Momento no per Spalletti, Allegri e Sarri: posizioni salde nel breve periodo, ma il futuro a giugno dipende dai risultati europei.
Momentaneo periodo di appannamento per la celebre scuola di allenatori toscani: Luciano Spalletti alla Juventus, Massimiliano Allegri al Napoli e Maurizio Sarri all’Atalanta stanno incontrando inattese difficoltà nell’imporre la propria identità tattica. Nonostante ingaggi complessivi da top player pari a tredici milioni di euro netti, i risultati tardano ad arrivare su tutti i fronti, tuttavia le rispettive società hanno ribadito piena fiducia nei loro confronti per proseguire il percorso stagionale.

Spalletti, Allegri e Sarri, servirà una scossa nelle prossime partite
Tra i tre tecnici è Spalletti a vivere la situazione più delicata a breve termine a causa delle pressioni dell’ambiente bianconero. Di conseguenza, la conferma per la prossima stagione passerà inevitabilmente dal raggiungimento degli obiettivi minimi prefissati, con la qualificazione in Champions League decisiva per la Juventus e il Napoli, mentre per Sarri e l’Atalanta sarà fondamentale centrare un piazzamento europeo e completare la transizione tattica post-Gasperini.
Le prossime uscite ufficiali rappresenteranno uno snodo cruciale per testare la tenuta dei tre progetti tecnici e invertire la rotta. I club pretendono risposte immediate in termini di gioco e classifica, specie considerando gli ingaggi milionari garantiti ai tre allenatori. Una persistente mancanza di continuità costringerebbe le dirigenze a valutare profili alternativi in vista dell’estate. Di conseguenza, l’obbligo di conquistare i rispettivi target europei diventa l’unico modo per allontanare le ombre e blindare la permanenza sulle panchine di Juventus, Napoli e Atalanta.
