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Juventus, a Vigo tre punti ma i problemi restano

Juventus, a Vigo tre punti ma i problemi restano

La Juventus conquista tre punti importanti sul campo del Celta Vigo, ma il successo firmato nel recupero da Kolo Muani non deve condizionare il giudizio sulla prestazione. Rispetto al pareggio di Cagliari cambia il risultato, non la sostanza di una squadra che continua a mostrare difficoltà nella costruzione, scarsa incisività offensiva e un’intensità agonistica ancora lontana da quella necessaria per imporre il proprio gioco. È lo stesso Luciano Spalletti, nel dopopartita, a riconoscere i limiti della prova bianconera, arrivando a considerare migliore la prestazione offerta in Sardegna. Una valutazione significativa, perché distingue la qualità del gioco dall’esito finale.

Il successo contro il Celta non cancella le difficoltà già emerse a Cagliari. Spalletti riconosce i limiti della prestazione, mentre alcune scelte tattiche continuano a sollevare interrogativi.

Celta Vigo Juventus: così non basta
LUCIANO SPALLETTI AMAREGGIATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Juventus – Celta Vigo, possesso palla senza verticalità

Il primo tempo di Vigo ripropone un problema ricorrente: la Juventus controlla il pallone, ma raramente trasforma il possesso in occasioni. La manovra procede lentamente, gli avversari si ricompattano e gli attaccanti ricevono pochi palloni realmente pericolosi. Spalletti ha riconosciuto questa difficoltà nel dopopartita. Quando arrivò a Torino, nell’autunno del 2025, la squadra aveva mostrato una maggiore propensione alla verticalità, cercando rapidamente la profondità. Il possesso faceva già parte della sua filosofia, ma sembrava utilizzato con maggiore immediatezza. Oggi la circolazione appare prolungata e meno efficace. Perché quei principi, inizialmente interpretati con maggiore incisività, producono risultati così diversi?

McKennie e gli spazi occupati

Il turnover è comprensibile: il calendario impone di distribuire le energie. Più discutibile la disposizione iniziale, con Gatti al posto di Bremer nella difesa a tre e McKennie utilizzato da esterno destro con compiti estremamente ampi. L’americano sa inserirsi e muoversi fra posizioni differenti, ma a Vigo ha spesso occupato zone già presidiate da Conceição e Woltemade. Le sovrapposizioni hanno complicato lo sviluppo offensivo, riducendo gli spazi e rendendo leggibili le soluzioni. Il gioco fluido richiede coordinazione: quando manca una distribuzione razionale degli spazi, il movimento rischia di produrre confusione anziché imprevedibilità.

La difesa a quattro cambia la partita

L’inizio della ripresa ha mostrato quanto l’organizzazione tattica incida sul rendimento collettivo. Con il passaggio alla difesa a quattro e un uomo in più a centrocampo, la Juventus ha trovato distanze migliori, maggiore rapidità e riferimenti più chiari. In pochi minuti sono arrivate più situazioni interessanti di quante ne fossero state costruite durante gran parte del primo tempo. Il pareggio di Woltemade, favorito anche da un errore della retroguardia spagnola, è arrivato in questa fase. La fortuna conta, ma per sfruttarla occorre creare le condizioni giuste: attaccare con convinzione e costringere l’avversario a difendere sotto pressione. La Juventus sembrava aver trovato un assetto più funzionale. Proprio allora è arrivata un’altra riorganizzazione.

Kolo Muani, la posizione e i tempi della correzione

Gli ingressi di Kolo Muani e Nico González erano comprensibili; meno convincente la successiva disposizione. Il francese si è inizialmente allargato a sinistra, Cambiaso ha assunto compiti più avanzati e la Juventus è tornata verso una struttura simile a quella del primo tempo. La manovra ha perso fluidità e il Celta ha ritrovato coraggio. Spalletti ha spiegato che Kolo Muani interpretava la posizione troppo da esterno, mentre la corsia spettava a Cambiaso. La precisazione distingue l’intenzione dell’allenatore dall’interpretazione del giocatore, ma non elimina il dubbio sulla tempestività della correzione: la collocazione poco funzionale appariva evidente già nei primi minuti. Il gol nel recupero, su un traversone di Cambiaso, ha mostrato quanto il francese potesse incidere attaccando l’area. Perché non mantenere la difesa a quattro, affiancare Kolo Muani a Woltemade e schierare González alle loro spalle? Non esiste la certezza che avrebbe funzionato meglio, ma era una soluzione coerente con i segnali della ripresa.

Le parole di Spalletti e i limiti del gioco fluido

Nel dopopartita Spalletti ha difeso la volontà dei suoi di cercare la vittoria e la necessità di assumersi dei rischi. Un principio condivisibile, che non implica però modificare continuamente l’assetto. Si può alzare il baricentro, pressare con maggiore intensità e portare più uomini in area senza rinunciare agli equilibri trovati. La fluidità delle posizioni è un tratto del calcio di Spalletti, ma deve adattarsi alle caratteristiche degli interpreti. Se produce sovrapposizioni e rallenta la manovra, servono correttivi. Già il primo tempo di Cagliari aveva offerto indicazioni simili. La convivenza fra Woltemade e Kolo Muani merita di essere approfondita: il primo offre presenza fisica e protezione del pallone, il secondo mobilità e attacco della profondità. Con un giocatore fra le linee alle loro spalle potrebbero offrire soluzioni complementari.

Il risultato premia la Juventus, la prestazione invita a riflettere

La vittoria di Vigo è importante e premia la volontà di cercare il successo fino all’ultimo. Ma il colpo di testa di Kolo Muani non cancella una costruzione lenta, una produzione offensiva discontinua e un atteggiamento agonistico troppo spesso insufficiente. Spalletti ha bisogno di tempo per consolidare automatismi e identità tattica. Diverso è il discorso sulla determinazione: i giocatori ne sono i primi responsabili, ma l’allenatore deve trasmettere intensità e convinzione. Da Cagliari a Vigo è cambiato il risultato; per vedere una Juventus davvero diversa servirà più di un episodio nel recupero. Per costruire un’identità di gioco si può aspettare. Per scendere in campo con la determinazione necessaria per vincere, molto meno.

Fonti ufficiali

Juventus – Tabellino · Juventus – Interviste

Opinionista e giornalista sportivo. Collaboro per diverse testate video e social, tra cui, Top Planet e Radio Biaconera, Calciostyle e Ju24.it. Con il nickname "SkyWalker" organizzo e conduco dirette sulle pagine social "Juventini" e "Il Grande Bianconero".

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