Torna la Serie A. Il tecnico dell’Inter Christian Chivu parla in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato contro il Parma.
Dopo una lunga sosta si avvicina il ritorno della Serie A. Nella 6° giornata del campionato italiano l’Inter si appresta a ricevere a San Siro il Parma di Alberto Gilardino. I nerazzurri, reduci dal 2-2 dell’Olimpico nel big match contro la Roma, vogliono riprendere il passo per restare in vetta alla classifica. Di seguito le parole di Chivu alla vigilia del match contro i ducali.
Inter, Chivu presenta la gara di Parma
La pausa è stata più lunga del solito.
“Non è cambiato molto per come la vedo io di solito. Ci siamo allenati in pochi, i giocatori convocati dalle nazionali sono stati chiusi in ritiro per una settimana in più oltre alle 4 partite disputate. Soltanto oggi ci siamo allenati tutti insieme per la prima volta”.
Il momento di Provedel è arrivato?
“Non lo so, lo vedremo domani alle 19”.
Condizioni Spence.
“Da una settimana si allena con noi, non possiamo dimenticare il periodo di riabilitazione più la lunga vacanza post Mondiale. Significa che è assente dai campi da molto, sarà convocato. Ci fa piacere che sia tornato e poter vedere il suo sorriso e le sue qualità”.
L’Inter può permettersi i 4 dietro più un tridente con Esposito con Thuram e Lautaro?

“Le cose più importanti sono i principi di gioco, non il modulo. Questa squadra è costruita in una determinata maniera, siamo una squadra molto flessibile e mobile a seconda se abbiamo la palla o meno, non siamo una squadra da calciobalilla o subbuteo. Se in futuro avessimo bisogno di una linea a 4 credo che la squadra la possa fare, non so se per tutta la stagione. Non abbiamo la certezza di vincere di più a seconda se giochiamo a 4 o a 3. Affrontiamo ogni partita a seconda di come stiamo e dell’avversario”.
Calhanoglu pronto per giocare?
“Sì, anche lui da una settimana si allena con noi. Voglio specificare una cosa, visto che dalla Turchia sono arrivate molte voci riguardo al fatto che lui non abbia visto la partita dei compagni contro l’Italia dal vivo. Mi sono preso io la responsabilità di non mandarlo a Bologna, lunedì ci siamo allenati tardi di pomeriggio, era l’allenamento del suo ritorno in gruppo e io lo volevo a disposizione perché è troppo importante per noi”.
Avversario.
“Credo che abbiamo imparato nel tempo a non sottovalutare nessuno. Sappiamo che in ogni partita dobbiamo essere la versione migliore di noi stessi e sapere che dobbiamo guadagnare tutto sul campo”.
Tanti gol subiti.
“La squadra al completo ha fatto un solo allenamento, ma con tanti giocatori abbiamo analizzato gli errori passati al telefono. Sappiamo quello che dobbiamo fare in determinati frangenti, noi possiamo migliorare molto sia con la palla che in difesa nelle varie situazioni, dal blocco basso alle fasi con la linea più alta. L’importante è non perdere la nostra integrità. Ci sono delle sfumature che possiamo migliorare per avere più equilibrio difensivo e non essere costretti sempre a rincorrere. Non posso però sottovalutare la capacità di reazione della squadra, la sua forza. Dobbiamo aggiungere un po’ di maturità nel capire i momenti”.
Secondo lei l’anti-Inter uscirà da Como-Roma?
“Parliamo anche di anti-Roma, di anti-Como, di anti-Juve, non sempre e solo di anti-Inter. Non abbiamo bisogno di qualcuno che ci ricorda che abbiamo il diritto di vincere, sappiamo solo di dover lottare. Parlare dopo 5 giornate di campionato è prematuro, è presto dire chi sarà l’anti di chi”.
Potrebbe essere arrivato il momento di Stankovic?
“Lui finora avrebbe potuto giocare di più, probabilmente è stata anche colpa mia perché lo conosco da quando è piccolo, lo tenevo in braccio. Lui è consapevole di essere in una squadra molto ambiziosa, mi fa piacere che lui lavora seriamente per far vedere che a questo livello ci sa stare, il livello che sta tenendo in allenamento lo porterà a farsi vedere. Siamo contenti che lui sia qua e al più presto farà vedere le sue qualità e i suoi errori”.
Boban ha detto che Sucic dovrebbe avere un minutaggio superiore. Che ne pensa?
“Sono opinioni, Boban è un grande e conosco il contesto in cui ha detto determinate cose, dopo la brutta sconfitta con l’Inghilterra. Petar è stato uno dei tre centrocampisti più impegnati lo scorso anno, non bisogna ridurre tutto alla titolarità. Mi piace che un giocatore capisca l’importanza del subentrare e di cosa può dare”.
Ci sarà turnover?
“Non possiamo trascurare i minutaggi di chi ha giocato in nazionale. I giocatori sono comunque abituati a scendere in campo ogni tre giorni e preferiscono sempre la partita che ad allenarsi una settimana intera. Comunque da ora giocheremo spesso ogni tre giorni e ci sarà bisogno di tutti”.