Il Torino si prepara alla trasferta di Parma nella 7° giornata di Serie A. Di seguito le parole in conferenza stampa di Ignazio Abate a due giorni dal match.
Torino, le parole di Abate in conferenza stampa
Match col Parma.
“Non è cruciale, ma molto importante. Voglio vedere ciò che mi hanno dimostrato in settimana. Ogni giorno che passa sono sempre più convinti dei nostri margini, c’è un livello alto e stiamo creando una mentalità forte. Nessuna si risparmia, si sta formando un gruppo con basi solide: voglio rivedere lo stesso atteggiamento messo contro l’Udinese”.
Cacciamani quanto può ancora crescere?
“Sviluppare a quattro è una delle soluzioni, lui lo vedo come quarto di centrocampo. Deve venire più dentro al campo, deve crescere nella categoria: deve lavorare senza pressioni, ha la fiducia mia e della società ed è apprezzato nel gruppo. Potremmo continuare così, lavoriamo sui principi: si può sviluppare in vari modi, conta di più leggere le situazioni”.
Come stanno gli attaccanti? E Zapata a che punto è?
“Tutti bene, dobbiamo stare attenti a Pellegri perché dopo tanti mesi di inattività bisogna modulare i carichi ma sta rispondendo bene. Zapata sta trovando continuità in allenamento e sta crescendo di condizione. Sono fortunato ad avere attaccanti così, c’è da sgomitare ed è un aspetto positivo. In allenamento c’è un livello molto alto”.
Torin, Abate in conferenza sul ruolo di Vlasic.

“E’ un giocatore importante, lo vedo in crescita fisicamente e mentalmente. Indipendentemente da lui, le due punte sono un’opzione e serve un equilibrio nelle due fasi. Conta la condizione di tutta la squadra. Anche questa è un’opzione percorribile”.
Qual è la coppia d’attacco migliore?
“Lo vedrai lunedì sera, se saranno le due punte”.
Avete sempre preso gol: il prossimo obiettivo è il clean-sheet?
“Ci teniamo a non subire gol, lunedì abbiamo concesso poco all’Udinese e abbiamo commesso una leggerezza. Dovevamo leggere meglio l’episodio, ma abbiamo grandi margini di miglioramento”.
Come ha visto Casadei?
“Tutti ci danno dentro e tutti pedalano, poi c’è differenza tra fare le cose al 100% e metterci quel sentimento in più per prendersi il posto. Lui deve essere meno ragazzino e più adulto, ma è un giocatore importante. Deve fare quello switch mentale”.
Come mai fate meglio nei secondi tempi?
“E’ una costante che si sta ripetendo, ma non sono d’accordo con certe dinamiche. A Bologna l’approccio è stato buono così come a Firenze, mentre con l’Udinese è stata una storia a sé: si sentiva il peso di tare risultato, è importante perché hanno senso di appartenenza. Giocare e allenare qui non è per tutti, dobbiamo dimostrare di sapere reggere le pressioni. Devono dimostrarmi ciò che dimostrano in settimana, poi è inutile nascondere il peso della maglia. Dobbiamo essere più leggeri dal punto di vista mentale. Il bicchiere va visto mezzo pieno e non sempre mezzo vuoto, significa che abbiamo carattere. I tifosi lo hanno avvertito, é un aspetto importantissimo”.
Che partita sarà a Parma?
“Difficilissima, non esistono partite semplice. Vogliono far punti davanti ai loro tifosi, ma anche noi e sappiamo che dovremo soffrire. Lo spirito non ci deve abbandonare. Parma? Abbina qualità e fisicità, i giocatori li conoscete bene. Hanno gamba sui quinti, sappiamo tutto di loro ma dobbiamo pensare a noi. Dovremo metterci l’animo che abbiamo dimostrato da inizio anno”.
Quali sono le emozioni vissute al primo giorno e come sono cambiate in questo periodo?
“Sono aumentate. L’unione dei ragazzi e per come ci stiamo legando, é l’aspetto più importante. Dobbiamo ragionare da famiglia perché non si va da nessuna parte: tutti percepiscono il sentimento, stiamo ritrovando anche fuori dal campo con la squadra e si respira un’aria importante. Non è una cosa scontata quando cambi tanti giocatori, è ciò che mi rende più felice”.