Il Como si prepara al big match interno contro il Manchester United nella 3° giornata di Champions League. Le parole di Fabregas in conferenza alla vigilia.
Il Como si prepara a vivere un’altra notte da sogno al Sinigaglia in Champions League. La formazione di Fabregas riceverà nel proprio stadio il Manchester United di Carrick nella terza giornata di League Phase, con la voglia di riscattare il ko di Feyenoord e centrare la 2° vittoria in Europa dopo l’esordio sfavillante contro il Lipsia. Alla vigilia del match contro i Red Devils, Fabregas è intervenuto in conferenza stampa.
Como, le parole di Fabregas in conferenza
Importanza del match.
“Una giornata storica, ancora una volta. E’ un momento speciale quello che stiamo vivendo in questi mesi, staff e giocatori dobbiamo adattarci bene essendo consapevoli dell’importanza. Lo United è una grandissima squadra, ha grandissimi giocatori, con una storia pazzesca. Proveremo a vincere come sempre”.
United in crisi.
“Le crisi nel calcio non esistono, ogni 3 giorni c’è una partita e non c’è tempo per pensare se c’è o no una crisi. Undici contro undici, si prova a vincere. La crisi la inventate voi, noi non la sentiamo perché siamo professionisti che vogliamo competere. Non credo a queste cose, sono il Manchester United e hanno grandissimi calciatori. Proveremo a vincere come detto prima”.
Giocando così tanto, come si gestiscono questi passaggi a vuoto?
“Si deve gestire in maniera naturale. Dobbiamo essere tranquilli, l’importante è che la squadra giochi con ambizione e con la volontà di migliorare. Sicuramente tra cinque anni saremo meglio, perché è l’inizio di un nuovo percorso. Giocare ogni 3 giorni ti dà la possibilità di riscattarti dopo poco quando non vinci, questo è un piacere”.
Como, Fabregas e le motivazioni del palcoscenico Champions

“La storia si insegna non parlando di quello. Il Manchester è come quando giochiamo con Inter, Milan, Juve. Parlo di quello che fa l’altra squadra e di come possiamo fargli male. Se dico ogni volta di stare attento al Manchester, i giocatori entrano in campo con paura. L’allenatore deve sempre dare fiducia alla sua squadra, io mi sento forte con i miei giocatori. Possiamo vincere se facciamo le cose come vanno fatte, se pensiamo che gli avversari sono superiori sarà più difficile”.
Infortunati.
“Ci sarà un lungo stop per Jesus Rodriguez, oggi ha fatto un tiro in porta a fine allenamento e si è fatto male. Non sembra un infortunio lieve, ma un po’ più grave. Chalobah starà fuori due settimane, quindi perderà quattro partite. Kean vediamo se ce la fa per sabato, Diao torna dopo la sosta”.
In Inghilterra parlano di te come prossimo allenatore dei Red Devils…
“Non rispondo, perché mi sembra una domanda brutta, senza rispetto per un grandissimo giocatore e allenatore come Carrick”.
Duelli sulle fasce.
“Ci sono diversi modi di attaccare, gestiamo bene le dinamiche della partita. Proviamo a studiare le debolezze degli avversari, offensivamente abbiamo fatto un passo avanti quest’anno. Oggi si parla tanto degli allenatori, ma i grandi protagonisti sono i calciatori. Il calcio è dei giocatori, a volte pensiamo che è dei direttori, degli allenatori, invece no”.
Douvikas giocherà?
“Non parlo di chi gioca e non gioca, neanche la squadra lo sa. Per il resto, quando analizzi squadre di Champions, normalmente stai analizzando le migliori squadre di ogni campionato. Sono sempre dominanti, vogliono la palla, ti vengono a pressare. Si vedono perfettamente le idee di quella squadra, magari sono partite più difficili da affrontare ma non da analizzare. Vincere in Italia è molto molto difficile, nel nostro paese facciamo tanti giocatori, tanti uomo contro uomo, diventa più difficile analizzare le squadre rispetto a quelle europee. Giocare e vincere in Italia è difficilissimo”.