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Mancini rivoluziona l’Italia: Romano verso il debutto

Mancini rivoluziona l’Italia: Romano verso il debutto

Convocati Italia Mancini: 34 azzurri, nove volti nuovi e una Nazionale da ricostruire in vista della Nations League.

Il tecnico di Jesi prepara la sfida contro il Belgio puntando sui giovani, mentre le prime prove a Coverciano lasciano intravedere un possibile esordio da titolare per Alessandro Romano. L’alba di una nuova Italia che richiama quella avviata da Fulvio Bernardini nel 1974.

Roberto Mancini torna sulla panchina della Nazionale italiana e sceglie di ripartire allargando il gruppo azzurro. Sono 34 i giocatori chiamati per i quattro incontri di Nations League, nove dei quali alla prima convocazione. Un segnale di rinnovamento dopo la terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia ai Mondiali.

A Coverciano, intanto, cominciano a delinearsi le prime scelte. Il commissario tecnico sta lavorando sul 4-3-3, il sistema che aveva caratterizzato il precedente ciclo culminato con la conquista dell’Europeo. Tra le novità potrebbe esserci Alessandro Romano, candidato a partire titolare contro il Belgio.

La nuova gestione prende forma tra giovani da scoprire, calciatori già affermati e la necessità di ottenere risultati immediati. Quattro partite in undici giorni rappresenteranno il primo esame per una Nazionale chiamata a ritrovare competitività e continuità.

Convocati Italia, Mancini punta su nove volti nuovi

La scelta di Mancini è partita da una lista particolarmente ampia. Il commissario tecnico ha convocato nove giocatori mai chiamati prima nella Nazionale maggiore: Massimo Pessina, Daniele Ghilardi, Michael Kayode, Eddy Kouadio, Issa Doumbia, Alessandro Romano, Sebastiano Esposito, Antonio Vergara e Mohamed Alì Zoma.

L’intenzione è ampliare le alternative disponibili e valutare direttamente calciatori che potrebbero diventare importanti nel prossimo ciclo azzurro.

Fra i nomi che hanno attirato maggiore attenzione figura Michael Kayode, difensore del Brentford, già campione d’Europa con l’Italia Under 19 nel 2023. Riflettori accesi anche sui fratelli Francesco Pio e Sebastiano Esposito, presenti contemporaneamente nel gruppo.

Le convocazioni comprendono inoltre calciatori più esperti, tra cui Gianluigi Donnarumma, Nicolò Barella e Sandro Tonali. Mancini dovrà individuare il giusto equilibrio tra la necessità di costruire una squadra per il futuro e quella di affrontare immediatamente gli impegni ufficiali.

Italia-Belgio, Mancini riparte dal 4-3-3: Romano verso l’esordio

Le prime indicazioni tattiche emerse dagli allenamenti di Coverciano suggeriscono un ritorno al 4-3-3. Le scelte definitive arriveranno soltanto alla vigilia dell’incontro, ma alcune soluzioni stanno già prendendo forma.

In porta dovrebbe esserci Donnarumma. Sulla fascia destra rimane aperto il ballottaggio tra Giovanni Di Lorenzo e Michael Kayode, mentre Riccardo Calafiori è candidato a occupare la corsia sinistra.

Al centro della difesa Gianluca Mancini potrebbe essere affiancato da Diego Coppola. Resta da valutare la disponibilità di Giorgio Scalvini, alle prese con un problema alla caviglia.

La novità più interessante riguarda il centrocampo. Alessandro Romano potrebbe esordire dal primo minuto in cabina di regia, affiancato da Nicolò Barella e Sandro Tonali. Davide Frattesi rimane un’alternativa per completare il reparto.

Anche l’attacco presenta diversi dubbi. Francesco Pio Esposito e Moise Kean si contendono una maglia al centro, mentre Nicolò Zaniolo, Nicolò Cambiaghi, Giacomo Raspadori e gli altri attaccanti convocati offrono differenti soluzioni sulle corsie esterne.

Si tratta delle prime indicazioni raccolte durante il raduno: la formazione ufficiale non è ancora stata comunicata.

Nazionale italiana, gli infortuni complicano le scelte di Mancini

La preparazione della partita contro il Belgio è stata condizionata dalle prime indisponibilità derivanti dalle scorie di campionato di alcuni veterani.

Bryan Cristante ha dovuto infatti rinunciare alla convocazione per un problema fisico accusato dopo la partita di campionato contro l’Inter. Al suo posto Mancini ha chiamato Samuele Ricci.

Anche Federico Dimarco ha lasciato Coverciano, non avendo recuperato dall’infortunio riportato con il club. Il commissario tecnico lo ha sostituito con Matteo Ruggeri, arrivato dall’Aston Villa.

Un’altra situazione da seguire riguarda Giorgio Scalvini. Il difensore dell’Atalanta ha saltato l’allenamento del 22 settembre per un problema alla caviglia. Il suo rientro in gruppo era previsto per oggi, ma resta da verificare la piena disponibilità in vista della partita.

