Ci siamo abituati a vedere la Juventus senza qualcuno dei suoi giocatori più importanti, a leggere le formazioni cercando chi manca e a considerare quasi normale una squadra costretta, partita dopo partita, a trovare soluzioni diverse. È diventata una condizione con la quale abbiamo imparato a convivere, tanto da rischiare di dimenticare una cosa piuttosto semplice: la Juventus che stiamo osservando non è quella che avevamo immaginato a inizio stagione.
Ci siamo abituati. Forse anche troppo. E allora mi viene una curiosità.
Quanto vale davvero questa Juventus?
Non lo chiedo per trovare una giustificazione alle difficoltà, né per stabilire quanto gli infortuni abbiano inciso sui risultati. È una riflessione diversa. Perché proprio questa situazione ci offre la possibilità di osservare la squadra da una prospettiva che normalmente non avremmo.
Una Juventus incompleta, ma comunque capace di trovare soluzioni, una Juventus costretta a cambiare, ma non necessariamente privata della propria competitività. Ecco, quanto vale realmente questa squadra?
Non tutti gli assenti pesano allo stesso modo
Nel calcio siamo abituati a contare gli assenti.
Tre titolari fuori sembrano automaticamente più pesanti di due. Un reparto decimato sembra necessariamente più penalizzato di uno che ha perso un solo giocatore.
Ma il conto dei nomi non dice tutto.
Un giocatore può essere sostituito senza modificare sostanzialmente il funzionamento della squadra. Un altro, invece, può avere caratteristiche tali da costringere i compagni a cambiare posizione, compiti e responsabilità.
È qui che la semplice conta degli assenti diventa poco significativa.
Non bisogna contare gli assenti. Bisogna pesare le funzioni che vengono a mancare.
Ed è forse questa la cosa più interessante che stiamo vedendo nella Juventus.
Spalletti ha una rosa che gli permette di cambiare sistema e di trovare soluzioni differenti. Ma ogni soluzione modifica inevitabilmente qualcosa. Un giocatore viene spostato, un altro deve coprire di più, un altro ancora viene chiamato a fare qualcosa che normalmente non farebbe.
La squadra si adatta.
Ma quanto dell’identità originaria rimane? È questa la domanda che gli infortuni, quasi involontariamente, ci permettono di porre.
E se la stessa cosa accadesse alle rivali?
A questo punto possiamo provare a guardare dall’altra parte.
Siamo abituati a valutare la Juventus per quello che le manca. Ma cosa accadrebbe se togliessimo due o tre uomini importanti alle squadre con le quali la stiamo confrontando? Cosa succederebbe alla Roma se togliessimo Mallen o Dybala? Cosa all’Inter se perdesse Lautaro? E al Milan? Al Como? Al Napoli?
Non è fantacalcio e non serve costruire classifiche immaginarie.
È soltanto un esperimento mentale.
Perché se una concorrente perdesse contemporaneamente alcuni dei suoi riferimenti, quanto cambierebbe? Continuerebbe a giocare nello stesso modo? La squadra conserverebbe gli stessi equilibri? E soprattutto, il rapporto di forza con la Juventus sarebbe ancora quello che percepiamo oggi?
È una domanda interessante perché nel calcio non conta soltanto la forza assoluta.
Conta anche quanto quella forza sia resistente quando vengono meno alcuni dei suoi elementi.
Una squadra può avere più qualità individuale e dipendere maggiormente da alcuni giocatori. Un’altra può avere meno talento, ma essere costruita in modo da assorbire meglio le assenze.
Non è una differenza secondaria.
E quando la Juventus ritroverà la sua “squadra”?
Poi c’è l’altra faccia della riflessione.
Quella che forse ci interessa ancora di più.
Cosa succederà quando i titolari torneranno?
La Juventus sarà più forte. Questo è evidente. Ma il punto non è stabilire una cosa tanto ovvia. Il punto è capire quanto cambierà la squadra.
Perché il rientro di un giocatore non significa soltanto sostituire un elemento meno forte con uno più forte. Può voler dire restituire un compito a chi lo svolge meglio. Liberare un compagno da un lavoro di compensazione. Recuperare una posizione. Tornare a utilizzare un sistema con caratteristiche diverse.
Il titolare, insomma, non torna mai da solo. Si porta dietro una parte della squadra che la sua assenza aveva costretto a cambiare. Ed è probabilmente questo il vero valore dei rientri. Non la semplice somma delle qualità individuali, ma ciò che quelle qualità permettono agli altri di fare.
Forse è proprio questo che dobbiamo ancora scoprire
Se il ritorno dei titolari producesse un salto evidente, allora avremmo una risposta: una parte consistente della Juventus che stiamo vedendo è inevitabilmente condizionata dalle assenze.
Se invece la squadra migliorasse senza modificare sostanzialmente il rapporto con le concorrenti, la riflessione sarebbe diversa.
Non peggiore. Semplicemente diversa.
Perché vorrebbe dire che la Juventus attuale ci sta già mostrando una parte importante del proprio valore e che il ritorno degli uomini migliori, pur aumentando la qualità, non sarebbe sufficiente da solo a cambiare la percezione della squadra.
Ed è qui che l’emergenza diventa interessante. Non come alibi, ma come strumento di osservazione.
La Juventus ci sta mostrando quanto riesce a fare quando non può contare su tutti i propri uomini. Il futuro ci dirà invece quanto potrà aggiungere quando li avrà nuovamente a disposizione.
Sono due informazioni diverse. E messe insieme potrebbero raccontarci molto più di qualsiasi elenco degli infortunati.
La forza assoluta e quella che si misura con gli altri
Alla fine, la domanda potrebbe essere persino più semplice.
Per ridurre la distanza da chi oggi ci sta davanti, quanto conta il ritorno dei titolari della Juventus? E quanto cambierebbe quella distanza se fosse la concorrente a perdere due o tre dei propri?
È una provocazione, certo. Ma anche un modo per ricordarsi che la forza di una squadra non si misura soltanto in assoluto. Si misura anche nel confronto.
Oggi conosciamo una Juventus incompleta e abbiamo imparato a giudicarla così. Tra qualche tempo potremmo avere davanti una squadra diversa, con uomini recuperati e possibilità tattiche nuovamente disponibili.
A quel punto sarà interessante capire non semplicemente quanto sarà migliorata la Juventus. Ma quanto sarà cambiato il rapporto con le altre. Perché forse è proprio questo che gli infortuni, senza volerlo, ci stanno permettendo di osservare. Non quanto vale ogni singolo giocatore ma quanto vale davvero la Juventus.