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Milan, qualcuno si è scordato chi siamo: l’editoriale di Mauro Vigna

Milan, qualcuno si è scordato chi siamo: l’editoriale di Mauro Vigna

Milan, dall’addio  a Maldini alla cessione di Leão: date, scelte e contraddizioni dell’era Gerry Cardinale.

Il 31 agosto 2022 RedBird completava l’acquisizione del Milan per circa 1,2 miliardi di euro. Gerry Cardinale dichiarava di voler mantenere il club «ai vertici del calcio europeo e mondiale». Parole importanti, pronunciate pochi mesi dopo la conquista del diciannovesimo Scudetto. (Comunicato ufficiale del Milan)

 

Quattro anni dopo, il bilancio sportivo racconta qualcosa di profondamente diverso: un quarto posto, un secondo

posto, un ottavo posto e un quinto posto. Una sola Champions League disputata fino alla semifinale, due qualificazioni consecutive alla massima competizione europea fallite e un unico trofeo conquistato: la Supercoppa Italiana del gennaio 2025.

Non tutto ciò che è stato fatto è stato sbagliato. Il Milan ha raggiunto una semifinale di Champions, ha aumentato i ricavi e ha acquistato calciatori importanti come Pulisic e Reijnders. Ma gli errori di programmazione sono stati troppi e, soprattutto, ripetuti.

31 gennaio 2023 – Il primo mercato senza risposte

I primi segnali della crisi erano già evidenti. Il 18 gennaio 2023 il Milan venne travolto 3-0 dall’Inter nella finale di Supercoppa. Undici giorni più tardi arrivò l’umiliante 5-2 casalingo contro il Sassuolo, quarta sconfitta in cinque partite. (Reuters)

Nonostante fosse ancora campione d’Italia in carica, il Milan non venne rinforzato. L’unico innesto del mercato invernale fu il portiere Devis Vásquez, che non avrebbe mai disputato una partita ufficiale con la prima squadra.

La responsabilità sportiva era ancora condivisa con Maldini e Massara, ma fu la prima occasione nella quale la nuova proprietà dimostrò di non voler intervenire con decisione per proteggere il risultato ottenuto pochi mesi prima.

5-7 giugno2023 – L’allontanamento di Maldini e Massara

Il 5 giugno 2023, poche ore dopo la conclusione del campionato, Cardinale decise di interrompere il rapporto con Paolo Maldini. Il giorno successivo arrivò un comunicato di poche righe. Poco dopo lasciò anche Frederic Massara. (Comunicato ufficiale)

Maldini poteva commettere errori e non doveva essere considerato intoccabile. Tuttavia, allontanare improvvisamente il dirigente che rappresentava storia, credibilità e identità milanista fu una scelta devastante soprattutto nel metodo.

Il Milan aveva appena raggiunto la semifinale di Champions League e si era qualificato nuovamente alla competizione. Invece di correggere ciò che non aveva funzionato, Cardinale cancellò completamente il modello precedente.

Da quel momento il club non avrebbe più avuto una figura sportiva chiaramente riconoscibile e dotata di piena responsabilità.

3 luglio 2023 – La cessione di Sandro Tonali

Il 3 luglio 2023 Sandro Tonali venne ceduto al Newcastle per una cifra vicina ai 70 milioni di euro. (Reuters)

L’operazione produsse una plusvalenza enorme e la successiva squalifica del giocatore rese la cessione finanziariamente comprensibile. Ma il significato della scelta andava oltre il bilancio.

Tonali era giovane, italiano, milanista e rappresentava uno dei simboli dello Scudetto. Venderlo per finanziare l’intero mercato trasmise un messaggio preciso: nessuno era davvero indispensabile e l’identità poteva essere sacrificata davanti a una buona opportunità economica.

1° settembre 2023 – Tanti acquisti, ma una squadra poco equilibrata

Il Milan utilizzò il denaro incassato per acquistare diversi giocatori. Pulisic e Reijnders si sarebbero rivelati ottimi colpi, ma il centrocampo venne riempito di mezzali senza acquistare un vero mediano difensivo.

Tonali non fu sostituito con un calciatore dalle stesse caratteristiche, Bennacer rimase fuori a lungo e Giroud, ormai trentasettenne, continuò a essere l’unico centravanti realmente affidabile.

