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Fiorentina, l’addio polemico di Mandragora

Fiorentina, l’addio polemico di Mandragora

Nella rivoluzione tecnica della Fiorentina, spicca l’addio nell’ultimo giorno di Mandragora: uno degli elementi di spicco nello spogliatoio viola dell’ultimo periodo.

Rolando Mandragora dice addio alla Fiorentina e sceglie di farlo senza filtri. Affida i suoi pensieri a un lungo messaggio pubblicato sui social nel giorno esatto del suo ritorno al Torino.

Il centrocampista conclude la sua esperienza in maglia viola lasciando sul campo numeri importanti: 196 presenze complessive, 26 gol e 20 assist, con ben 16 marcature messe a segno in Serie A. Tuttavia, le cifre raccontano solo una parte della storia.

Nel suo discorso traspare soprattutto un profondo legame emotivo con la città di Firenze e con le persone che hanno condiviso con lui questo lungo percorso.

Il calciatore comincia ricordando il suo arrivo quattro anni fa. Entra in una realtà che definisce una vera e propria famiglia. Cita direttamente Rocco e Catherine Commisso, Joe Barone con Camilla, oltre a Daniele e Alessandro. Sotto la loro guida, spiega l’atleta, il concetto di appartenenza regnava sovrano e si percepiva chiaramente ogni singolo giorno.

Fiorentina, Mandragora: stoccata a Paratici?

Fiorentina Gnonto
FABIO PARATICI AL TELEFONO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Poco dopo, però, Mandragora inserisce il passaggio più denso e significativo dell’intero saluto:

“Nel cambiamento di queste figure negli ultimi mesi qualcosa è cambiato a discapito dei rapporti e senza questi ultimi si fa una grande fatica per il mio modesto parere da uomo.”

Di conseguenza, questa affermazione lascia chiaramente intendere le ragioni profonde della separazione, sebbene il giocatore eviti di entrare nei dettagli specifici della vicenda.

Successivamente, il centrocampista passa ai ringraziamenti generali. Rivolge un pensiero affettuoso allo staff medico, ai magazzinieri, agli allenatori e a tutti i compagni di squadra incrociati negli spogliatoi.

Dedica parole speciali ai tifosi e in particolare alla Curva Fiesole, ricordando come abbia sempre cercato di difendere la maglia con dignità e rispetto.

Inoltre, rinnova la sua gratitudine alla famiglia Commisso per l’opportunità concessa. Nessun addio formale potrà mai allontanarlo da quella che ormai considera a tutti gli effetti la sua casa.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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