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Milan, non c’è traccia del calcio di Amorim: scialbo pareggio a Reggio Emilia

Milan, non c’è traccia del calcio di Amorim: scialbo pareggio a Reggio Emilia

Milan, un pareggio che scontenta i tifosi rossoneri dopo essere passati in vantaggio con Rabiot. A latitare è il gioco proposto da Amorim, e se non ci fosse stato Maignan…

Il pareggio per 1-1 sul campo del Sassuolo lascia al Milan un rimpianto preciso: aver trovato il vantaggio e averlo perso dopo appena cinque minuti. È soprattutto in questo passaggio che si concentrano le responsabilità di Rúben Amorim. Il tecnico ha saputo correggere la squadra durante la partita, ma non è riuscito a darle il controllo necessario per difendere quanto aveva costruito.

Il Milan è partito con il 4-4-1-1, con Pulisic alle spalle di Ramos. Il pressing del Sassuolo ha provocato errori nella costruzione, mentre l’infortunio di Gabbia ha imposto un cambio già al ventesimo minuto. Un imprevisto importante, che va considerato nel giudizio. Nel finale del primo tempo, però, i rossoneri hanno creato diverse occasioni: la squadra iniziale aveva mostrato difficoltà, ma anche segnali di crescita.

All’intervallo Amorim ha inserito Modric al posto di Estupiñan ed è passato al 3-4-2-1, con Moreira sulla fascia sinistra e Rabiot più avanti. Una correzione che merita di essere riconosciuta: il croato ha poi servito il pallone del vantaggio al francese. L’allenatore ha dunque letto un problema e trovato una soluzione utile.

Resta, tuttavia, una domanda sulla formazione iniziale. L’impatto di Modric invita a riflettere sulla qualità del centrocampo scelto per cominciare la gara. Gestire le energie di un giocatore esperto è comprensibile; occorre però costruire un’alternativa capace di far circolare il pallone con ordine. A mio avviso, Amorim deve lavorare soprattutto su questo: rendere il Milan meno dipendente dall’ingresso di un singolo per trovare tempi e passaggi migliori.

Milan, un vantaggio che andava gestito dalla squadra di Amorim

Milan Amorim
L’ESULTANZA URLO DI RUBEN AMORIM DOPO IL DEL PAREGGIO DEL MILAN ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La responsabilità più evidente riguarda comunque la gestione dell’1-0. Rabiot ha segnato al 63’, Odenthal ha pareggiato al 68’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Nel mezzo, Maignan aveva già dovuto fermare un’occasione pericolosa. Il Milan aveva ricevuto un avvertimento, ma non è riuscito a spegnere la reazione avversaria. Una squadra ambiziosa deve saper rallentare la partita quando serve, tenere il pallone e impedire che l’entusiasmo degli avversari diventi una pressione continua.

Lo stesso Amorim, nel dopopartita, ha richiamato la necessità di fare più possesso e di evitare una gara giocata sulle continue ripartenze. È una lettura condivisibile, che coinvolge anche il suo lavoro. Il controllo si prepara in allenamento: chi viene incontro al portatore, quali passaggi permettono di uscire dalla pressione, come si mantiene la squadra compatta. Il tecnico deve trasformare questa richiesta in comportamenti che i giocatori sappiano ripetere nei momenti delicati.

Anche il gol subito da calcio d’angolo richiede un’analisi seria. Su queste situazioni contano marcature, attenzione e gestione dei palloni che restano in area. Il singolo deve svolgere il proprio compito, mentre l’allenatore e il suo staff devono preparare un’organizzazione efficace. Senza conoscere le consegne assegnate, sarebbe scorretto indicare un unico colpevole. Si può però chiedere ad Amorim una maggiore affidabilità collettiva proprio in queste fasi.

Il giudizio deve tenere insieme entrambe le parti della partita. Amorim ha migliorato il Milan con la mossa dell’intervallo; la sua squadra ha poi disperso quel vantaggio e ha avuto ancora bisogno di Maignan nel finale. La correzione tattica è stata utile, ma non è bastata a produrre una prestazione solida fino all’ultimo minuto. È questo il limite su cui il tecnico deve intervenire.

Il Milan resta imbattuto dopo sei giornate, con 12 punti e quattro lunghezze di distanza dalla vetta. Sono numeri che lasciano spazio per migliorare, ma rendono preziosi i punti persi a Reggio Emilia. Amorim deve dare risposte concrete: scegliere un assetto credibile fin dall’inizio e insegnare alla squadra a gestire il vantaggio. La crescita passerà soprattutto da lì.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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