L’esordio dell’Italia nella nuova Nations League si trasforma in una notte amara. All’Olimpico di Roma gli Azzurri cedono 0-2 al Belgio, pagando soprattutto un primo tempo complicato e una gestione poco efficace del pallone. La squadra di Roberto Mancini, tornato alla guida della Nazionale, prova a reagire nella ripresa, ma non trova la rete e incassa il raddoppio di Dodi Lukebakio. Il girone A1, che comprende anche Francia e Turchia, comincia quindi con una sconfitta.
Notte amara per l’Italia già nel primo tempo
Il Belgio parte con maggiore convinzione e mette subito in difficoltà la retroguardia italiana. Gli ospiti costruiscono diverse occasioni e al 21’ trovano il vantaggio con Mika Godts, bravo a sfruttare una situazione favorevole e a superare la difesa azzurra. L’Italia fatica a dare continuità alla manovra e soprattutto concede troppo spazio tra le linee. A tenere in partita gli Azzurri ci pensa Gianluigi Donnarumma, protagonista di alcuni interventi importanti. Il portiere limita i danni e permette alla squadra di arrivare all’intervallo con un solo gol di svantaggio. Il dato più evidente, tuttavia, resta la difficoltà italiana nel contenere il palleggio e le accelerazioni belghe.
La reazione non basta
Dopo l’intervallo l’Italia cambia atteggiamento. Gli Azzurri aumentano il ritmo, cercano maggiormente Kean e riescono finalmente a mettere sotto pressione la difesa avversaria. Per qualche minuto il pareggio sembra possibile, anche perché il Belgio arretra e concede qualcosa. La spinta italiana, però, non produce il risultato sperato. Al contrario, al 69’ gli ospiti colpiscono ancora, una palla persa a centrocampo apre spazio alla transizione belga e Lukebakio riceve da De Ketelaere prima di accentrarsi e battere Donnarumma con il sinistro. È il 2-0 che spegne gran parte delle speranze azzurre.
Nel finale, inoltre, la tensione sale ulteriormente. Al triplice fischio Donnarumma e Romelu Lukaku hanno un acceso confronto, con il portiere italiano che reagisce alle parole dell’attaccante belga. L’episodio aggiunge nervosismo a una serata già difficile, mentre il pubblico dell’Olimpico manifesta tutta la propria delusione. Gli Azzurri ricevono infatti i fischi dei tifosi mentre lasciano il campo, un dissenso che Mancini, nel post-partita, ha ricondotto alla sconfitta, “I fischi ci stanno quando perdi“. Il ct ha comunque sottolineato la differenza tra i due tempi, riconoscendo un primo tempo negativo e una ripresa nella quale, secondo la sua lettura, l’Italia ha messo sotto il Belgio.

Un cantiere da riordinare
La sconfitta evidenzia quindi diversi aspetti sui quali Mancini dovrà lavorare. L’Italia ha mostrato maggiore vivacità nella ripresa, ma per lunghi tratti è sembrata meno organizzata e meno incisiva rispetto ad un Belgio capace di gestire meglio possesso, spazi e transizioni. Allo stesso tempo, la prestazione non cancella la possibilità di intervenire rapidamente, il calendario offre subito un’occasione per reagire, con la trasferta in Turchia in programma il 28 settembre.
Il 2-0 dell’Olimpico rappresenta dunque un avvio in salita. L’Italia ha mostrato carattere dopo l’intervallo, ma il Belgio ha controllato i momenti decisivi e concretizzato le proprie occasioni. Ora servirà trasformare questa notte amara in un punto di partenza, la Nations League è appena cominciata e il prossimo appuntamento dirà molto sulla capacità degli Azzurri di reagire.