Mario Gila protagonista al Festival dello Sport di Trento. Lo spagnolo del Milan ha raccontato l’inizio della sua avventura rossonera.
Il nuovo Milan di Ruben Amorim è ancora un progetto in costruzione, ma le ambizioni restano elevate. A parlarne è Mario Gila, protagonista al Festival dello Sport di Trento, evento organizzato da La Gazzetta dello Sport. Dalla scelta fatta in estate, agli obiettivi prefissati per far tornare il Diavolo: di seguito tutte le dichiarazioni del centrale spagnolo.
Milan, le parole di Gila
Approdo al Milan.
“Mi hanno cercato diverse squadre, anche ad esempio l’Inter, ma il Milan rappresentava qualcosa di diverso. Mi stimolava l’idea di aiutare i rossoneri a tornare davanti a Inter e Napoli e soprattutto a vincere. Per me è più gratificante riportare al successo una squadra che ha bisogno di tornare in alto rispetto all’andare in un club che è già abituato a vincere. Amorim ci trasmette grande grinta, è aggressivo nella pressione e propone un calcio moderno, orientato alla dimensione europea.
Siamo all’inizio di un progetto e dobbiamo avere pazienza, ma sono convinto che i risultati arriveranno. Oggi il nostro livello è l’Europa League, perché è la competizione che stiamo giocando: l’anno scorso siamo stati vicini alla Champions, ma alla fine non ci siamo qualificati. Dobbiamo essere consapevoli di dove siamo e lavorare per tornare in Champions e poi provare a lottare per lo Scudetto.”
Il rapporto con Amorim e le difficoltà del nuovo progetto.
“Per noi difensori è più difficile avere un allenatore come Amorim, soprattutto per il tipo di calcio molto offensivo che propone. Ci chiede di essere forti in entrambe le fasi e di partecipare molto al gioco. Lui sa che siamo all’inizio di un progetto e che servirà tempo per raggiungere gli obiettivi. Abbiamo cominciato bene, poi contro squadre più difficili abbiamo avuto qualche problema, ma i risultati non sono così negativi.
Siamo comunque al Milan e qui viene chiesto di vincere sempre, quindi è normale sentire questa pressione. Credo però che le difficoltà siano legate soprattutto al fatto che siamo all’inizio di un nuovo percorso. L’intenzione di fare un bel calcio c’è e, a parte la partita contro il Benfica, sono convinto che i risultati arriveranno.”
Spogliatoio.
“Non penso di essere così determinante. Contro la Lazio abbiamo preso due gol dalla mia parte, quindi posso fare buone partite e aiutare la squadra, ma nessuno è davvero indispensabile, a parte i Palloni d’Oro. A inizio stagione non riuscivo sempre a rimanere in campo per tutta la partita e il fatto che arrivassero dei gol non dipendeva necessariamente da quello. Adesso sto molto meglio fisicamente, anche perché avevo saltato una parte della preparazione.”
Gila su Ramos: “Dobbiamo servirlo meglio”

“Sappiamo che dobbiamo servire meglio Ramos. Sta facendo molto bene con il Portogallo e se non ha segnato molto in questo inizio di stagione significa anche che noi dobbiamo migliorare nel metterlo nelle condizioni giuste. Abbiamo davanti un grande giocatore e dobbiamo aiutarlo a esprimersi al meglio.”
Il difensore ha poi parlato del rapporto con gli altri centrali della rosa:
“Mi trovo benissimo con i miei compagni di reparto e con tutta la squadra. Non pensavo di riuscire a stare così bene fin da subito. Sono ragazzi alla mano e ti fanno sentire immediatamente a tuo agio. Pavlovic è un bel cavallo, mi piace giocare con lui, ma sto bene anche con De Winter e Gabbia. Strahinja è molto aggressivo nel gioco e mi piace l’idea di cercare il clean sheet insieme a loro.”
Il sogno della Nazionale spagnola
Tra gli obiettivi personali di Gila c’è anche il ritorno nella Nazionale maggiore spagnola, dopo un lungo periodo lontano dalle convocazioni.
“Sono felicissimo per la vittoria della Spagna. Sono circa quattro anni che non vado in Nazionale: dopo la finale dell’Europeo con l’Under 21 non sono più stato convocato, a parte una volta. Devo continuare a lavorare. Sono contento del livello che sto raggiungendo, ma devo fare ancora di più per meritarmi una convocazione, non perché qualcun altro è infortunato. Uno dei miei obiettivi principali è giocare per la mia Nazionale: rappresentare il proprio Paese è un orgoglio enorme, soprattutto quando puoi giocarti un Europeo o un Mondiale.”
Milan, Gila e gli obiettivi per la stagione
“Entrare in Champions League è un obiettivo assolutamente fattibile. Abbiamo una squadra forte e, anche se siamo all’inizio del progetto, sono fiducioso che possiamo trovare le sensazioni giuste. L’anno scorso ci siamo andati vicino. Inter e Roma oggi hanno un vantaggio perché lavorano da più tempo insieme, mentre il Como sta facendo un lavoro straordinario con Fabregas.
Poi ci sono Napoli, Juventus e Atalanta. Non dobbiamo preoccuparci perché siamo all’inizio del nostro percorso. Mi piacerebbe vedere come giocheremo tra cinque anni, ma oggi dobbiamo costruire. È bello comunque competere in un campionato con sette o otto squadre che possono lottare per le prime posizioni, anche se questo rende più difficile entrare nelle prime quattro.”
Anche l’Europa League occupa un posto importante nei pensieri del Milan. Gila non nasconde le ambizioni rossonere nella competizione europea:
“Siamo all’altezza per provare a vincere l’Europa League. Contro il Benfica non abbiamo fatto una buona partita, ma loro sono una squadra molto forte. Possiamo fare una grande competizione e arrivare lontano. Sarebbe anche importante per prepararci alla Champions della prossima stagione.
Non dobbiamo pensare soltanto alla Serie A e alla Coppa Italia: l’Europa League è un obiettivo importante. Milan, Juventus, Benfica e Bournemouth sono, secondo me, tra le squadre più forti della competizione, anche se poi nel calcio può succedere di tutto. La partita contro il Benfica potrebbe tranquillamente essere una semifinale. Una finale Milan-Juventus sarebbe bellissima, anche se sarebbe forse troppo bello avere due italiane. Anche Milan-Bournemouth sarebbe una bella sfida. Abbiamo un gruppo tosto.”