La Roma domina per lunghi tratti e vola sul 3-1 grazie a de Roon e alla doppietta di Malen. Il Real Madrid ribalta tutto nel finale con Espí, Endrick e Rüdiger. Gasperini accusa la squadra di passività sui calci d’angolo, mentre Mourinho celebra la reazione dei suoi giocatori.
La Roma perde 3-4 contro il Real Madrid nella seconda giornata della League Phase di Champions League, al termine di una sfida che sembrava saldamente nelle mani dei giallorossi. All’Olimpico, la formazione di Gian Piero Gasperini costruisce un doppio vantaggio, ma cede negli ultimi minuti davanti alla rimonta della squadra di José Mourinho.
È una sconfitta particolarmente amara per la Roma, capace di mettere in difficoltà i blancos con un pressing aggressivo, recuperi alti e rapide verticalizzazioni. Il Real Madrid, però, trova nei cambi e nelle situazioni da calcio d’angolo le risorse per trasformare una partita quasi compromessa in una vittoria.
Il risultato lascia i giallorossi a un punto dopo due giornate, mentre gli spagnoli salgono a sei.
De Roon apre le marcature, Mbappé risponde: Roma aggressiva nel primo tempo

La Roma parte con personalità, attacca gli spazi e mette sotto pressione la costruzione del Real Madrid. Al 15′ Gasperini perde Manu Koné per infortunio e inserisce Pisilli, ma l’episodio non interrompe l’iniziativa giallorossa.
Al 20′, Marten de Roon sblocca la partita con una conclusione dalla distanza che supera Courtois dopo una deviazione.
La reazione del Real arriva al 25′. Un intervento impreciso di Hermoso favorisce Kylian Mbappé, che trova il pareggio con un tiro deviato da Mancini.
Nonostante l’1-1, la Roma mantiene un atteggiamento propositivo, cercando soprattutto di sfruttare la mobilità di Dybala, Soulé e Malen.
Malen firma la doppietta, la Roma vola sul 3-1

La ripresa comincia con l’ingresso di Rodrigo Mora, una scelta che aumenta la qualità delle combinazioni offensive.
Al 51′, il nuovo entrato serve Donyell Malen, che riporta avanti i giallorossi con una conclusione deviata da Valverde.
Pochi minuti dopo, al 57′, arriva il terzo gol. Soulé trova un passaggio filtrante preciso per Malen, che attacca la profondità e supera Courtois.
Sul 3-1, la Roma sembra aver indirizzato definitivamente l’incontro. Il Real fatica a contenere le ripartenze e Mourinho interviene dalla panchina per cambiare l’assetto offensivo.
Endrick cambia la partita, Rüdiger completa la rimonta
La svolta arriva nel finale. Mourinho trova risposte importanti dai giocatori subentrati, in particolare Endrick, che dà maggiore incisività all’attacco.
All’83′, Carlos Espí accorcia le distanze dopo un’azione sviluppata su calcio d’angolo. L’episodio riapre una partita che sembrava chiusa.
All’85′, Endrick firma il 3-3 con un colpo di testa su assist di Arda Güler.
La Roma appare improvvisamente in difficoltà, soprattutto nella difesa delle palle inattive. Al 90′, ancora sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Antonio Rüdiger segna il gol del definitivo 3-4, sfruttando un altro assist di Güler.
Tre reti nel finale cancellano così il vantaggio costruito dai giallorossi.
La chiave della partita: il Real sfrutta le palle inattive, Roma fragile nel finale
La prestazione della Roma presenta due aspetti nettamente differenti.
Per gran parte dell’incontro, la squadra di Gasperini riesce a imporre il proprio ritmo, limitando il gioco offensivo del Real e creando occasioni attraverso recuperi e movimenti senza palla.
Negli ultimi minuti, invece, emergono difficoltà nella gestione del vantaggio e nella marcatura sulle situazioni da fermo.
Il Real Madrid sfrutta proprio queste circostanze. Tre gol nati da calci d’angolo evidenziano la capacità degli spagnoli di capitalizzare le opportunità decisive, ma anche le disattenzioni della difesa romanista.
Sul piano individuale, Malen è il migliore della Roma per efficacia offensiva. Nel Real, Endrick e Arda Güler incidono sulla rimonta, mentre Rüdiger firma la rete decisiva.
Le valutazioni editoriali indicative sono Roma 6,5 e Real Madrid 7: i giallorossi meritano un giudizio positivo per il gioco espresso, ma pagano un finale compromettente; gli spagnoli vengono premiati per la capacità di reagire.
Gasperini dopo Roma-Real Madrid: «Ci siamo piantati sul traguardo»
Nel dopopartita, le parole di Gian Piero Gasperini dopo Roma-Real Madrid non nascondono la delusione per una vittoria sfumata.
«Ci siamo piantati sul traguardo».
L’allenatore individua nella passività sulle palle inattive e nella componente psicologica le principali cause della sconfitta. Difende comunque la prestazione complessiva e sostiene che la Roma abbia avuto una netta superiorità per buona parte dell’incontro.
Il tecnico conferma inoltre che rifarebbe le sostituzioni effettuate e fornisce aggiornamenti sulle condizioni degli infortunati: Koné ha riportato uno stiramento alla coscia, mentre Dybala ha accusato un risentimento muscolare. L’entità dei problemi richiederà ulteriori valutazioni.
Mourinho dopo Roma-Real Madrid: «Ci sono due gare in una»
José Mourinho analizza la vittoria riconoscendo la superiorità della Roma nella prima parte della sfida.
«Ci sono due gare in una».
Secondo il tecnico portoghese, i giallorossi hanno controllato a lungo l’incontro, ma negli ultimi venti minuti il Real Madrid ha trovato un’intensità offensiva difficile da contenere.
Mourinho sottolinea anche il valore della reazione dei suoi giocatori dopo il 3-1 e spiega che l’esultanza finale è stata contenuta per rispetto della Curva Sud e del suo passato romanista.
La rimonta conferma inoltre l’importanza dei cambi: Endrick ha portato energia e incisività, mentre Güler ha contribuito direttamente ai gol decisivi.
Roma, una sconfitta che pesa più del risultato
Il 3-4 contro il Real Madrid lascia alla Roma indicazioni contrastanti. Da una parte, la squadra dimostra di poter competere contro una delle formazioni più attrezzate d’Europa. Dall’altra, il crollo negli ultimi minuti evidenzia la necessità di migliorare la concentrazione difensiva e la gestione delle fasi decisive.
Per Mourinho, invece, la vittoria rappresenta una conferma della profondità dell’organico e della capacità dei suoi giocatori di cambiare il corso di una partita anche in condizioni sfavorevoli.
La Roma dovrà ripartire dagli ottanta minuti di alto livello, senza dimenticare gli errori che hanno trasformato una possibile impresa europea in una sconfitta.