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Milan-Benfica 0-2: Lukebakio e Kaminski gelano San Siro

Milan-Benfica 0-2: Lukebakio e Kaminski gelano San Siro

Il Benfica espugna San Siro con le reti di Dodi Lukebakio al 16’ e Jakub Kaminski al 53’. Il Milan reagisce soltanto nella ripresa, ma paga un avvio senza ritmo, le incertezze difensive e la maggiore lucidità della squadra di Marco Silva.

Comincia con una sconfitta il cammino del Milan in Europa League. A San Siro passa il Benfica, che si impone 2-0 grazie a Dodi Lukebakio e Jakub Kaminski, decisivo con un gol e un assist.

La squadra di Marco Silva costruisce la vittoria attraverso un primo tempo ordinato e aggressivo. I portoghesi pressano la costruzione rossonera, proteggono il centro del campo e sfruttano gli spazi concessi da un Milan lento nella circolazione e vulnerabile dopo la perdita del pallone.

Rúben Amorim prova a cambiare l’inerzia della partita con due sostituzioni all’intervallo e altri tre ingressi nella ripresa. Il Milan alza il baricentro e crea le occasioni migliori con Christian Pulisic, ma non trova il gol capace di riaprire l’incontro.

Il Benfica conquista così i primi tre punti della fase campionato, mentre il Milan resta fermo a zero e incassa la prima sconfitta della gestione Amorim. Per il club portoghese è anche il primo successo contro i rossoneri nelle competizioni UEFA.

Lukebakio colpisce, il Milan non trova ritmo

Amorim schiera il Milan con il 3-4-2-1: Maignan in porta, Terracciano, De Winter e Pavlović in difesa, Chukwueze e Bartesaghi sulle corsie. Hutchinson e Cissé giocano alle spalle di Gonçalo Ramos.

Il Benfica risponde con un 4-2-3-1 compatto. Palhinha e Aursnes proteggono la difesa, mentre Lukebakio, Sudakov e Kaminski si muovono alle spalle di Jhon Durán.

Le difficoltà rossonere emergono fin dai primi minuti. Al 4’ Durán trova la conclusione dopo una combinazione tra Kaminski e Aursnes, ma De Winter riesce a respingere. Il Benfica pressa alto e verticalizza rapidamente ogni volta che recupera il pallone.

All’11’ Pavlović viene ammonito per fermare una ripartenza di Kaminski. Quattro minuti dopo Maignan respinge una prima conclusione di Lukebakio, ma al 16’ non può nulla sul sinistro dell’esterno belga.

Kaminski riceve sulla sinistra e cambia gioco verso il compagno. Lukebakio rientra sul piede preferito e indirizza il pallone nell’angolo lontano: 0-1, con assist del giocatore polacco.

Il Milan prova a reagire attraverso il possesso, ma muove il pallone senza velocità e fatica a superare il centrocampo avversario. Gonçalo Ramos rimane isolato, mentre Hutchinson e Cissé non riescono a ricevere tra le linee con continuità.

Al 24’ un errore di Jashari favorisce Sudakov, che centra il palo con una conclusione dal limite. Il Benfica sfiora così il raddoppio e conferma la propria superiorità nella gestione delle transizioni.

El Karouani viene ammonito al 27’ per un intervento su Chukwueze, mentre Durán riceve il cartellino giallo al 38’ per un contatto con De Winter. Il Milan produce soltanto un cross di Bartesaghi sul quale Ramos arriva in ritardo e una conclusione alta di Jashari.

Il primo tempo termina 0-1, accompagnato dai fischi di San Siro.

Amorim cambia il Milan, Kaminski firma lo 0-2

Amorim interviene già all’intervallo. Entrano Christian Pulisic e Mario Gila al posto di Omari Hutchinson e Filippo Terracciano.

Il Milan riparte con un atteggiamento più aggressivo e comincia a occupare stabilmente la metà campo portoghese. Al 47’ una combinazione tra Chukwueze e Bartesaghi viene neutralizzata da Trubin. Tre minuti dopo De Winter spreca una buona opportunità sugli sviluppi di una conclusione di Cissé respinta dalla difesa.

Nel momento migliore dei rossoneri, però, il Benfica trova il raddoppio.

