Cristiano Tassinari analizza la Juventus dopo il successo di Lecce: la conferma delle due punte, il peso degli infortuni e una fiducia che dovrà trovare risposte già contro il Genoa.
La Juventus ritrova i tre punti e Cristiano Tassinari accoglie il successo di Lecce come un primo segnale di reazione, senza attribuirgli il significato di una svolta già compiuta. Nella nostra intervista, il suo ragionamento attraversa le scelte di Luciano Spalletti, l’emergenza infortuni e le prospettive immediate dei bianconeri, fino a una riflessione sulla condizione dei tifosi: tornare a sorridere è possibile, mentre tornare a fidarsi richiede qualcosa in più.
«Finalmente i tre punti e finalmente torniamo a sorridere. Non mi sorprende particolarmente questa vittoria a Lecce, messa in saccoccia abbastanza velocemente nel corso del primo tempo», osserva Tassinari. Il risultato rientrava nelle sue aspettative, come risposta almeno parziale alle difficoltà precedenti, ma il giudizio resta accompagnato da una cautela precisa: «Una rondine non fa primavera, anche se siamo quasi in inverno».
Chi è Cristiano Tassinari
Giornalista e opinionista di Top Planet, Cristiano Tassinari è un volto noto della televisione sportiva, con esperienze come conduttore presso diverse emittenti locali, regionali e nazionali.
Juventus, Tassinari conferma la strada delle due punte
Il segnale più convincente, nella sua lettura, riguarda l’assetto tattico. Al netto degli indisponibili, Tassinari considera lo schieramento utilizzato a Lecce una base da conservare nelle prossime partite, evitando che il recupero dei singoli determini automaticamente un nuovo cambiamento.
«Credo che il modulo che abbiamo visto a Lecce sia assolutamente quello giusto», spiega. La preferenza riguarda la difesa a tre e, soprattutto, la presenza contemporanea di due riferimenti offensivi: «Gli interpreti possono chiaramente cambiare, anche quando rientrerà Yildiz, ma indispensabile è il ruolo delle due punte».
Il giudizio su Kolo Muani distingue la finalizzazione dall’utilità complessiva. L’attaccante, secondo Tassinari, ha deluso in alcune opportunità sotto porta, ma il suo contributo va letto anche attraverso le difficoltà create alla difesa avversaria insieme a Woltemade. La coppia conserva dunque un valore che non coincide esclusivamente con il numero dei gol segnati.
All’interno di questo equilibrio, tuttavia, le gerarchie potrebbero evolversi: «Credo che Woltemade stia scalando le gerarchie, superando Kolo Muani in caso di utilizzo di una punta sola». La conferma del tandem rappresenta la prima scelta; qualora Spalletti decidesse diversamente, il tedesco sarebbe invece il riferimento preferito da Tassinari.

Infortuni, meno alternative e una domanda sulle cause
L’emergenza riduce le possibilità di intervento dell’allenatore e aumenta il peso delle assenze su chi continua a giocare. «Gli infortuni pesano molto, ovviamente, perché hai molta meno scelta», sottolinea Tassinari, che considera la rosa già poco ampia.
La sua osservazione, però, non si ferma alle conseguenze: «Io mi domanderei come mai tutti questi infortuni». È un interrogativo, non l’indicazione di una responsabilità accertata, ma segnala l’esigenza di comprendere perché la squadra debba affrontare un numero così elevato di indisponibilità.
Sul piano difensivo, il punto fermo resta Bremer: «L’importante è che non si faccia male lui». Tassinari riconosce solidità al reparto completato da Lucumí e Gatti, mentre giudica particolarmente positiva la soluzione Kalulu sulla fascia destra. Il suo apprezzamento è meno netto per Cambiaso a sinistra; quanto a Çelik, ne sottolinea l’importanza e considera Kalulu una risposta efficace alla sua assenza.
Spalletti e la prova del Genoa
La promozione del modulo non cancella le riserve sull’allenatore. Tassinari ricorda di averne auspicato l’esonero, pur ritenendolo improbabile per quello che definisce «l’immobilismo di Elkann e della società». Il successo di Lecce non comporta quindi una revisione integrale del giudizio: Spalletti rimane un tecnico «con i suoi alti e i suoi bassi, i suoi pregi e i suoi difetti».
Contro il Genoa, però, la sua indicazione è chiara: «Darei assolutamente fiducia agli stessi». Si aspetta la conferma dell’impianto e un’altra vittoria, capace di alimentare quella fiducia che il primo risultato positivo ha soltanto riaperto.
È qui che il discorso torna ai tifosi. «Siamo sempre un po’ in mezzo al guado», conclude Tassinari. «La tragedia del tifoso juventino attuale è vivere un po’ alla giornata e godere della vittoria estemporanea, perché non si sa quello che accadrà nella partita dopo». La continuità dovrà ridurre proprio questa incertezza, trasformando il sollievo di una sera in una prospettiva più credibile.
Fonti: intervista originale raccolta dall’autore; tabellino ufficiale Lecce-Juventus.