Fu un mercato quantitativamente ricco ma tecnicamente incompleto. Nella stagione si aggiunse una quantità anomala di problemi muscolari, senza che il club riuscisse a intervenire rapidamente sull’organizzazione atletica e sanitaria.

11 dicembre 2023 – L’arrivo di Ibrahimović e la confusione dei ruoli

L’11 dicembre 2023 Zlatan Ibrahimović entrò in RedBird come Operating Partner e diventò Senior Advisor della proprietà e della dirigenza del Milan. (Comunicato RedBird)

Il problema non fu il ritorno di Zlatan, ma l’assenza di confini chiari. Chi decideva realmente? Cardinale, Furlani, Moncada oppure Ibrahimović?

Quando troppe persone partecipano alle decisioni ma nessuna ne risponde completamente, diventa impossibile individuare una linea sportiva. Ed è esattamente ciò che sarebbe accaduto negli anni successivi.

13 dicembre 2023 – Fuori dalla Champions

Due giorni dopo l’annuncio di Ibrahimović, il Milan vinse 2-1 a Newcastle ma venne eliminato dalla Champions League, retrocedendo in Europa League. (Reuters)

Sette mesi prima il Milan aveva giocato una semifinale. Ora non riusciva neppure a superare il girone. Non fu un’eliminazione scandalosa, considerando la difficoltà del gruppo, ma rappresentò un evidente passo indietro.

18 e 22 aprile 2024 – Quattro giorni che certificano il fallimento

Il 18 aprile 2024 il Milan venne eliminato dall’Europa League dalla Roma, perdendo entrambe le partite e subendo un complessivo 3-1, nonostante i giallorossi fossero rimasti in dieci nel ritorno. (Reuters)

Il 22 aprile, appena quattro giorni dopo, l’Inter vinse 2-1 il derby e conquistò matematicamente il ventesimo Scudetto proprio davanti ai tifosi rossoneri. Fu la sesta sconfitta consecutiva del Milan nella stracittadina. (Reuters)

Il Milan chiuse secondo, ma a 19 punti dall’Inter. Il piazzamento nascose una distanza tecnica, mentale e societaria diventata enorme.

30 aprile-13 giugno 2024 – Il casting pubblico per l’allenatore

Quando diventò evidente che il ciclo di Pioli fosse terminato, il Milan si avvicinò a Julen Lopetegui. La protesta dei tifosi, riunita attorno all’hashtag “Nopetegui”, convinse però la società a cambiare direzione. (Forbes)

Dopo settimane di nomi e indiscrezioni, il 13 giugno 2024 venne scelto Paulo Fonseca con un contratto triennale. (Reuters)

L’errore non fu necessariamente scegliere Fonseca. L’errore fu consegnargli la squadra dopo un casting pubblico, senza consenso ambientale e senza una dirigenza sufficientemente autorevole da proteggerlo.

31 agosto e 6 ottobre 2024 – Un allenatore senza autorità

Il 31 agosto 2024, durante Lazio-Milan, Theo Hernández e Rafael Leão rimasero lontani dal gruppo durante il cooling break dopo essere stati esclusi dalla formazione iniziale. Fonseca negò l’esistenza di uno scontro, ma l’immagine fece il giro del mondo. (Reuters)

Il 6 ottobre, contro la Fiorentina, Theo e Abraham calciarono due rigori nonostante il rigorista indicato fosse Pulisic. Li sbagliarono entrambi e il Milan perse 2-1. Fonseca dovette denunciare pubblicamente la mancanza di disciplina. (Reuters)

Erano segnali chiarissimi: l’allenatore non aveva il pieno controllo dello spogliatoio e la società non era riuscita a stabilire una gerarchia.

15 dicembre 2024 – Il triste centoventicinquesimo anniversario

Il 15 dicembre 2024, nella serata organizzata per celebrare i 125 anni del club, il Milan pareggiò 0-0 contro il Genoa e venne pesantemente contestato. Cardinale non era presente a San Siro. (Reuters)

Una ricorrenza che avrebbe dovuto unire passato, presente e futuro diventò invece la fotografia della distanza fra proprietà e tifosi.

29-30 dicembre 2024 – L’esonero di Fonseca comunicato nel parcheggio

Dopo l’1-1 contro la Roma, Fonseca venne informato dell’esonero. Fu però lo stesso allenatore ad annunciarlo ai giornalisti, abbassando il finestrino della propria automobile all’uscita da San Siro, prima ancora del comunicato societario.