Al 53’ Kaminski cerca in profondità Durán, partito in posizione irregolare. L’attaccante non interviene sul pallone e l’azione prosegue: Souffian El Karouani raggiunge il fondo e rimette al centro per lo stesso Kaminski, che accompagna la manovra e conclude sotto la traversa. È il gol dello 0-2.

L’azione fotografa le difficoltà difensive del Milan: la linea si ferma aspettando una segnalazione che non arriva e lascia El Karouani libero di completare l’iniziativa. La gara si chiude senza rigori, espulsioni o interventi decisivi del VAR.

Pulisic accende il Milan, Trubin difende il vantaggio

Al 57’ Amorim effettua altre due sostituzioni: Diego Moreira e Alexis Saelemaekers rilevano Cissé e Bartesaghi. Il Milan aumenta l’ampiezza e prova ad accelerare sulle corsie.

Due minuti dopo Moreira mette al centro un pallone interessante, ma Chukwueze colpisce male e Musah non riesce a correggere la conclusione. Al 62’ Pulisic impegna Trubin sul primo palo, trovando la risposta del portiere ucraino.

L’ingresso di Saelemaekers migliora la qualità delle combinazioni, mentre Pulisic diventa il principale riferimento offensivo. La pressione rossonera resta tuttavia poco ordinata e Gonçalo Ramos continua a ricevere pochi palloni giocabili dentro l’area.

Al 73’ entra anche Adrien Rabiot al posto di Jashari. Il francese accompagna maggiormente la manovra e al 79’ vede una propria conclusione respinta da Tomás Araújo.

L’occasione più importante arriva all’81’. Saelemaekers crea lo spazio per Pulisic, che calcia rasoterra trovando ancora la pronta risposta di Trubin. È la parata che spegne le ultime speranze di rimonta.

Nel finale il Benfica compatta le linee, riduce gli spazi e gestisce il doppio vantaggio senza concedere altre occasioni significative. San Siro accompagna il fischio conclusivo con nuovi fischi per la squadra di Amorim.

La chiave di Milan Benfica 0-2: i portoghesi costruiscono una diga in mezzo al campo e sfruttanno meglio gli spazi

La differenza non sta nella quantità del possesso, ma nel modo in cui le due squadre utilizzano il pallone. Il Milan costruisce lentamente e raramente riesce a modificare la disposizione difensiva avversaria. Il Benfica, invece, verticalizza con rapidità e attacca gli spazi lasciati liberi dal sistema rossonero.

Palhinha e Aursnes proteggono il centro e indirizzano lo sviluppo del Milan verso le fasce. Lukebakio e Kaminski restano pronti a ripartire alle spalle degli esterni: il primo gol nasce da un cambio di gioco verso il belga, mentre il secondo premia l’inserimento del polacco dopo l’affondo di El Karouani.

Il Milan migliora nella ripresa grazie alla qualità di Pulisic e alla maggiore ampiezza garantita da Moreira e Saelemaekers. La reazione arriva però quando il Benfica può ormai abbassarsi, difendere la propria area e scegliere con maggiore attenzione i momenti nei quali ripartire.

Il dato dei calci d’angolo, 7-1 per il Milan, racconta una pressione territoriale che non si traduce in reale pericolosità. I rossoneri arrivano più volte negli ultimi metri, ma mancano precisione nell’ultimo passaggio, presenza dentro l’area e concretezza nelle conclusioni.

Kaminski è l’MVP, Pulisic il migliore del Milan

Il migliore in campo è Jakub Kaminski, voto 8. Serve l’assist per il vantaggio di Lukebakio e firma personalmente lo 0-2, partecipando con continuità alle transizioni offensive del Benfica.

Tra i portoghesi convincono anche Lukebakio, autore di un gol di grande qualità, El Karouani, decisivo con l’assist del raddoppio, e Trubin, determinante sulle conclusioni di Pulisic. Positiva anche la prova di Aursnes e Palhinha, fondamentali nella protezione delle vie centrali.

Nel Milan il migliore è Pulisic. Il suo ingresso porta ritmo, qualità e pericolosità, anche se Trubin gli nega il gol. Saelemaekers offre buone combinazioni sulla fascia, mentre Maignan non ha responsabilità evidenti sulle due reti.

Tra i giocatori maggiormente in difficoltà nelle fila rossonere ci sono: Jashari, impreciso nella prima costruzione, Filippo Terracciano, sostituito all’intervallo, e Gonçalo Ramos, isolato e poco coinvolto. Anche Pavlović soffre quando viene costretto a difendere in campo aperto.

