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Juventus, Bulgarelli: «Spalletti sembra al capolinea»

Juventus, Bulgarelli: «Spalletti sembra al capolinea»

La sconfitta contro la Lazio apre interrogativi pesanti sul futuro della Juventus di Spalletti. Il 3-0 casalingo non rappresenta soltanto un risultato negativo: alimenta dubbi sulla tenuta della squadra e sulla capacità dell’allenatore di invertire la tendenza. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Bulgarelli, che non nasconde rabbia e delusione.

Lorenzo Bulgarelli è una voce del tifo bianconero, appassionata e diretta, che segue con attenzione le vicende della Juventus. Nelle sue analisi alterna valutazioni tecniche e riflessioni personali, senza rinunciare a esprimere giudizi severi quando ritiene che la squadra, l’allenatore o la società non siano all’altezza delle aspettative. Il suo punto di vista è quello di un tifoso esigente, profondamente legato alla mentalità vincente che ha caratterizzato la storia juventina.    precedenti interviste

Bulgarelli Lorenzo e la Juventus di Spalletti
Lorenzo Bulgarelli

Juventus Spalletti, la rabbia dopo la Lazio

Difficile trovare una domanda giusta. Quali emozioni prevalgono oggi?

«Prima di tutto rabbia, perché è inaccettabile perdere 3-0 in casa propria contro una Lazio che sarà pure prima in classifica e avrà avuto tutta la settimana per preparare la partita, ma non esiste farsi dominare in questo modo, dando praticamente l’impressione di non essere scesi in campo. Ma soprattutto delusione: è impensabile che un allenatore con oltre trent’anni di esperienza come Luciano Spalletti, dopo un anno alla Juventus, non sia riuscito a dare praticamente nulla alla squadra. Questa è la sconfitta più totale dell’allenatore, dei giocatori e della società Juventus».

Da oggi e per i prossimi venti giorni, che cosa si dovrebbe fare?

«Solamente stare zitti e lavorare, perché nella vita contano i fatti e oggi i fatti sono totalmente avversi alla Juventus. In Europa League la vittoria contro il Celta Vigo è arrivata di misura, anche se siamo a sei punti dopo due giornate, mentre in campionato il piatto piange. Ma non vedo come ripartire, visto che Spalletti sembra arrivato al capolinea. I giocatori non sembrano seguirlo e, anche alla luce delle dichiarazioni di Bremer, emerge la sensazione che non riescano più a trovarsi tra loro. È una situazione molto complicata da commentare dall’esterno».

La panchina e l’ipotesi Antonio Conte

Si chiederà la testa di Spalletti. Sarebbe giusto? Chi al suo posto e cambierebbe qualcosa?

«In questi casi il primo a pagare è sempre l’allenatore. Dalle sue ultime dichiarazioni sembra che lui stesso abbia esaurito le energie e non sappia più come muoversi, quali moduli adottare o quali sostituzioni effettuare. Spalletti sembra veramente al capolinea. Il problema è chi prendere al suo posto. Molti tifosi invocano Antonio Conte, ma costerebbe molto più di Spalletti: considerando le stime di circa cinque milioni netti a stagione per l’attuale allenatore, trovo impensabile che la Juventus si sveni per riportare a Torino il tecnico leccese. Potrebbe arrivare un emergente, con il rischio di non gestire lo spogliatoio, oppure un tecnico esperto ma di caratura più modesta. In entrambi i casi non so se sarebbe un miglioramento. Spalletti, però, oggi sembra arrivato alla frutta».

Rennes, Lecce e Genoa: serve una reazione

Giovedì c’è il Rennes, poi Lecce e Genoa. In campionato quattro punti sarebbero accettabili o ne servono sei?

«Quattro punti sarebbero inaccettabili, perché io ragiono da juventino: vincere non è importante, è l’unica cosa che conta. Contro Inter o Real Madrid potrei anche accettare di perdere punti, perché oggi non siamo al loro livello. Ma affrontiamo il Rennes, che considero una formazione di modesta caratura, e poi il Lecce, che ha ottenuto un’ottima vittoria contro l’Udinese. Già lo scorso anno il Lecce ci ha tolto punti: non trovo accettabile lasciarne nuovamente per strada. Mi aspetto sei punti in campionato e voglio una reazione d’orgoglio. Arriverà? Francamente sono scettico: abbiamo già perso punti contro Cagliari e Sassuolo. Sarei felicissimo di sbagliarmi, ma la vedo molto complicata».

Una crisi che va oltre l’allenatore

Le parole di Bulgarelli delineano una contraddizione: Spalletti viene considerato vicino alla conclusione della sua esperienza juventina, ma nessuna alternativa prospettata offre garanzie immediate. La Juventus deve ritrovare risultati, convinzione e un’identità riconoscibile; saranno soprattutto le trasferte di Lecce e Genoa a misurare la capacità della squadra di reagire.

 

Fonti ufficiali e verifiche: Calendario e risultati Juventus.

Opinionista e giornalista sportivo. Collaboro per diverse testate video e social, tra cui, Top Planet e Radio Biaconera, Calciostyle e Ju24.it. Con il nickname "SkyWalker" organizzo e conduco dirette sulle pagine social "Juventini" e "Il Grande Bianconero".

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