Mattia Liberali, trequartista del Como, ha rivelato cosa lo ha convinto a lasciare il Milan e molto altro in una lunga intervista.
Solo due spezzoni in questa nuova avventura al Como, ma tanta voglia di crescere visti i 19 anni e tanta fiducia di Fabregas. Mattia Liberali sta cercando di assimilare gli schemi del tecnico spagnolo, non è facile neanche trovare spazio vista la tanta concorrenza, ma il talento non manca. Di questo e altro ha parlato nel’intervista a La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole.
Como, dal Milan a Nico Paz: Liberali si racconta
Sulla Nazionale
“Ho tanta voglia di lavorare e di dimostrare, ho tanta fame. Sono venuto qua (nell’Italia Under 21, ndr) veramente carico. Era la prima volta con Baldini, e l’allenamento è una parte fondamentale. Come ti alleni in settimana, poi lo riporti in campo il weekend“.
Sul ruolo
“Nel calcio di oggi la forza di un giocatore è saper fare più ruoli. Il mio, quello che ho fatto fin da piccolo, è dietro la punta. Ma anche da esterno posso entrare nel campo, da trequartista di destra come ho fatto con Aquilani a Catanzaro. Lo devo ringraziare perché mi ha aspettato, è quel che serve a chi è giovane“.

Gli idoli
“Totti uno dei miei idoli da bambino. Un altro era il Dybala della Juve. Ora invece gli esempi ce li ho in casa: Nico Paz e Baturina. Io e Nico Paz? Chiedetelo a Fabregas… In allenamento ci troviamo bene. Ma con tutti, devo dire, ci divertiamo“.
Su Palmisani
“Quando l’ho visto qui gli ho detto: ma chi eri Buffon?“
Sul Milan
“È stata la squadra che mi ha cresciuto fin da bambino e questo lo riconosco e anzi sono veramente devoto a loro, però poi nel calcio le strade ogni tanto anche si dividono. In quel momento la scelta giusta per me era fare un passo indietro e andare magari in una categoria più bassa a giocare“.