Voto Milan: 4,5. Primo tempo insufficiente e reazione tardiva, priva della concretezza necessaria per riaprire la partita.

Voto Benfica: 7,5. Prestazione organizzata, lucida e cinica, completata da una gestione efficace del doppio vantaggio.

Dichiarazioni Amorim dopo Milan-Benfica: “Cercheremo situazioni per cambiare”

Nel dopopartita Amorim ha spiegato ai microfoni di SKY che alcune scelte iniziali erano legate alle condizioni dei giocatori. Rabiot e Pulisic non erano considerati pronti per partire titolari, mentre Moreira aveva avuto pochi giorni di lavoro a causa di una questione personale.

Il tecnico portoghese ha comunque riconosciuto la necessità di trovare rapidamente soluzioni differenti:

“Abbiamo perso oggi, ma cercheremo situazioni per cambiare.”

Amorim ha sottolineato come la costruzione di un’identità di gioco debba essere accompagnata dai risultati. Il possesso non può bastare quando la squadra crea poco, attacca lentamente e concede agli avversari la possibilità di ripartire. Le dichiarazioni sono state rilasciate a Sky Sport.

Anche Saelemaekers ha indicato nella mancanza di mentalità e aggressività uno dei problemi principali della serata. Una lettura coerente con un primo tempo nel quale il Benfica ha prevalso soprattutto per intensità e velocità nelle decisioni.

Marco Silva celebra il successo storico del Benfica

Nelle dichiarazioni Marco Silva ha evidenziato il valore storico della vittoria conquistata a San Siro:

“O Benfica nunca tinha ganho a esta equipa.”

Il Benfica non aveva mai battuto il Milan. Le parole del tecnico raccontano il peso di una serata nella quale la squadra portoghese ha saputo unire organizzazione, personalità e concretezza. Le dichiarazioni sono state riportate da Sport TV Portugal.

La formazione di Silva non ha vinto soltanto sfruttando gli errori rossoneri. Ha scelto con efficacia le zone nelle quali portare pressione, ha protetto il centro del campo e ha valorizzato la velocità dei propri esterni.

Anche nel momento di maggiore spinta del Milan, il Benfica non ha perso compattezza. La linea difensiva ha retto, il centrocampo ha continuato a schermare l’area e Trubin ha risposto presente quando Pulisic è riuscito a trovare lo spazio per concludere.

Risultato Milan Benfica 0 – 2: passo falso dei rossoneri, il Benfica manda un segnale forte all’Europa

Il 2-0 di San Siro racconta soprattutto una differenza di organizzazione e concretezza. Il Milan ha avuto bisogno delle sostituzioni per aumentare il ritmo, ma non è riuscito a trasformare la pressione della ripresa in gol. Il Benfica ha invece sfruttato due situazioni precise e ha protetto il risultato con maturità.

Per Amorim la sconfitta rappresenta un primo campanello d’allarme. Il Milan deve ancora trovare automatismi nella costruzione, maggiore protezione nelle transizioni e un collegamento più efficace tra centrocampo e attacco. Anche la rotazione iniziale ha prodotto una squadra priva di riferimenti e poco incisiva negli ultimi metri.

Marco Silva lascia Milano con tre punti e diverse conferme. Il Benfica a Sansiro ha schierato esterni capaci di decidere la partita,  un centrocampo solido e  una struttura difensiva in grado di resistere anche nei momenti di maggiore pressione.

Il Milan dovrà reagire già dalla prossima giornata europea per evitare che la partenza negativa complichi il cammino nella fase campionato. Il Benfica può invece considerare la vittoria di San Siro non soltanto un risultato storico, ma anche una base credibile sulla quale costruire il proprio percorso in Europa League.

Amorim ha inserito Pulisic e Mario Gila al 46’, Moreira e Saelemaekers al 57’ e Rabiot al 73’
questi cambi hanno portato alla reazione mostrata nella ripresa. La sconfitta però impone ad Amorim una riflessione sulle scelte iniziali, sull’approccio e sulla fragilità e la sterilità nelle transizioni offensive. L’Europa League è appena cominciata, ma San Siro ha già lanciato un avvertimento: per evitare che la  falsa partenza diventi un problema, i rossoneri dovranno ritrovare in fretta intensità, equilibrio e concretezza.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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