Il tecnico della Lazio conquista il premio di Coach of the Month dopo aver trascinato i biancocelesti in vetta con 28 punti. Una rivincita personale per Gattuso dopo la delusione Nazionale.
Da una carriera che sembrava aver perso slancio alla consacrazione sulla panchina della Lazio. Gennaro Gattuso è il Coach of the Month di ottobre della Serie A, un premio che certifica il grande lavoro compiuto dal tecnico alla guida dei biancocelesti. La squadra capitolina guarda tutti dall’alto della classifica, con 28 punti conquistati, 24 gol all’attivo e appena otto reti incassate, miglior difesa della Serie A al pari del Como.
Numeri che raccontano la forza di un gruppo capace di andare oltre le difficoltà e di sorprendere anche gli osservatori più ottimisti. E, aldilà di come finirà a Napoli nell’ultimo appuntamento prima della sosta, resterà in testa (solo l’Inter può raggiungere la Lazio) per almeno 2 settimane.
Gattuso, dalla delusione Nazionale alla vetta con la Lazio

Il riconoscimento assume un significato particolare se si ripercorre il recente passato dell’allenatore. Dopo la deludente esperienza alla guida della Nazionale e la mancata qualificazione ai Mondiali, culminata nella notte amara di Zenica, Gattuso aveva bisogno di un’occasione per rilanciarsi. Lotito e Fabiani hanno deciso di puntare sulla sua voglia di riscatto, affidandogli una squadra che attraversava una fase ambientale particolarmente complicata.
L’avvio dell’avventura a Formello non è stato semplice. La contestazione nei confronti della proprietà ha accompagnato la squadra fin dall’estate, mentre l’eliminazione dalla Coppa Italia contro il Mantova e l’Olimpico deserto avevano alimentato ulteriormente lo scetticismo. Gattuso, però, non si è mai nascosto dietro le difficoltà, scegliendo di lavorare sulla compattezza del gruppo e sulla valorizzazione dei singoli.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Isaksen, Nuno Tavares, Noslin e Belahyane sono soltanto alcuni dei calciatori che hanno ritrovato spazio, fiducia e continuità. Particolarmente significativo il percorso del terzino portoghese, che dopo un’estate caratterizzata da tensioni e incertezze sul suo futuro, è tornato a esprimersi su livelli altissimi. La capacità di recuperare situazioni considerate delicate è uno dei meriti più evidenti del lavoro dell’allenatore.
Lazio, Gattuso non cambia filosofia da allenatore: serve la “quota 40”
La vetta della classifica non ha comunque modificato il modo di comunicare del tecnico. Nonostante il premio della Lega Serie A e un avvio di campionato ben oltre le aspettative, Gattuso continua a mantenere un profilo prudente, evitando di alimentare prematuramente le ambizioni legate allo Scudetto o alla qualificazione in Champions League.
Il primo obiettivo resta il raggiungimento di quota 40 punti, traguardo indicato più volte dallo stesso allenatore dopo ogni vittoria. Alla Lazio ne mancano appena 12, considerando i 28 già messi insieme in questa prima parte di stagione.
Una mentalità che rispecchia perfettamente il percorso costruito finora: nessuna promessa, nessun proclama, ma tanto lavoro quotidiano. Gattuso si gode il riconoscimento individuale, consapevole che la vera sfida sarà riuscire a mantenere la Lazio ai vertici anche nei prossimi mesi.