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“Acmilan, Jashari: ‘Crediamo nel progetto o è finita!'”

“Acmilan, Jashari: ‘Crediamo nel progetto o è finita!'”

Il 2-0 incassato a San Siro, nell’esordio di Europa League del Milan di Rúben Amorim contro il Benfica , ha evidenziato alcune delle difficoltà già emerse nelle prime uscite stagionali: possesso palla poco incisivo, prevedibilità negli ultimi metri e una squadra che, nei momenti decisivi, ha concesso troppo agli avversari. Il Benfica ne ha approfittato con Lukebakio e Kaminski, portando a casa una vittoria costruita anche sulle disattenzioni rossonere.

Dichiarazioni di Jashari e l’importanza dell’approccio in campo

A fine partita, davanti ai microfoni di Sky Sport, Ardon Jashari non ha cercato alibi. Il centrocampista svizzero ha scelto un’analisi diretta, mettendo al centro soprattutto ciò che il Milan deve migliorare.

Ci è mancato qualcosa sia con la palla che senza palla”, ha spiegato Jashari. Il problema, secondo il centrocampista, non riguarda soltanto la fase offensiva: quando una squadra non è al massimo della propria intensità e della propria precisione, il rischio è quello di concedere occasioni senza riuscire, contemporaneamente, a crearne abbastanza. “Non abbiamo creato opportunità per come ci alleniamo”, ha aggiunto, sottolineando la distanza tra quanto preparato quotidianamente e quanto mostrato in partita.

Jashari ha evidenziato che per raggiungere obiettivi significativi, è fondamentale non solo il talento tecnico, ma anche un atteggiamento proattivo e combattivo durante le partite. Solo così si può garantire il bene del club e dei tifosi.

Il Milan di Amorim deve “fare di più”

È probabilmente questo il concetto che attraversa tutta l’intervista di Jashari. Il Milan, per il centrocampista, non può limitarsi a prendere atto delle difficoltà: deve trasformarle rapidamente in lavoro.

“Dobbiamo fare di più”, ha ribadito, indicando nelle prossime partite l’occasione per correggere quanto non ha funzionato contro il Benfica.

Un messaggio che si lega anche alle parole pronunciate da Amorim dopo la gara. L’allenatore portoghese ha riconosciuto le difficoltà del Milan nel creare pericoli negli ultimi metri, evidenziando come il possesso palla non sia sufficiente se non viene accompagnato dalla necessaria qualità vicino all’area avversaria.

Jashari si è assunto anche una responsabilità personale sull’azione che ha portato al vantaggio del Benfica.

Depositphotos Isaksen e Jashari Lazio Milan di A morim

Sul gol subito è anche colpa mia”, ha ammesso il centrocampista, spiegando di aver dovuto essere più vicino per aiutare il compagno nella situazione che ha preceduto la rete di Lukebakio.

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Fonte: account X di Di Marzio

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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