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Juventus, Belli: «Spalletti doveva osare prima»

Juventus, Belli: «Spalletti doveva osare prima»

Il pareggio della Juventus a Cagliari lascia più rimpianti della precedente sconfitta contro il Sassuolo. Non soltanto per i due punti perduti, ma per la sensazione che la squadra di Luciano Spalletti avrebbe potuto ottenere qualcosa in più modificando prima le proprie soluzioni offensive. Ne parliamo con Mattia Belli, che avevamo già incontrato dopo la battuta d’arresto contro gli emiliani.

Dopo il pareggio di Cagliari, Mattia Belli analizza le scelte di Luciano Spalletti, la doppia punta, la crescita di Sarr e la sfida europea contro il Celta Vigo.

«Sicuramente è un pareggio che sa di sconfitta», osserva Belli, spiegando che il risultato gli lascia più amarezza rispetto alla gara con il Sassuolo. I passi falsi di Milan e Roma rendevano particolarmente importante la vittoria. Eppure la sua analisi non è una bocciatura generale: la Juventus, a suo giudizio, ha cercato di vincere, ma alcune decisioni dell’allenatore e dei giocatori non hanno aiutato.

la Juventus di Spalletti convince?

Juventus e Spalletti: perché il possesso non è bastato

Il Cagliari ha difeso con grande densità a protezione dell’area, limitando le linee di passaggio e opponendosi ai tentativi di conclusione. Belli individua proprio nella difficoltà di penetrare il blocco rossoblù il nodo tattico della gara: la manovra juventina ha prodotto controllo territoriale senza riuscire a trasformarlo abbastanza spesso in opportunità nitide.

Secondo l’intervistato, Spalletti avrebbe dovuto intervenire prima. Dopo un primo tempo e l’avvio della ripresa senza soluzioni convincenti per servire gli attaccanti, la squadra aveva bisogno di aumentare la presenza nell’area avversaria. La contemporanea presenza di Nick Woltemade e Randal Kolo Muani ha offerto un riferimento in più, obbligando la difesa a dividere le marcature.

Il pareggio di Kolo Muani, arrivato su un pallone dalla trequarti di Kerim Alajbegović, è per Belli la dimostrazione della validità di quella scelta. Anche la traversa colpita poco dopo dal francese rafforza, nella sua lettura, l’impressione di una Juventus diventata più incisiva nel finale. Non gli attribuisce particolari colpe per l’occasione sfumata: la conclusione, osserva, non era semplice.

La doppia punta come risposta alle difese arroccate

Se Kolo Muani avesse segnato il gol della rimonta, il giudizio di Belli sarebbe cambiato? Non in maniera sostanziale. Una vittoria avrebbe semmai rafforzato la convinzione che Woltemade dovesse entrare prima, possibilmente all’inizio del secondo tempo. Il risultato, in altre parole, non dovrebbe cancellare la valutazione dei tempi delle scelte.

La proposta non equivale a chiedere una Juventus stabilmente schierata con due centravanti. Contro avversari chiusi, occupare l’area con due riferimenti può favorire i cross e impedire ai difensori di concentrarsi su un unico attaccante. Contro squadre più propositive, invece, Belli ritiene opportuno affidarsi a giocatori mobili, capaci di scambiarsi la posizione e creare superiorità attraverso il dribbling. Più che una disputa sui numeri del modulo, è una questione di lettura della partita.

Sarr promosso, Cambiaso criticato: le certezze secondo Belli

Tra le indicazioni positive di Cagliari, Belli mette in primo piano Sarr. Ne apprezza corsa, quantità e capacità di sostenere il centrocampo, descrivendone la prova come particolarmente convincente. Vede ancora margini nella partecipazione offensiva: più inserimenti, maggiore familiarità con l’area avversaria e più iniziativa in zona gol. Sono progressi che considera possibili con la continuità d’impiego.

Il giudizio su Andrea Cambiaso è invece durissimo. L’intervistato critica gli errori commessi dopo l’ingresso e mette in discussione la sua utilità nelle condizioni attuali. Si tratta di una valutazione personale, espressa con toni molto severi, che non va confusa con una sentenza definitiva sul valore del calciatore.

Più rassicurante, per Belli, la prova del reparto arretrato: il Cagliari ha creato poche situazioni pericolose e la difesa juventina è riuscita per lunghi tratti a controllare gli attaccanti avversari. La questione irrisolta rimane quindi soprattutto la conversione della superiorità nel punteggio.

Zhegrova, Alajbegović e Woltemade: le alternative offensive

Per le prossime partite Belli vorrebbe vedere Woltemade dal primo minuto, proprio per la sua capacità di offrire una soluzione differente contro le difese compatte. Promuove anche Alajbegović, il cui contributo nella costruzione del pareggio dimostra l’importanza di cercare il cross con tempi e traiettorie efficaci.

Un’altra indicazione riguarda Edon Zhegrova. Secondo l’intervistato, in questo momento l’esterno può offrire più spunto di Francisco Conceição, soprattutto nelle partite in cui bisogna saltare l’uomo per rompere un blocco basso. Belli apprezza inoltre Nico González come possibile interprete della posizione alle spalle della punta, preferendolo, per caratteristiche, a Weston McKennie in quella zona.

Non emerge la richiesta di stravolgere l’identità della squadra, ma quella di sfruttare meglio la varietà degli interpreti. La Juventus, nella sua lettura, dispone di alternative per cambiare il modo di attaccare: il passaggio decisivo consiste nello scegliere quando utilizzarle.

Celta Vigo-Juventus: l’Europa League non è secondaria

Il colloquio si conclude con lo sguardo rivolto alla partita di questa sera contro il Celta Vigo. Dopo la vittoria contro il NEC Nijmegen, l’Europa League offre alla Juventus un’altra occasione per misurare ambizioni e continuità. Le possibili scelte di Spalletti, anche rispetto a giocatori come Vlahović e Gatti, potrebbero essere lette come seconde opportunità o come rotazioni legate al calendario.

Belli preferisce non giudicare prima di conoscere la formazione, ma respinge l’idea che l’impegno europeo possa essere affrontato con minore attenzione. Non è, secondo lui, una questione di seconde chance: la Juventus deve provare a vincere una competizione importante, capace di dare valore alla stagione e di riportare un trofeo internazionale in bacheca.

Il vero esame di Spalletti è la tempestività delle scelte

Dalle parole di Mattia Belli emerge una Juventus capace di controllare il gioco, ma non ancora abbastanza efficace nel trovare risposte quando gli avversari si chiudono. La doppia punta, il contributo di Sarr e le alternative sulle fasce sono strumenti da utilizzare in funzione della partita, non formule da applicare sempre.

Il pareggio di Cagliari resta un’occasione perduta, ma può diventare un’indicazione utile. Contro il Celta Vigo la squadra sarà chiamata a mostrare non soltanto ambizione, ma anche la capacità di trasformare le proprie risorse in soluzioni concrete. Perché dominare non basta, se non si trova il modo di vincere.

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Fonti ufficiali

Opinionista e giornalista sportivo. Collaboro per diverse testate video e social, tra cui, Top Planet e Radio Biaconera, Calciostyle e Ju24.it. Con il nickname "SkyWalker" organizzo e conduco dirette sulle pagine social "Juventini" e "Il Grande Bianconero".

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