Il 30 dicembre il Milan ufficializzò l’esonero e nominò Sérgio Conceição. Fonseca lasciò dopo appena sei mesi, con la squadra ottava. (Reuters)

La separazione poteva essere necessaria. La modalità, però, fu indegna dell’organizzazione di un grande club.

29 gennaio 2025 – L’occasione buttata a Zagabria

Al Milan sarebbe bastato vincere contro la Dinamo Zagabria per qualificarsi direttamente agli ottavi di Champions. Il 29 gennaio 2025 perse invece 2-1, chiudendo la fase campionato al tredicesimo posto e finendo ai playoff. (Reuters)

Una qualificazione quasi conquistata venne gettata via per errori tecnici, nervosismo e mancanza di maturità.

3 febbraio 2025 – La rivoluzione invernale

Nel mercato di gennaio il Milan cambiò nuovamente direzione. Morata, arrivato appena sei mesi prima per essere capitano e centravanti titolare, venne mandato al Galatasaray. Uscirono anche Calabria e Bennacer.

Arrivarono Santiago Giménez, João Félix, Kyle Walker, Warren Bondo e Riccardo Sottil.

Non fu una correzione mirata, ma la costruzione di una squadra quasi nuova nel mezzo della stagione. La dimostrazione che molte decisioni dell’estate precedente erano già state rinnegate.

18 febbraio 2025 – L’eliminazione contro il Feyenoord

Il 18 febbraio 2025 il Milan pareggiò 1-1 a San Siro contro il Feyenoord e venne eliminato con un complessivo 2-1. Theo Hernández fu espulso e i rossoneri non arrivarono neppure agli ottavi. (Reuters)

Il paradosso fu evidente: Giménez era stato acquistato proprio dal Feyenoord pochi giorni prima, ma non bastò per eliminare la sua precedente squadra.

14-24 maggio 2025 – Dieci giorni disastrosi

Il 14 maggio il Milan perse 1-0 contro il Bologna la finale di Coppa Italia, disputando una partita povera di idee e di reazione. (AC Milan)

Il 17 maggio, Milan Futuro retrocesse in Serie D alla sua prima stagione, perdendo 2-0 contro la SPAL nel ritorno dei playout. Anche il progetto dedicato ai giovani, presentato come strategico, fallì immediatamente. (AC Milan)

Il 18 maggio, la sconfitta per 3-1 contro la Roma escluse matematicamente la prima squadra dalle competizioni europee. Il campionato terminò con un umiliante ottavo posto: 63 punti in 38 giornate. (Classifica ufficiale)

Il 24 maggio, durante Milan-Monza, migliaia di tifosi protestarono contro Cardinale e la dirigenza, abbandonando anticipatamente San Siro.

In pochi giorni il Milan perse una finale, vide retrocedere la seconda squadra e rimase completamente fuori dall’Europa.

26-30 maggio 2025 – L’ennesimo nuovo progetto

Il 26 maggio 2025 Igli Tare venne nominato direttore sportivo. Il 29 maggio terminò l’esperienza di Conceição e il 30 maggio tornò Massimiliano Allegri. (Reuters)

Ancora una volta venne annunciato un nuovo inizio. Ancora una volta si cambiò allenatore, struttura tecnica e filosofia.

11 giugno e 10 luglio 2025 – Le cessioni di Reijnders e Theo

L’11 giugno 2025 Tijjani Reijnders, nominato miglior centrocampista della Serie A dopo una stagione da 15 gol, venne ceduto al Manchester City per circa 55 milioni più bonus. (Reuters)

Il 10 luglio anche Theo Hernández lasciò il Milan per trasferirsi all’Al-Hilal. (Reuters)

Le due operazioni potevano avere singolarmente delle motivazioni. Nel loro insieme, però, privarono il Milan di due dei giocatori tecnicamente più forti e riconoscibili. Per ricostruire, ancora una volta, si cominciò vendendo.

4 e 18 dicembre 2025 – Fuori da entrambe le coppe

Senza impegni europei, il Milan avrebbe dovuto sfruttare le competizioni nazionali.

Il 4 dicembre 2025 venne invece eliminato agli ottavi di Coppa Italia dalla Lazio, perdendo 1-0. (AC Milan)

Il 18 dicembre perse 2-0 contro il Napoli nella semifinale di Supercoppa Italiana. (AC Milan)

A dicembre, senza giocare in Europa, il Milan aveva già abbandonato entrambe le coppe.

