Il pareggio contro il Milan lascia più amarezza che soddisfazione. La Juventus ha prodotto molto, ma ancora una volta è mancata la concretezza sotto porta. Nell’intervista, l’analisi della partita e un messaggio chiaro sul futuro di Gatti: “Ha le palle e nei momenti decisivi spacca la partita”.
Juventus-Milan ha lasciato in eredità un punto, ma anche diversi interrogativi. La squadra bianconera ha creato molto più degli avversari, senza però riuscire a trasformare la mole di gioco in gol.
Il problema offensivo continua dunque a essere evidente, mentre Federico Gatti si conferma ancora una volta l’uomo capace di cambiare il volto della partita entrando dalla panchina.
Abbiamo analizzato il match con il prof. Savasta Fiore Lionello, partendo proprio dalle sensazioni lasciate dal pareggio dello Stadium.
Il prof. Savasta oggi è uno stimato opinionista sportivo, presente su Top Planet, canale televisivo dedicato alla Juventus. In passato ha anche ricoperto il ruolo di procuratore. Numerose anche le amicizie all’interno del mondo Juve, con ex dirigenti e giocatori
Cosa ti ha lasciato questa partita, oltre al gol di Gatti?
«Mi ha lasciato abbastanza poco. Nel senso che mi sembra una squadra ancora un po’ assemblata, che non ha schemi ben precisi e con alcuni giocatori che non sono ancora in forma.
Manca, come è evidente, uno che metta il pallone dentro. Non è possibile fare trenta tiri e segnare un gol, mentre gli altri ne fanno uno e segnano. È un problema che c’era già lo scorso anno: un tiro, un gol.
Sul gol del Milan non vedo una responsabilità particolare del portiere. Personalmente lo avrei visto posizionato un po’ più sulla sinistra, ma non si può parlare di un errore grave.
Resta comunque l’amarezza, perché questa partita la Juventus l’ha giocata per vincere meritatamente. È andata bene che siamo riusciti almeno a pareggiare. Il risultato non è giusto: meritavamo sicuramente di più.
Il Milan ha fatto veramente poco e anche il suo allenatore ha riconosciuto che non meritavano assolutamente di vincere. Il Milan è più indietro di noi, però ha giocatori come il giovane Cissé, che il pallone lo mette dentro. Noi, al momento, non abbiamo quel tipo di giocatore».
Cosa funziona nella Juventus e cosa meno?
«Non direi che la squadra abbia giocato complessivamente una brutta partita. È stata però una partita grigia.
Conceição ha avuto qualche spunto, così come il bosniaco Alajbegovic. Su di lui, secondo me, bisogna insistere assolutamente, perché ha qualità.
Il problema principale è stato soprattutto nella fase offensiva. A parte il palo di Conceição, Maignan ha fatto un paio di parate normali proprio su Conceição e poco altro.
La Juventus ha prodotto, ma non ha concretizzato».

Cosa ti aspetti dalle prossime partite? Qualche presenza in più di Gatti?
«Mi aspetto innanzitutto che entri il nuovo centravanti Woltemade. Mi sembra già più tonico e più in forma di Kolo Muani. È sicuramente difficile da marcare: ha già fatto vedere qualcosa e ha avuto un’occasione che per poco non si è trasformata in gol.
È stato anche picchiato parecchio, ma è uno che punta l’uomo e obbliga gli avversari a raddoppiarlo.
Il problema è che poi serve qualcuno che, quando lui attira due o tre giocatori, riesca a mettere il pallone dentro. Questo è evidente: ci manca chi segna.
Credo comunque che questa squadra abbia delle caratteristiche migliori rispetto a quella dello scorso anno. Rimane però il problema offensivo. Lo scorso anno avevamo Vlahovic, che ha giocato poco, ma oggi sarebbe stato fondamentale.
Kolo Muani non è quello che abbiamo visto in questa partita. Viene da una stagione molto negativa e credo che nelle prossime partite farà molto meglio. Ha bisogno di giocare e di ritrovare la condizione.
Gatti, potrebbe essere una buona alternativa là davanti, in attacco. Da domenica se ne sta parlando come una possibilità reale.
Non sono particolarmente pessimista, ma non posso neanche essere ottimista dopo quello che abbiamo visto contro il Milan. Abbiamo affrontato una squadra che ha giocato nettamente peggio di noi e non siamo riusciti a vincere, rischiando addirittura di perdere.
Anche dal punto di vista tattico mi è sembrato tutto un po’ complicato. Spalletti deve lavorare con giocatori dalle caratteristiche particolari e non è semplice costruire un undici senza spostare qualcuno dal proprio ruolo naturale. Personalmente, per esempio, avrei visto Gonzalez sulla fascia sinistra.
Detto questo, cerchiamo di essere ottimisti».
Infine, c’è il tema Gatti. Cosa ne pensi?
«Questo desiderio di vendere Gatti non riesco proprio a capirlo.
Gatti è uno che ha le palle. Nei momenti decisivi entra e cambia la partita: è successo a Roma ed è successo anche ieri.
È un giocatore amato dai tifosi, uno che mette tutta l’anima in campo. Questa Juventus, invece, mi sembra composta da professionisti che fanno il loro lavoro, ma ai quali manca ancora quello spirito feroce, quella voglia di vincere a tutti i costi.
Gatti entra e spacca la partita.
Mi piacerebbe che si riflettesse su questo: in cinque minuti ha fatto più di quanto abbia fatto Kolo Muani in tutta la partita.
Quindi Gatti tenetelo stretto e non facciamo stupidaggini vendendo un giocatore così».