Le assenze costringono Mancini a rivedere alcune soluzioni, offrendo contemporaneamente maggiori possibilità ai nuovi convocati.

Frattesi promuove i giovani: le prime impressioni da Coverciano

Il clima all’interno del gruppo emerge anche dalle dichiarazioni di Davide Frattesi, intervenuto in conferenza stampa del 23 settembre.

Il centrocampista della Lazio ha accolto positivamente il ritorno di Mancini, sottolineando come il tecnico abbia mantenuto la propria idea di calcio, fondata sulla qualità del gioco e sulla volontà di prendere l’iniziativa.

Frattesi ha parlato anche dei nuovi convocati, soffermandosi soprattutto su Samuele Inácio, del quale ha apprezzato la personalità, e su Alessandro Romano.

Il centrocampista del Cagliari gli ha ricordato Nemanja Matić per alcune caratteristiche tecniche, in particolare per l’utilizzo del piede sinistro.

Le parole di Frattesi confermano l’attenzione riservata ai giovani durante i primi giorni di preparazione. Il loro inserimento rappresenta uno dei temi principali della seconda esperienza di Mancini sulla panchina azzurra.

Mancini e Bernardini, il precedente storico della ricostruzione azzurra

La maxi convocazione di Mancini richiama un precedente significativo nella storia della Nazionale. Nel 1974, dopo l’eliminazione dell’Italia nella fase a gironi dei Mondiali disputati in Germania Ovest, la Federazione affidò la ricostruzione della squadra a Fulvio Bernardini.

Il tecnico scelse di ampliare il numero dei giocatori da osservare, coinvolgendo anche calciatori provenienti da società meno rappresentate in Nazionale. Voleva individuare nuove risorse e superare un ciclo ormai concluso.

I risultati iniziali furono difficili. Nel 1975 Bernardini venne affiancato da Enzo Bearzot, al quale lasciò progressivamente la responsabilità tecnica della squadra.

Da quel processo di rinnovamento emerse una parte importante del gruppo che avrebbe raggiunto il quarto posto ai Mondiali del 1978 e conquistato il titolo mondiale nel 1982.

Il parallelismo con Mancini riguarda soprattutto la volontà di allargare il gruppo e verificare il potenziale di nuovi giocatori. Le circostanze sono differenti, ma il problema di fondo presenta alcune analogie: ricostruire una Nazionale dopo una pesante delusione sportiva e individuare i calciatori attorno ai quali sviluppare il progetto tecnico.

Bernardini ebbe bisogno di tempo e della successiva collaborazione con Bearzot. Mancini, invece, dovrà conciliare il processo di rinnovamento con un calendario che prevede subito quattro impegni ufficiali.

Nations League, il calendario dell’Italia e il debutto contro il Belgio

La seconda esperienza di Mancini comincerà ufficialmente venerdì 25 settembre, quando l’Italia affronterà il Belgio allo Stadio Olimpico di Roma.

Gli Azzurri sono inseriti nel Gruppo A1 della Nations League 2026/27, insieme a Belgio, Francia e Turchia.

Come confermato dal calendario ufficiale UEFA, dopo la partita contro i belgi la Nazionale affronterà la Turchia in trasferta il 28 settembre, la Francia il 2 ottobre e nuovamente la Turchia il 5 ottobre, questa volta a Bologna.

Nel frattempo, la preparazione prosegue a Coverciano. Oggi 23 settembre il presidente federale Giovanni Malagò ha raggiunto il centro tecnico per incontrare Mancini e i giocatori.

È stata inoltre ufficializzata la designazione arbitrale della prima partita: sarà il tedesco Daniel Siebert a dirigere Italia-Belgio, con Bastian Dankert e Pascal Müller al VAR.

Il Belgio è il primo esame della nuova Italia di Mancini

La partita dell’Olimpico offrirà le prime indicazioni sul lavoro svolto dal commissario tecnico. Mancini ritrova una Nazionale profondamente cambiata rispetto alla squadra che aveva lasciato nell’agosto 2023.

Il nuovo gruppo comprende giocatori già affermati, giovani provenienti dal campionato italiano e calciatori cresciuti o maturati all’estero. La Nations League permetterà di valutare le alternative disponibili, anche grazie alla possibilità di effettuare rotazioni tra un incontro e l’altro.

Il tecnico ha ribadito di voler riportare la Nazionale a competere ad alto livello. Durante la conferenza stampa del 21 settembre, riportata dalla FIGC, ha spiegato di aver convocato numerosi giovani proprio per conoscerli meglio e costruire una squadra competitiva.

Il riferimento al passato è inevitabile, ma saranno le scelte sul campo a delineare il nuovo corso. Italia-Belgio rappresenta il primo appuntamento di una ricostruzione che deve partire dai risultati, senza perdere di vista la crescita di un gruppo destinato a rappresentare il futuro della Nazionale.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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