L’avvio di stagione della Fiorentina sta mettendo a nudo un’emergenza difensiva che rischia di compromettere il cammino dei viola.
I numeri sono spietati e raccontano un trend allarmante: 14 gol subiti in sole 6 giornate, una media di 2,33 gol a partita, solo il Monza con 15 reti è riuscito a fare peggio e una misera dote di 4 punti in classifica, che mettono la squadra costruita con denaro pesante da Paratici in posizione caldissima per la retrocessione..
Nelle prime sei uscite di Serie A — trascorse tra la gestione iniziale di Grosso e l’arrivo di Paolo Vanoli — i viola non sono mai riusciti a mantenere la porta inviolata. Con la sola eccezione della sfida contro il Napoli, in cui è stato incassato un solo gol, la Fiorentina ha sempre subito almeno due reti a partita contro Roma, Torino, Frosinone, Venezia e Genoa.
Una vera ed propria emorragia da arrestare al più presto per evitare che la stagione scivoli verso risvolti drammatici.
La lente su Marassi: l’errore di De Gea e le amnesie dei singoli

Il match di Genova ha rappresentato l’ennesimo campanello d’allarme, evidenziando difetti strutturali e letture preventive del tutto errate. De Gea sul primo gol non è stato particolarmente efficace: respinta corta e centrale dell’estremo difensore spagnolo sul tiro di El Shaarawy ha spalancato la strada agli avversari. Tuttavia, ridurre il problema al solo portiere sarebbe fuorviante.
In secondo luogo i giovani terzini Valdepenas e Jimenez stanno mettendo in luce le capacità di attaccare con costanza, ma soprattutto enormi lacune in fase di contenimento.
Il paradosso delle corsie esterne e le responsabilità della società
Se per giovanissimi come Valdepeñas e Jimenez il percorso di crescita richiede tempo e tanto lavoro sul campo da parte di Vanoli, la vera nota dolente risiede nella composizione della rosa. Anche le alternative a disposizione dell’allenatore soffrono dei medesimi difetti.
Infatti né Dodo (dalle spiccate attitudini offensive già note) né Joao Mario (autore di due o tre prove decisamente negative sul piano difensivo) garantiscono la necessaria copertura.
Questo aspetto chiama in causa direttamente le scelte di mercato operate da Fabio Paratici. La costruzione della corsia difensiva ha privilegiato profili di spinta a scapito della solidità tattica, lasciando Vanoli con coperture risicate e una mediana che spesso fatica a fare il dovuto filtro.
Le sfide di Vanoli tra identità e sopravvivenza

Rispetto alla squadra che lo stesso Vanoli aveva trascinato a una straordinaria salvezza pochi mesi fa — forte dei 29 punti conquistati nelle 19 gare del girone di ritorno — la Fiorentina attuale sembra aver smarrito la propria anima e la propria compattezza.
Per l’ennesima partita in stagione è stato sbagliato l’approccio, permettendo al Genoa di attaccare e trovare due reti nel giro di mezz’ora. Un secondo tempo spinto sulla forza dei nervi, ma con poca lucidità
Lo stesso Mastantuono, tornato giovedì dall’Argentina, non ha mai prodotto la giocata giusta, interstardendosi a più riprese nel voler confezionare la giocata solitaria. Troppo egoista, deve cercare maggiormente i compagni, per dare maggior vivacità e pericolosità all’attacco.