Il tecnico del Genoa Daniele De Rossi è intervenuto in conferenza stampa a 2 giorni dalla gara contro la Fiorentina, in programma sabato alle ore 15 al Ferraris.
Sarà Genoa-Fiorentina a dare il via alla 6° giornata di Serie A. Le due squadre apriranno il sipario sul campionato italiano dopo una lunga sosta, affrontandosi a Marassi sabato alle ore 15:00. Sfida che sembra già cruciale per i padroni di casa rossoblù: il Grifone, reduce dal ko di Parma, ha raccolto 1 solo punto nelle prime 5 giornate, e insegue ancora la prima vittoria. A 2 giorni dalla partita il tecnico del Genoa De Rossi ha risposto alle domande dei cronisti presenti in sala stampa.
Genoa, De Rossi presenta la sfida alla Fiorentina
Che settimane sono state?
“Sono state settimane lunghe. La sosta, quando arriva in un momento negativo, è molto lungo ma è lunghissima, interminabile. Però hai più tempo per lavorare e smaltire. Vorresti rigiocare la prossima partita dopo tre giorni ma non puoi. Paradossalmente ci ha aiutato, non in termini di effettivi ma di studio su noi stessi. Lo stato d’animo non so come descriverlo, sono sereno. Sto facendo il mio lavoro col dispiacere che hanno tutti gli allenatori quando le cose non vanno come speravano. Sono però fiducioso, ho visto una squadra che ha lavorato in maniera incredibile. Anche dal punto di vista dell’umore era buono. Il che non va frainteso. Ho avuto colloqui con la società e la presidenza, quando siamo andati in Romania ma anche a Genova ho sempre ricevuto fiducia. Voglioso di cambiare marcia ma sereno”.
Gli infortunati?
“Credo sia giusto al dottore la comunicazione. Non li avremo, è stata una sosta Nazionali un po’ lunga. Dovremo abituarci noi e le Nazionali a gestirla. I numeri che abbiamo sono stati il doppio degli infortuni rispetto all’anno scorso nello stesso periodo. E’ vero che ci sono state il doppio delle partite, viaggi di più e le possibilità di infortuni sono maggiori. Siamo tutti sulla stessa barca”.
Vasquez.
“Può incidere sul minutaggio. Lui partira dall’inizio. E’ un giocatore importante per noi, è in Nazionale da anni ed è abituato a questi viaggi. Una settimana in più ti fa assorbire ancora di più il fuso orario ma vale per lui come per Mastantuono per esempio. E’ già qui. Seguirà le parti tattiche e non si allenerà ma è pronto. In corso d’opera calcoliamo che può essere più stanco del solito”.

Traoré pronto per giocare?
“A Bucarest era una prova solo ed esclusivamente fisica. Traoré è pronto a giocare. La nostra lettura è la ricerca di condizione che sta facendo con noi. Si mette a disposizione sapendo che a centrocampo copre tanti metri ma la risposta avuta a Bucarest è stata importante ora dobbiamo vedere che partita dovremo fare con la Fiorentina e in futuro. Lui è stato fermo molto tempo, è rientrato ma ha avuto un qualcosa che gli faceva sentire dolore. Abbiamo cercato di reinserirlo senza forzare troppo il rientro, a Bucarest ha dimostrato di essere in una condizione migliore Ad di quanto sperassimo”.
Cosa è successo in queste cinque gare di campionato?
“Le squadre intanto cambiano. Nei mesi estivi e quando arrivi alla prima sosta le squadra cambia. Fai esperimenti, tentativi. Ora le partite contano. Per mille motivi le direzioni che tu pensavi di prendere possono avere delle piccole variazioni di percorso ma devi riuscire comunque ad arrivare all’obiettivo. E questo è il meccanismo che fanno gli allenatori quando subentrano. Se siamo in questa situazione di classifica, anche se andrebbero letti i numeri che sono un po’ diversi dai punti in classifica, sicuramente qualcosa dobbiamo cambiare.
Sto cercando di pulire la testa da quelle che sono le nostre convinzioni. Non è questione di far finta di essere subentrati perché abbiamo fatto tutto sbagliato. No, pulisci la testa e se sei sicuro che un giocatore in quella posizione non ci può giocare, magari pensando di non averlo conosciuto abbastanza prima, lo metti in campo e alla fine vola. Stesso discorso per la condizione fisica. Abbiamo cercato di pulire un po’ le nostre teste un po’ dal dispiacere e dalle tue convinzioni che non fanno sbloccare la squadra. A volte le colpe le cerchi al di fuori ma io mi do le responsabilità me ne do poche quando vinciamo e tante quando non vinciamo”.
Ha avuto ansia di venir esonerato?
“Non ci siamo esonerati ma ci siamo straconfermati. E la scelta di andare avanti insieme sarà vincente. Intanto perché cinque partite sono pochissime per chi ha deciso di fare un percorso insieme durante la stagione. E poi perché sentiamo fiducia sia dentro al campo che negli uffici. Siamo convinti di fare più punti di quelli fatti ora”.
Che Fiorentina si aspetta?
“L’abbiamo considerata l’anno scorso una squadra forte anche quando era in difficoltà. Quest’anno guardando le individualità, il mercato fatto e la stabilità che hanno ottenuto nelle ultime partite è una squadra spaventosa, molto forte. Nelle prime tre gare è stata una squadra, guardando anche i dati, una delle squadre più sfortunate della Serie A. Hanno ritrovato un po’ di stabilità e di convinzione che li mette in condizione di poter esprimere un potenziale individuale che è incredibile. Basti pensare ai due attaccanti che sono da alta classifica in Serie A. Gli esterni sono giocatori che arrivano dal Real e che domani magari a quei livelli ci arriverà. Complimenti a come hanno investito in estate ma squadre imbattibili in Serie A non esistono. Sento che faremo una grande partita, sento l’elettricità giusta”.
Vitinha.
“Lui è quello che, sia nel precampionato che in questa sosta, si è allenato meglio di tutti. Va più forte di tutti in ogni circostanza. L’impegno è sempre al 100%. Titolare o in panchina interpreta il calcio nella stessa identica maniera. A Parma è entrato molto bene, ha rischiato di segnare, ha creato occasioni e corso tanto. Non sta arrivando il gol ma nemmeno per gli altri. Sta segnando Osmajic, ci fa piacere, ma noi dobbiamo creare occasioni. E più ne creiamo e questi giocatori che sembrano ‘non bomber’ si sbloccheranno. Non trasformo un giocatore da 3-5 gol in uno da 25 ma sicuramente si può alzare il livello”.