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Cagliari, Pisacane: “L’Inter ha meritato, mi sono piaciuti gli applausi del pubblico”

Cagliari, Pisacane: “L’Inter ha meritato, mi sono piaciuti gli applausi del pubblico”

Dopo la vittoria a Parma, il Cagliari si arrende in casa contro l’Inter. Ecco le parole dell’allenatore dei sardi, Fabio Pisacane, in conferenza stampa.

Arriva la prima sconfitta stagionale per il Cagliari, che perde 0-1 in casa contro l’Inter grazie a un gol di Calhanoglu dopo soli 9 minuti. Nonostante le tante palle gol per gli ospiti, gli uomini di Pisacane hanno comunque provato a segnare il gol del pareggio soprattutto nei minuti finali.

Dopo la partita, l’allenatore del Cagliari, Fabio Pisacane, si é presentato in conferenza stampa. Ecco quali sono state le sue considerazioni post-partita.

Cagliari-Inter 0-1, le parole di Pisacane

Cagliari Pisacane
IL PALLONE DELLA SERIE A 2025 2026 (FOTO DI SALVATORE FORNELLI)

Cosa ti è piaciuto di questa gara?

“Mi sono piaciuti gli applausi del pubblico alla fine. Ci portiamo a casa questo affetto, perché la gente ci riconosce di aver dato tutto. Penso che avvicinarci anche alla perfezione contro queste squadre potrebbe non bastare. Nel primo tempo eravamo anche ben messi in campo, ma nell’occasione del gol abbiamo sbagliato ad accorciare le distanze, ma non nella posizione. Nel secondo tempo abbiamo cambiato il piano gara, i cambi hanno fatto bene. L’Inter è un 3-5-2 mobile. Penso che abbiano meritato la vittoria”.

Credi sia mancato l’ultimo passaggio?

“Forse nel primo tempo anche qualcuno in più. Siamo stati un po’ troppo timorosi quando riconquistavamo la palla. Sappiamo che queste sono squadre che lottano per obiettivi diversi e a cui non piace tanto correre. Nel secondo tempo abbiamo cambiato qualche interprete e abbiamo avuto più palleggio. Questo sport ti sorprende sempre. Riuscire a rimanere in gara era quello che avevo chiesto. Con qualche fiammata se l’episodio gira dalla tua, magari puoi anche fare punti. Ma faccio i complimenti all’Inter, non credo che il pareggio sarebbe stato giusto”.

Crede che il suo gioco sia stato sottovalutato dall’avversario?

“Lavoro per farmi apprezzare e lavoro per raggiungere gli obiettivi. Sono stato un discreto calciatore e con la forza e la volontà mi sono tolto soddisfazioni. Non posso dire di essere stato sottovalutato, perché avevo dei limiti, ma non mi sono mai fatto ammaliare dai complimenti. Il calcio a volte ti illude. Vado avanti per la mia strada, l’importante è portare il risultato a casa”.

Che ci dice dei ragazzi nuovi subentrati?

Kofler è un ragazzo importante, può essere un potenziale nazionale. Ha fisicità, ha palleggio e ha fatto la trafila nelle giovanili. Non mi meraviglierei se venisse convocato. Lo volevo già l’anno scorso. La sua scelta è nata dal fatto che Deiola stava faticando con Pio. Gli altri sono entrati benissimo. Faccio un applauso a Ciervo che non si è mai allenato con noi. Abbiamo bisogno di tutti e questa sera sono soddisfatto”.

E su Mendy?

“Senza dubbio è un giocatore importante, giovane del 2007 che due anni fa giocava dall’altra parte del mondo. Ha dei valori tecnici e cognitivi. Per la sua età non è facile fare quello che uno gli chiede. Ha caratteristiche precise, si deve ancora smaliziare. Nel primo tempo Akanji certe volte lo spostava nel limite delle regole, ma è difficile che ti fischino certi falli. Questi giovani hanno bisogno di giocare e sbagliare e noi dobbiamo essere bravi a non caricarli troppo”.

Fazzini oggi non è sembrato al top…

“Ha bisogno ancora di un po’ di tempo per entrare in condizione, nell’ultimo anno ha giocato poco. Stasera ha faticato perché c’era una squadra di gamba e qualità. Devi fare il giusto compromesso: vuoi qualità, ma sai che dobbiamo rincorrere dietro gli avversari. Mi auguro che al più presto trovi quella condizione che gli permetta di durare di più”.

Un bilancio complessivo della squadra?

“Non si è mai disunita. Non mollare e rimanere nella partita è qualcosa che ci deve appartenere. Quando si perde bisogna saper perdere. Quando cerchi di giocarti la gara avendo il baricentro 10-15 metri più alto, ci sta andare su più transizioni. Puoi concedere di più nell’1vs1. I ragazzi hanno fatto quello che dovevano fare”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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