Mourinho protagonista nel Clásico tra Barcellona e Real Madrid. Dopo il gol decisivo di Mbappé, il tecnico portoghese si lascia andare a un’esultanza spettacolare che ricorda il passato.
Il Real Madrid conquista il Clásico battendo il Barcellona per 2-1 al Camp Nou, ma a prendersi la scena non è soltanto Kylian Mbappé, autore della doppietta decisiva. A far parlare è soprattutto José Mourinho, protagonista di un’esultanza plateale dopo il gol della vittoria arrivato nei minuti finali.
Il tecnico portoghese, alla guida dei Blancos, ha festeggiato il secondo gol scivolando sulle ginocchia, stringendo il pugno e mostrando la lingua. Un gesto dal sapore provocatorio, che ha immediatamente riportato alla memoria alcune delle sue celebrazioni più famose.
Barcellona-Real Madrid, Mourinho si scatena dopo il gol di Mbappé
La partita si sblocca al 41′, quando Mbappé porta in vantaggio il Real Madrid. Nella ripresa il Barcellona reagisce e trova il pareggio al 61′ con Raphinha, riportando il risultato sull’1-1. Quando la sfida sembra ormai destinata a concludersi in parità, all’87’ arriva l’episodio decisivo. Una ripartenza dei Blancos, avviata da una giocata di Jude Bellingham e rifinita da Eduardo Camavinga, permette a Mbappé di realizzare il secondo gol personale. È proprio in quel momento che Mourinho perde ogni freno. Il portoghese si lancia sulle ginocchia nei pressi della panchina, agitando il pugno e mostrando la lingua in un’esultanza tanto spettacolare quanto provocatoria.
Una reazione ben diversa da quella mostrata in occasione del primo gol di Mbappé, quando il tecnico aveva festeggiato in maniera decisamente più contenuta.

Mourinho, un’esultanza che ricorda Cristiano Ronaldo e il 2012
Per chi segue Mourinho da anni, quella scivolata sulle ginocchia non rappresenta una novità. Un’esultanza molto simile risale al 18 settembre 2012, quando il Real Madrid superò il Manchester City per 3-2 in Champions League. In quell’occasione fu Cristiano Ronaldo a segnare il gol decisivo nei minuti finali, provocando una reazione incontenibile dell’allenatore portoghese, che si lasciò scivolare sul prato del Santiago Bernabéu.
Ma il Camp Nou custodisce un altro ricordo indimenticabile della carriera dello Special One. Nel 2010, dopo aver conquistato con l’Inter la qualificazione alla finale di Champions League eliminando il Barcellona di Pep Guardiola, Mourinho corse sul terreno di gioco con il dito rivolto verso il cielo, prima che venissero azionati gli irrigatori dello stadio.
A sedici anni di distanza, il portoghese torna a festeggiare sullo stesso campo, questa volta alla guida del Real Madrid.
Real Madrid, Mourinho riapre la corsa alla Liga
Al di là dell’esultanza, il successo del Real Madrid assume un peso importante anche per la classifica. La vittoria interrompe la serie di nove successi consecutivi del Barcellona in campionato e permette ai Blancos di ridurre a tre punti il distacco dalla formazione allenata da Hansi Flick. Mourinho conquista così una vittoria significativa contro una delle sue rivali storiche, rilanciando le ambizioni del Real Madrid nella corsa al titolo.
E mentre Mbappé si prende il merito dei due gol, è ancora una volta lo Special One a conquistare i riflettori. Perché, anche dopo tanti anni, Mourinho continua a far parlare di sé non soltanto per ciò che accade in campo, ma anche per quello che succede a bordo campo.