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Ginevra Elkann o Del Piero: due idee per la Juventus

Ginevra Elkann o Del Piero: due idee per la Juventus

Prima Alessandro Del Piero a Torino. Poi una fotografia davanti allo Stadium e quel messaggio sui social, «State sintonizzate», sufficiente per accendere l’immaginazione dei tifosi. Quasi contemporaneamente, mentre la Juventus riuniva il proprio Consiglio di amministrazione, è comparso un altro nome come presidente per il futuro: quello di Ginevra Elkann.

Due storie diverse, che nelle ultime ore hanno finito per incrociarsi. Due indiscrezi0ni, non due candidature

Ginevra Elkann presidente Juventus resta, almeno per ora, un’indiscrezione. Del Piero presidente è ancora più chiaramente una suggestione, alimentata soprattutto dalla reazione del mondo bianconero ai suoi ultimi movimenti social.

Eppure il confronto è interessante proprio perché va oltre la corsa a una poltrona.

Ginevra Elkann e Alessandro Del Piero rappresenterebbero due modi profondamente differenti di interpretare la Juventus.

Ginevra Elkann presidente Juventus: indiscrezione, non nomina

Partiamo da ciò che sappiamo.

Matteo Moretto ha indicato Ginevra Elkann come possibile futura presidente della Juventus. Nelle stesse ore, però, Tuttosport ha riferito che le proprie verifiche presso il club non hanno trovato riscontro all’indiscrezione.

La Juventus non ha annunciato cambiamenti e Gianluca Ferrero continua a risultare presidente negli organi societari ufficiali.

Dunque il condizionale non è prudenza formale: è necessario.

L’ipotesi resta comunque significativa.

Ginevra Elkann non proviene dal calcio. Ha costruito la propria carriera soprattutto nel cinema e nella cultura, ma è anche componente non esecutivo del Consiglio di amministrazione di Exor, la holding che controlla la Juventus.

Una sua eventuale nomina avrebbe quindi un significato evidente: riporterebbe direttamente un membro della famiglia proprietaria alla presidenza del club.

Ginevra Elkan sarà il nuovo presidente della Juventus?

Da Ferrero a un Elkann cambierebbe il messaggio

Gianluca Ferrero ha rappresentato una fase molto particolare della storia juventina.

È arrivato dopo le dimissioni del CdA presieduto da Andrea Agnelli, in un momento nel quale la priorità era attraversare una tempesta giudiziaria, finanziaria e istituzionale.

Oggi il contesto è differente, anche se i conti continuano a imporre attenzione.

Il CdA del 29 settembre ha approvato il bilancio consolidato al 30 giugno 2026 con una perdita di 66 milioni e ha previsto di proporre agli azionisti un aumento di capitale fino a 250 milioni di euro. Exor sosterrà l’operazione.

In questo quadro, un eventuale ritorno della famiglia alla presidenza assumerebbe inevitabilmente un significato politico e societario.

La proprietà non metterebbe soltanto capitale nella Juventus.

Metterebbe anche il proprio cognome al vertice.

Poi Del Piero pubblica da Torino

La suggestione Del Piero nasce invece in maniera completamente diversa.

Alla vigilia del CdA, l’ex capitano pubblica su Threads una fotografia da Torino accompagnata da un messaggio che invita i follower a restare sintonizzati. Poco dopo arriva un altro scatto davanti allo Stadium e la prima immagine viene rilanciata anche su Instagram.

I tifosi fanno immediatamente due più due.

Presidente? Ritorno alla Juventus? Nuovo incarico?

Non esistono elementi che permettano di collegare quei post a un progetto societario e la possibilità di una presidenza Del Piero era già stata ridimensionata dai vertici del club.

Ma il dato interessante è un altro.

È bastato vedere Alex a Torino e davanti allo Stadium perché una parte consistente dell’ambiente juventino immaginasse immediatamente un suo ritorno.

E questo racconta qualcosa.

Del Piero rappresenta ciò che nessuna nomina può costruire

Diciannove stagioni, 705 presenze e 290 gol.

Sono i numeri ufficiali della sua storia juventina, ma probabilmente non bastano a spiegare perché, quattordici anni dopo l’ultima partita in bianconero, una fotografia possa ancora provocare una reazione simile.

Del Piero possiede una legittimazione sportiva ed emotiva che non deriva da un incarico.

Deriva dalla storia.

La Juventus stessa continua a celebrarlo come una delle proprie icone, tanto da aver realizzato recentemente una collezione dedicata ad ADP.

La questione diventa allora meno banale del semplice “Del Piero presidente”.

Il fascino non basta: presidente significa governance

Naturalmente esiste l’altra faccia della questione.

Essere stato uno dei più grandi calciatori della storia juventina non significa automaticamente essere preparato a presiedere una società quotata.

Governance, mercati finanziari, rapporti con gli azionisti, istituzioni sportive, sponsor e strategie internazionali richiedono competenze specifiche.

Ma una presidenza moderna non coincide necessariamente con la gestione operativa dell’intera società.

Esistono un Consiglio di amministrazione, un amministratore delegato, dirigenti e strutture specializzate.

Il problema quindi non dovrebbe essere stabilire se Del Piero sappia fare tutto.

Dovrebbe essere capire quale ruolo potrebbe realmente ricoprire.

Ginevra Elkann e Del Piero sono davvero alternativi?

È qui che il confronto diventa più interessante.

Ginevra Elkann rappresenterebbe proprietà, continuità familiare e rapporto diretto con Exor.

Del Piero rappresenterebbe cultura sportiva, memoria, riconoscibilità e rapporto con la tifoseria.

Una collegherebbe verticalmente Juventus e azionista.

L’altro potrebbe ricostruire orizzontalmente il rapporto tra società, campo e mondo juventino.

Non esiste alcun elemento pubblico che faccia pensare a un progetto del genere. È importante sottolinearlo.

Ma osservando i due profili, viene spontanea una domanda: perché considerarli necessariamente concorrenti?

La vera questione è quale Juventus vuole costruire la proprietà

Alla fine il tema conduce inevitabilmente a John Elkann e a Exor.

L’aumento di capitale dice che la proprietà continua a sostenere finanziariamente il club.

L’eventuale arrivo di Ginevra direbbe qualcosa in più: la famiglia tornerebbe direttamente al vertice.

I post di Del Piero raccontano invece un fenomeno differente: quanto una parte del mondo juventino continui ad aspettare il ritorno di un riferimento capace di incarnarne l’identità sportiva.

Due esigenze diverse.

Forse non incompatibili.

La Juventus del futuro dovrà trovare equilibrio economico, sostenibilità e competitività. Ma dovrà probabilmente recuperare anche qualcosa che non compare nel bilancio.

Identità.

Ed è per questo che, proprio nelle ore in cui il cognome Elkann torna a essere associato alla presidenza, quelle fotografie di Del Piero davanti allo Stadium diventano qualcosa di più di semplici immagini sui social.

Non provano nulla.

Ma spiegano molto.

 

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Opinionista e giornalista sportivo. Collaboro per diverse testate video e social, tra cui, Top Planet e Radio Biaconera, Calciostyle e Ju24.it. Con il nickname "SkyWalker" organizzo e conduco dirette sulle pagine social "Juventini" e "Il Grande Bianconero".

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