Il Tar della Lombardia respinge i ricorsi sulla vendita di San Siro a Inter e Milan: il progetto del nuovo stadio entra ora nella fase decisiva.
Il progetto del nuovo San Siro incassa un importante via libera sul fronte giudiziario. Il Tar della Lombardia ha infatti respinto i cinque ricorsi presentati negli ultimi anni contro la cessione dell’area del Meazza a Inter e Milan. Quattro procedimenti sono stati dichiarati inammissibili per motivi legati all’iter processuale, mentre il quinto è stato esaminato nel merito e successivamente respinto dai giudici. La decisione mette così un punto alla serie di contenziosi amministrativi che avevano accompagnato il percorso di vendita dello stadio ai due club milanesi.
I ricorsi presentati ai danni di Milan e Inter
Due dei procedimenti affondavano le proprie radici nel 2022 ed erano stati promossi da cittadini e soggetti contrari alla trasformazione del Meazza. Nel corso degli anni, la composizione dei ricorrenti e gli stessi atti contestati erano però cambiati. Per questo motivo il Tar non ha ritenuto sussistenti i presupposti per entrare nel merito delle questioni sollevate, dichiarando entrambi i ricorsi inammissibili. Le contestazioni riguardavano, tra gli altri aspetti, il percorso amministrativo legato al futuro dell’impianto e dell’area di San Siro.
Anche gli altri due ricorsi sono stati fermati per motivi di natura processuale. Il primo, presentato nel 2025, contestava alcuni passaggi iniziali della procedura avviata dal Comune di Milano per arrivare alla cessione dell’area a Inter e Milan. Secondo il Tar, però, l’impugnazione riguardava soltanto una parte di un procedimento più ampio, senza coinvolgere tutti gli atti collegati tra loro. Una situazione che ha portato i giudici a dichiarare anche questo ricorso inammissibile.
La stessa conclusione è stata raggiunta per il quarto procedimento, relativo alla fase più avanzata della vendita. Al centro delle contestazioni c’erano la possibilità di cedere l’intero complesso, il valore dell’operazione e le modalità scelte dal Comune. Anche in questo caso, tuttavia, il ricorso non aveva coinvolto tutti gli atti dai quali dipendeva il provvedimento contestato.
Il ricorso di Fedrighini
L’unico procedimento affrontato direttamente nel merito è stato quello presentato dal consigliere comunale Marco Fedrighini. Al centro della contestazione c’era l’iter seguito dal Consiglio comunale di Milano per arrivare all’approvazione della vendita. Fedrighini aveva sollevato dubbi sulla gestione delle commissioni e degli emendamenti, sostenendo che alcune decisioni avessero limitato le sue prerogative. Il Tar ha però respinto le accuse, rilevando come il consigliere avesse preso parte ai lavori e come la proposta fosse stata discussa in diverse sedute.
I giudici hanno inoltre escluso irregolarità nella gestione degli emendamenti, ritenendo conforme alle regole del Consiglio comunale anche il trattamento delle proposte diventate incompatibili con le successive modifiche.

Il progetto di Inter e Milan per il nuovo stadio accelera
La decisione del Tar rappresenta quindi un passaggio importante per Inter, Milan e Comune di Milano. Il percorso verso il nuovo impianto può proseguire senza i ricorsi che avevano accompagnato la vicenda negli ultimi anni.
I due club sono ora attesi dalla presentazione del progetto definitivo, mentre il prossimo appuntamento dovrebbe essere il nuovo “rendering” dello stadio, previsto tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Successivamente partiranno le ulteriori valutazioni amministrative previste dall’iter.
L’obiettivo resta completare il procedimento entro l’estate 2027 e avviare i lavori nella seconda parte dello stesso anno, al termine della stagione calcistica. La tabella di marcia guarda già al 2031, quando il nuovo San Siro dovrebbe essere pronto in vista degli Europei del 2032.