Oggi ai nostri microfoni è intervenuto l’ex centrocampista Roberto Buriani che nella sua carriera ha vestito maglie come quella di Milan, Roma e Napoli per parlare di attualità
Le parole di Buriani ai nostri microfoni
Le è piaciuto il calciomercato estivo della Serie A?
“Dipende da uno cosa vuole aggiungere per campionato attraente io vedo che i grandi calciatori vanno in Spagna ed Inghilterra qui rimane sempre un campionato non competitivo”.
Le piace questo Milan che sta nascendo?
“Purtroppo anche il Milan si ha con quello che si ha, non si ci sono più presidenti stramiliardari, il diavolo sta facendo quello che può io spero però che possa tornare ai risultati di un tempo”.
Cosa ne pensa di Allegri al Napoli?
“Quando si sta a Napoli diventa difficile perché sono piazze non con l’obbligo di vincere ma di competere, lo è per Spalletti alla Juventus per Amorim al Milan”.
Come sta vedendo questa Roma?
“Molto bene, perché Gasperini ha fatto un grande lavoro e ti spinge sempre a prendere giocatori forti e più ne hai più possibilità di vincere puoi avere”.
Come è stato vincere lo scudetto con il Milan ma l’anno dopo siete retrocessi in B?
“Noi abbiamo vinto il campionato pero poi siamo retrocessi per cose non inerenti al campo il primo anno il secondo per cose di campo, poi però il Milan è stato bravo a risalire e vincere tutto”
Gli è rimasto l’amaro in bocca che 3/4 anni dopo di lei il Milan ha vinto molto?
“Si è vinto con il gruppo che si era, siamo scesi con lo stesso gruppo. Si vince tutti insieme e si perde tutti insieme non c’è niente da fare”.
Dopo il Milan ha mai avuto un offerta da un top campionato o big club o ha preferito lei andare a Cesena?
“No sono andato io, il Milan aveva offerto altre cose che non mi andavano. Il Cesena era in Serie A città seria e anche società importante. Dopo l’esperienza in bianconero sono andato a Roma e Napoli”.
Che aneddoti ha di Maradona?
“Ricordo di una grande squadra e di un campione come Maradona. Quando passano tanti anni e viene sempre ricordato significa che ha lasciato un segno indelebile nel calcio. Faceva il suo riscaldamento palleggiando con dei limoni destro e sinistro quando si spaccava lo buttava nel cestino 2 scatti ed era pronto in campo. Raccontarlo è qualcosa di impossibile”.
Cosa si ricorda di Franco Baresi?
“Quando è venuto con noi Franco aveva 17 anni c’era gente come Rivera e Albertosi, già era taciturno ora pensi adesso. Si allenava e aveva la prospettiva da campione un ragazzo da prendere da modello si dialogava poco con lui ma quel poco era tanto”
