 2 contro il Sassuolo al Mapei Stadium. Di seguito le sue parole in conferenza stampa.
Cos’è questo capolavoro che ti sta riuscendo? Quanto ti diverti? “Tanti ragazzi non erano protagonisti e oggi stanno facendo qualcosa di straordinario. A inizio stagione quando abbiamo cominciato, abbiamo provato a fare qualcosa di diverso, abbiamo smontato questa squadra. La prima partita abbiamo preso una mazzata nei denti ma ero tranquillo perché si cominciava a vedere quello che volevamo fare. Loro hanno continuato e il segreto è questo. Stiamo migliorando partita dopo partita e abbiamo solo una strada, quella del lavoro fatto con serietà. Non dobbiamo guardare la classifica perché sia io che tanti di loro non sono abituati e dunque dobbiamo fare le cose con serietà e a mille all’ora. Oggi con le due catene abbiamo fatto grandissime cose. Quando giochi con una squadra col Sassuolo con quattro giocatori che lavorano poco qualcosa devi concedere e siamo stati anche avvantaggiati dall’espulsione per questo”.
Quali sono i margini di miglioramento? Prima si diceva del centravanti e poi oggi Noslin fa doppietta. Cosa pensa dei tifosi? “Voi fate il vostro mestiere ma io non guardo solo i gol di Noslin. Lui va sempre a mille e questo crea pensiero negli avversari. Lui ci dà forza, veemenza, e quando non si va a pizzicare si deve fare blocco difensivo, li mandiamo larghi e li facciamo ricominciare. Questo è un aspetto da migliorare ma il nostro Dna è quello di andare avanti e coprire palla perché quando giochiamo e scopriamo palla diventiamo vulnerabili. Tifosi? È martedì e portare 10mila e passa persone allo stadio è qualcosa di incredibile. L’ho detto ai ragazzi ed è merito loro perché vedono questo attaccamento. Oggi, al di là dei 6 gol, è stata una serata incredibile. Chiudevo gli occhi, quando mi ero rilassato un attimo, pensavo che sarebbe bello vedere una cosa così anche in casa nostra”.
Da giocatore entravi per primo in campo nel riscaldamento, forse per scaramanzia… “Io partivo a secco come un missile, rischiavo di stirarmi sempre, più che una roba scaramantica volevo gasare la mia tifoseria”.
La Lazio di Eriksson non aveva un bomber vero, la Lazio di Maestrelli andò fuori dalla Coppa Italia alla prima partita. Oggi segnano in tanti, cosa vuol dire, che è la squadra di tutti? “Sì, qualcuno meriterebbe di giocare ma io faccio delle scelte. Oggi me la sono rischiata perché era giusto fare un turnover, ho messo solo Diogo Leite in difesa, volevo dare continuità. Lavorano tutti con grandissima voglia e tutti meriterebbero del minutaggio. Bisogna essere bravi perché qualche legnata arriverà, lì misureremo il nostro livello. L’obiettivo è solo uno, se vogliamo giocare in questo modo, cioè fare le cose con grande serietà”.
I rientri di Marusic e Rovella sono imminenti. All’inizio della stagione erano due titolari: lo sono ancora? Perché la sostituzione di Taylor oggi? “Io spero di avere tutti a disposizione. Marusic e Rovella hanno fatto qualcosina con noi in questi giorni, poi starà a me decidere. Bisogna lavorare, abbiamo bisogno di tutti. Non mi piace avere giocatori che stanno in disparte in fisioterapia e non lavorano. Taylor? L’ho tolto perché era ammonito, si era preso con Doig, ha protestato, e il cambio è stato per questo perché anche oggi tecnicamente ha fatto una grande partita”.
Floriani ha detto che c’è una grande atmosfera, magica. Questa atmosfera l’ha creata Rino Gattuso? “Io e il mio staff proponiamo. Faccio questo mestiere ormai da 13-14 anni, poi puoi avere la fortuna di avere ragazzi che ti seguono e sanno le cose che mi possono dar fastidio. Ieri la paura era quella di giocare una partita infrasettimanale, non l’avevamo mai giocata. I test dicevano che avevamo recuperato benissimo e non abbiamo fatto niente, abbiamo fatto due-tre giochini, si sono messi a ridere. Abbiamo preparato la partita in sala video. Dopo l’allenamento abbiamo chiamato i reparti e gli abbiamo fatto vedere come volevamo andare a pressarli ed è stato qualcosa di nuovo. L’estero mi ha fatto capire che i giocatori mentalmente si stancano a fare gli stessi allenamenti, invece sono curiosi”.