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Bosnia, addio al simbolo Dzeko: domani l’ultima a Zenica

Bosnia, addio al simbolo Dzeko: domani l’ultima a Zenica

La gara di Nations League tra Bosnia e Svezia in programma a Zenica sarà l’ultima con la maglia della nazionale per Edin Dzeko.

Dopo 151 presenze e 73 reti, Edin Dzeko saluta la Bosnia ed Erzegovina. La gara di Nations League in programma domani sera a Zenica contro la Svezia sarà l’ultima partita del Cigno di Sarajevo con la maglia della sua Nazionale. Proprio nello stadio che è stato teatro dell’ultimo fallimento italiano, e allo stesso tempo dell’ ultima grande impresa del centravanti classe 1986, capace di trascinare il piccolo paese slavo alla 2° partecipazione Mondiale, Dzeko lascerà la maglia più amata.

Scelta che non arriva improvvisa, ma che era stata preannunciata subito dopo l’eliminazione dalla Coppa del Mondo: l’ex capocannoniere della Serie A abdica a 40 anni, dopo 151 presenze e quasi vent’anni trascorsi al servizio della nazionale balcana.

Dzeko, simbolo della Bosnia: dai gol alla rinascita di un popolo

Depositphotos Edin Dzeko Bosnia

Dzeko, oggi allo Schalke 04 in Bundesliga, rappresenta una parte fondamentale della storia della Bosnia ed Erzegovina. L’ex attaccante di Roma e Inter non è stato soltanto il miglior marcatore della Nazionale, il capitano e l’uomo capace di segnare nei momenti più importanti. La sua figura è diventata qualcosa di più grande, legandosi profondamente alla storia recente del Paese.

Cresciuto nella Sarajevo degli anni ’90, tra le macerie lasciate dopo la dissoluzione della Jugoslavia, Dzeko ha costruito una carriera capace di diventare simbolo di riscatto e rinascita di tutto il popolo multietnico e multiculturale della sua terra. Il momento più alto è arrivato con la qualificazione ai Mondiali di Brasile 2014, la prima e storica partecipazione della Bosnia alla Coppa del Mondo.

Cosa che è riuscita a ripetersi 12 anni dopo, nell’edizione del 2026, a nostro malgrado. Lo scorso marzo, proprio a Zenica, Dzeko e compagni hanno eliminato l’Italia ai rigori nella finale playoff. Pur senza entrare nel tabellino, il Cigno fu un protagonista assoluto della sfida, mandando in tilt la difesa azzurra, e mostrando ancora una volta le sue doti da leader. L’immagine di lui a bordo campo esultare al termine della lotteria dei rigori con la spalla fasciata resterà per sempre scolpita negli annali.

Il messaggio di addio del Cigno di Sarajevo

Dzeko ha scelto i social per annunciare e raccontare il proprio congedo dalla Nazionale. Un messaggio lungo e carico di emozione, nel quale ha ripercorso quasi due decenni vissuti con la maglia della Bosnia, ricordando il sogno di un bambino diventato realtà e il legame con il proprio Paese.

“A volte mi chiedevo quando sarebbe arrivato questo momento… Ma non ho mai immaginato quanto sarei stato emozionato scrivendo queste parole. Il 2 ottobre, contro la Svezia, giocherò il mio ultimo incontro per la nostra squadra nazionale. Niente nella mia carriera ha mai paragonato l’orgoglio che ho provato ogni volta che ho indossato quella maglia. Niente. Era il mio sogno d’infanzia, un sogno che ho portato con me in ogni una delle 151 occasioni in cui ho avuto l’onore di rappresentare il mio paese in un campo da calcio. Ero sempre orgoglioso di farlo, proprio come l’ho fatto la prima volta. Sono passati quasi venti anni da quel match contro la Turchia.

Tante cose sono cambiate, e anch’io sono cambiato, ma il mio amore per questa maglia non l’ha mai fatto. Ora sento che è arrivato il momento di fare un passo indietro. Se sono arrivato a 40 anni con la squadra nazionale, è perché ho dato davvero tutto ciò che avevo. Ogni volta. Tutto. Giocare per la mia nazione è stata l’opportunità più emozionante che il calcio abbia mai dato a me. La sensazione che ho provato quella sera contro il Galles, e poi a Zenica contro l’Italia a marzo, rimarrà per sempre nel mio cuore.

Vedere la mia gente celebrare per le strade delle nostre città è stato un altro dono incredibile che il calcio mi ha dato. C’è il tempo per ringraziare tutti coloro che sono stati al mio fianco e mi hanno sostenuto durante questo meraviglioso viaggio. Per ora, spero che saranno lì quella sera contro la Svezia, così possiamo condividere un’emozione in più… Perché ognuna di queste incredibili esperienze è stata qualcosa che abbiamo vissuto insieme. E questo è il modo in cui voglio vivere la mia ultima notte rappresentando il mio paese: con tutti voi al mio fianco, indossando la maglia che ho amato fin da quando ero ragazzo – e la maglia che amerò per il resto della mia vita”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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