ULTIM'ORA

Como, Fabregas: “Non sono uno che prepara discorsi”

Como, Fabregas: “Non sono uno che prepara discorsi”

Il tecnico del Como Cesc Fabregas ha parlato oggi in conferenza stampa alla vigilia del match d’esordio in Champions League contro il Lipsia.

Il tecnico del Como Cesc Fabregas ha parlato oggi in conferenza stampa alla vigilia del match d’esordio in Champions League contro il Lipsia. Di seguito le sue parole in conferenza stampa.

Como, Fabregas conferenza stampa
L’ESULTANZA URLO DI CESC FABREGAS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Como, Fabregas: “Per me non conta l’esperienza. Ieri giocatori da cento partite in Champions hanno sbagliato e hanno preso gol”

Il tecnico del Como Cesc Fabregas ha parlato oggi in conferenza stampa alla vigilia del match d’esordio in Champions League contro il Lipsia. Di seguito le sue parole in conferenza stampa.

“Io capisco che domani il tema sarà ‘prima partita in Champions della storia del Como, ma per me sarà solo una partita in più da vincere”.

“Non sono uno che prepara discorsi, a me viene tutto da dentro, se ti prepari le cose le puoi anche sbagliare. Meglio dire poche cose che ti vengono da dentro piuttosto che tante e sbagliare”

“Prima di tutto vorrei mandare un messaggio di forza alla nostra calciatrice Roberta Picchi. Siamo una famiglia, le diamo un grande abbraccio. Siamo con lei”.

“Per me non conta l’esperienza. Ieri giocatori da cento partite in Champions hanno sbagliato e hanno preso gol. Per me la scelta più giusta saranno i giocatori che possono avvicinare di più la squadra alla vittoria. Siamo arrivati anche a un livello per cui fino a due minuti prima dell’ultima riunione devo ancora fare delle scelte. Non abbiamo più solo 13 o 14 titolari, adesso nessuno può sapere se domani giocherà o no, perché tutti stanno facendo molto bene e tutti possono dare una mano alla squadra”.

“In Europa per espriremere il nostro miglior calcio? Non lo so, è la prima partita di Champions. Possiamo avere un’idea di quel che sarà, ieri ho visto 3-4 partite e posso farmi un’idea di quel che potrà succedere. Noi abbiamo un’idea di calcio, non possiamo andare troppo lontano a seconda della competizione.

“Noi pensiamo a noi, poi studiamo e prepariamo ogni gara i dettagli. Ma la cosa più importante è che, succeda quel che succeda, il giocatore possa trasmettere il nostro calcio. E questo vuol dire capire, intendere il calcio. Ogni partita va giocata con la nostra identità”.

IL DEBUTTO –  “Il Lipsia è un grande club, l’hanno dimostrato negli anni, creando una cultura iniziando da zero 20 anni fa. Si possono prendere tantissime idee e hanno fatto bene. Conosco Martin Demichelis e diverse persone del club, sono grandi persone e grandi professionisti. Non sono sorpreso di ciò che hanno costruito. Sarà una gara molto difficile domani.

“Se possiamo imparare qualosa? Assolutamente. Per esempio la continuità negli anni, come dicevo prima. Ogni anno è differente, magari giochi meglio o peggio, ma quello che mi piace di più di questo club è l’identità. Prendono sempre dei manager con un’idea. Sotto questo aspetto il Lipsia è al 100% un esempio”.

“Spero di no, spero che sia una partita in cui i ragazzi scendano in campo pensando di poterla vincere, come abbiamo fatto da quando sono arrivato in Serie B. La nostra responsabilità è andare ogni partita a fare il meglio, che è vincere. Deve essere la nostra mentalità. Spero che la squadra pensi che sia una partita di calcio come le altre e che le emozioni riguardino solo oggi. L’obiettivo è pensare a oggi, non al domani. La Serie A ti dà di più in una stagione, ma domani arriva qua il Lipsia che è molto forte ed è abituato a questi contesti”.

“La mia esperienza da giocatore in Champions ti fa vedere che la vita passa molto veloce. Non ricordo nemmeno l’ultima partita giocata, sembra siano passati 50 anni. In Europa c’è tanta qualità, se sbagli qualcosa ti possono ammazzare. Dobbiamo essere bravi a capire tutti i momenti della partita. Dobbiamo avere la voglia di migliorare, per provare a portare a casa la partita”.

LE SCELTE –  “Ho detto che abitualmente ci sono partite che mancano due minuti per andare in campo e devo ancora decidere. Ma per domani è tutto chiaro. Kean o Douvikas? Ho scelto. Per come la vedo io, tutti meritiamo e tutti dobbiamo meritarcela ogni giorno. Quello che hanno fatto i ragazzi l’anno scorso è storia, saranno leggende per sempre. Però sono già passati 3-4 mesi, ci sono altre opportunità e altri giocatori.

“Se rimaniamo sempre al passato ci fermiamo. E noi vogliamo crescere, migliorarci e fare sempre passi in avanti. Ci saranno tanti giocatori dell’anno scorso in campo domani, altri no. Ma è importante è che chi entra in campo dia suo contributo. Ogni partita chi merita di giocare è perché in quel momento è più forte di qualcun altro”.

“Ricordo che è l’unico trofeo, la Champions, che non ho mai vinto. Ieri potevano vincere il Real 7-5 o l’Inter 4-6. La differenza la fanno i dettagli. Non ho detto niente alla società, ci sono uomini competenti. Abbiamo un grande staff. La cosa più importante è l’energia, quanto la gente sia coinvolta nel progetto, la fame, la voglia di migliorare.

“E’ quello che ti fa vincere le partite. Se poi il Lipsia sarà più bravo e vincerà, ripartiremo con ancora più fame. Ma per me siamo pronti: domani il campo parlerà, poi prepareremo Parma e Frosinone”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

44 articoli