11 aprile-24 maggio 2026 – Il crollo di Allegri

Dopo una prima parte di campionato positiva, il Milan crollò nel girone di ritorno.

L’11 aprile 2026 perse 3-0 in casa contro l’Udinese. Il 10 maggio arrivò il 3-2 casalingo contro l’Atalanta, al termine di una fase nella quale la squadra aveva raccolto appena 25 punti nel girone di ritorno, il dato peggiore degli ultimi otto anni. (Reuters)

Il 24 maggio, nell’ultima giornata, il Milan perse 2-1 a San Siro contro il Cagliari e terminò quinto, buttando via la qualificazione alla Champions League. Allegri ammise le proprie responsabilità e definì “tragico” il rendimento della squadra nel 2026. (Reuters)

Per la seconda stagione consecutiva il Milan rimase fuori dalla Champions.

25 maggio 2026 – Viene cancellato anche il progetto Tare-Allegri

Il giorno successivo al fallimento, il Milan allontanò contemporaneamente Allegri, Tare, Furlani e Moncada. La stessa società definì l’esito della stagione un “fallimento inequivocabile”. (Reuters)

Tare era stato nominato esattamente un anno prima. Allegri era arrivato pochi giorni dopo. Il progetto presentato come quello della rinascita durò una sola stagione.

16 giugno 2026 – Il quarto allenatore scelto in due anni

Il 16 giugno 2026 il Milan nominò Rúben Amorim. È il quarto allenatore scelto dalla proprietà dopo Pioli: Fonseca, Conceição, Allegri e ora Amorim. (Comunicato ufficiale)

Amorim merita tempo e il buon avvio, con due vittorie nelle prime due giornate, rappresenta un segnale incoraggiante. Ma anche il migliore degli allenatori può fallire se alle sue spalle non esistono competenze, stabilità e responsabilità chiaramente definite.

30 agosto-2 settembre 2026 – Leão ceduto e il caos degli esclusi

A fine agosto Rafael Leão ha lasciato il Milan dopo sette stagioni. Il Galatasaray ha comunicato un investimento di 38 milioni fissi, mentre altre fonti hanno parlato di un pacchetto complessivo vicino ai 45 milioni. Il portoghese era sotto contratto fino al 2028. (Reuters)

La cessione non può ancora essere giudicata un fallimento tecnico: Leão desiderava probabilmente una nuova esperienza e il Milan ha investito molto su Gonçalo Ramos. Ma perdere a una cifra simile l’ultimo grande protagonista offensivo dello Scudetto rimane una scommessa pericolosa.

Nelle stesse ore Giménez è stato mandato in prestito al Porto e Fofana al Siviglia. Tomori, inizialmente escluso dal progetto e messo sul mercato, è stato successivamente reintegrato anche a causa delle preoccupazioni per le condizioni di Gabbia.

Prima ancora di giudicare il valore dei nuovi acquisti, è il metodo a lasciare perplessi: calciatori messi ai margini, partenze cercate fino all’ultimo momento e decisioni modificate dopo la chiusura del mercato.

L’errore più grande

L’errore più grave dell’era Cardinale non è stata una singola cessione, un allenatore sbagliato o una partita persa.

È stata l’assenza di continuità.

Dal giugno 2023 il Milan ha cambiato ripetutamente modello, dirigenti, allenatori, gerarchie e riferimenti tecnici. Ogni estate è stata presentata come l’inizio di una nuova era. Ogni fallimento è stato seguito da un’altra rivoluzione.

Un club può essere sostenibile, moderno e attento ai conti. Ma il Milan non può accontentarsi di partecipare, qualificarsi per l’Europa League o considerare il quarto posto come il massimo traguardo possibile.

Cardinale aveva promesso di mantenere il Milan ai vertici del calcio mondiale. Dopo quattro anni, il club ha conquistato soltanto una Supercoppa Italiana ed è rimasto fuori dalla Champions per due stagioni consecutive.

Amorim e i nuovi acquisti possono finalmente invertire la rotta. Ma il Milan non ha bisogno dell’ennesima rivoluzione. Ha bisogno del primo progetto davvero coerente dell’era RedBird.

Perché a forza di parlare di algoritmi, plusvalenze, sostenibilità e opportunità di mercato, sembra che qualcuno si sia dimenticato la cosa più importante:

questo non è un club qualsiasi. Questo è l’AC Milan.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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