Genoa, De Rossi: “Abbiamo lavorato nella stessa maniera di inizio ritiro”
Andrea Costanzo
Pubblicato 39 minuti fa il Ottobre 10, 2026
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Il tecnico del Genoa Daniele De Rossi ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto per 2 a 1 contro la Fiorentina a Marassi.
Il tecnico del Genoa Daniele De Rossi ha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto per 2 a 1 contro la Fiorentina a Marassi. Di seguito, le sue parole in conferenza stampa.
DANIELE DE ROSSI PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Genoa, De Rossi: ” Ringrazio la società per fiducia, tempo e tatto.”
Il tecnico del Genoa Daniele De Rossiha parlato poco fa in conferenza stampa al termine del match vinto per 2 a 1 contro la Fiorentina a Marassi. Di seguito, le sue parole in conferenza stampa.
«Abbiamo lavorato nella stessa maniera di inizio ritiro. Oggi abbiamo fatto un primo tempo eccezionale, la Fiorentina poteva meritare di pareggiare, serve lucidità e pazienza. Se pensi che il giocatore è bravo arrivano i giocatori, ringrazio la società per fiducia, tempo e tatto. Dopo la partita contro il Parma tutti avevano deciso che ero esonerato, sono contento per la società, Andres e Diego. Mi sono sentito inchiodato a questa panchina».
Grande gara di Traore e Wiafe,cosa ne pensi?
«Wiafe era in ballottaggio questa mattina, oggi era molto carico, sa giocare, ha gamba, sono contento per i giovani che si stanno ritagliando lo spazio. Traore è molto forte e a volte leggiamo i dati, pensiamo che non sia pronto ma poi lo butti nel campo. In Romania abbiamo perso Colombo ma abbiamo recuperato Traore. Li devi buttare in campo come El Shaarawy».
Oggi gol ed autogol, avete sporcato molti palloni. Quanto sei contento e come sta El Shaarawy?
«È stato un cambio di ragioni fisiche, stava calando. Come Messias. Abbiamo giocatori forti, oggi è rimasto fuori qualcuno che ho stravoluto. Tutti sono importanti. La fase difensiva oggi fatta bene, dobbiamo spingere di più fuori gli avversari soprattutto con squadre così forti. Altri giocatori meno tecnici si buttavano dentro, oggi prova tecnica di forza ed organizzazione».
Quanto aspettavi questa vittoria è quello visto oggi nel primo tempo sarà il punto di partenza?
«Emozioni tante, questo lavoro di strattona, sono al settimo cielo, dopo Parma ero uno straccio. Vivi di emozioni, ho ricevuto molte dimostrazioni da parte di giocatori con messaggi, abbracci, erano contenti per me. Campionato lungo, vivremo anche emozioni negative. Primo tempo travolgente, siamo stati bravi, speravo nel terzo gol, Fiorentina unita e compatta. Possiamo pensare che possiamo riusare questo schieramento ma le squadre sono diverse quelle che affronterai in futuro. Per fare questo modulo con esterni altri che saltano l’uomo ne abbiamo pochi e dobbiamo gestire queste scelte di formazioni».
La squadra ha retto ma non era facile oggi nel secondo tempo
«Piccoli gesti visti a Pegli, mi ha ricordato oggi la prima vittoria a Marassi contro il Verona dello scorso anno dove eravamo stanchi alla fine. Oggi la tensione c’era perché ad ogni azione potevano farti gol, Fiorentina squadra molto forte».
Osmajic raccontaci la sua prestazione. E La serenità di oggi quanto è importante in vista di Roma?
«Non iniziamo così il ritorno a Roma perché ha portato male lo scorso anno. Roma la seconda più forte del campionato, spero di preparare la gara come nel ritorno dello scorso anno. Osmajic ha portato soluzioni differenti rispetto a chi abbiamo, è stata una mia richiesta avere un giocatore così, sono molto contento, avevo timore dell’approccio del campionato. Meglio che non abbiamo preso le prime scelte che avevano ma con Diego abbiamo riconosciuto le sue potenzialità. Parla con tutti, è centrale nello spogliatoio. È un giocatore giusto preso,avevano giocatori più forti da prendere ma abbiamo preso giocatore giusto».
L’abbraccio con Messias e cambio di modulo?
«Alcuni giocatori sono fatti apposta per giocare con questo modulo, in questo modo troveranno spazio. Abbiamo giocatori che si trovano bene così, non abbiamo molte altre alternative, abbiamo giocatori che a volte si devono adattare ma lo possono fare. Giocare a quattro o cinque è più una chiacchera che arriva da fuori. Possiamo fare così. Il gruppo è emozionante, ho vissuto emozione dentro lo stadio, ma anche emozioni vissute nello spogliatoio con Andres e tutti che erano intorno».