Aumentano gli infortuni in Serie A: da Lautaro a Dybala e Yildiz, ecco come il calendario sta mettendo in crisi i club. L’analisi della Gazzetta dello Sport.
Trovare un’unica causa, e di conseguenza una cura efficcace, per la piaga degli infortuni nel calcio moderno rimane un rebus di difficile risoluzione.
Tra chi punta il dito contro il calendario intasato, chi accusa i viaggi intercontinentali con le Nazionali, chi incolpa la chiusura tardiva del calciomercato e chi persino le condizioni dei terreni di gioco, il verdetto del campo non cambia: i calciatori continuano a farsi male con una frequenza spaventosa, specialmente nelle battute iniziali della stagione.
I numeri evidenziano un quadro impietoso. Mettendo a confronto i dati delle prime sei giornate del campionato scorso con quelle attuali, le assenze complessive per problemi fisici in Serie A sono passate da 302 a 345, registrando un incremento netto del 14,2%.
Un trend destinato purtroppo a peggiorare, considerata la pioggia di ko arrivati nell’ultimo turno di campionato e durante gli impegni europei infrasettimanali.
Tour de force e tanti infortuni

A nulla sembra essere servita la nuova idea con l’unica maxisosta autunnale ideato dalla FIFA per ridurre gli spostamenti: con nove impegni ravvicinati tra campionato e coppe, i ritmi elevati stanno già chiedendo un conto salatissimo.
L’Inter dovrà fare a meno di Lautaro Martinez e Pavard fino a metà novembre, mentre la Roma perde pezzi pregiati come Manu Koné e Paulo Dybala.
Problemi analoghi colpiscono l’Atalanta di Sarri, costretta a rinunciare a Scalvini, Kessie e Raspadori, e la formazione del Como allenata da Fabregas, fermata dal forfait di Diao.
A questa situazione si aggiunge la lista dei lungodegenti di lungo corso: la Juventus figura al primo posto per assenze complessive, essendo stata costretta a rinunciare fin dall’inizio dell’anno a protagonisti come Thuram, Yildiz e Locatelli.
Insieme a loro figurano fermi ai box anche altri nomi importanti del torneo come Parisi della Fiorentina, Buongiorno del Napoli e Pessina del Monza. Mentre dai vertici dei club ci si limita a ricordare che gli infortuni fanno parte del gioco, la sensazione diffusa è che, con questi ritmi, si stia giocando decisamente troppo con il fuoco.