La Fiorentina cerca la svolta contro il Como per spezzare il digiuno casalingo che dura da 6 mesi e uscire subito dalla zona calda.
Un’assenza di vittorie interne che dura ormai da sei lunghi mesi (dall’1-0 contro la Lazio con gol di Gosens): è questo il macigno che pesa sulla Fiorentina alla vigilia della sfida contro il Como. Un Franchi squarciato dai lavori di restauro e trasformato da fortino a terra di conquista — con un solo punto raccolto in tre gare casalinghe quest’anno — incornicia il momento critico della squadra di Paolo Vanoli.
L’imperativo per i viola è ritrovare il successo per uscire immediatamente dalla zona rossa della classifica. Il rischio maggiore per un gruppo così giovane è quello di farsi travolgere dalla paura e rimanere invischiato nella lotta per non retrocedere. La sconfitta di Marassi contro il Genoa deve rimanere un semplice incidente di percorso, legato alla gestione della sosta e a scelte tattiche ancora da perfezionare.
Contro un Como più forte, strutturato e guidato da Fabregas, Vanoli deve scuotere i suoi. Per fare punti servono determinazione e compattezza: la difesa viola, la terz’ultima del campionato, deve imparare a proteggere la porta di De Gea con il contributo di tutta la squadra, ritrovando il furore agonistico mostrato a Venezia e contro il Napoli.
Fiorentina, arriva un Como con la testa alla Champions?

Nonostante la forza degli avversari, la Fiorentina deve sfruttare il momento: il Como è atteso da un calendario europeo caldissimo (tra Feyenoord e Manchester United) e non appare imbattibile come nella scorsa stagione. Tra le sfide chiave della partita spiccano il duello tra i giovani talenti Mastantuono e Nico Paz, lo scontro fisico tra Pellegrino e Douvikas e la regia di Fagioli contro Da Cunha.
Per la Viola è arrivato il momento di interrompere il digiuno casalingo: contro Como e Atalanta si decide il futuro della stagione.