Il Ministro per lo Sport fa il punto sul possibile commissariamento della Federcalcio, rassicura sul futuro di Mancini e commenta le tensioni ai vertici del Comitato Olimpico.
A margine della presentazione di Sky Up The Edit, il Ministro per lo Sport e per i Giovani, Andrea Abodi, è intervenuto con fermezza sulle ultime questioni calde che stanno agitando il calcio e lo sport italiano, a partire dalle voci su un potenziale commissariamento della FIGC.
“Nessun complotto politico: la FIGC deve ritrovare serenità”
L’ipotesi di un commissariamento della Federcalcio rischia di riportare indietro le lancette dell’orologio del nostro pallone. Abodi, tuttavia, sgombra subito il campo da illazioni e strumentalizzazioni:
“Negli ultimi vent’anni il sistema calcistico non ha sempre utilizzato lo stesso metro di giudizio per tutti. Ma chiarisco subito: non è una questione personale né tantomeno politica. Chi prova a metterla su questo piano vuole soltanto creare confusione, e non ne abbiamo certo bisogno”.
Per il Ministro, le priorità sono ben chiare e la strada da seguire parte dalle attività agonistiche:
“La prima vera ripartenza deve avvenire sul campo. Dobbiamo garantire serenità al progetto sportivo senza creare intralci. Spetterà alla Giunta e al Consiglio Nazionale valutare i pareri e le garanzie sul tavolo. Chi ha la responsabilità di vigilare sul CONI ha il dovere di non interferire per lasciar lavorare tutti al meglio”.
Panchina azzurra e spaccature al CONI: il punto su Mancini e Malagò
Sollecitato sul futuro della Nazionale e su un eventuale legame tra il mandato di Roberto Mancini e gli equilibri legati alla presidenza di Giovanni Malagò, Abodi predica la calma:
“Mancini deve continuare a lavorare in totale serenità. Il suo operato non è mai stato messo in discussione. Ho apprezzato la scelta fatta da Malagò e credo che il CT possa dare quell’impulso in più decisivo per ripartire col piede giusto. Associare le due vicende crea solo inutile caos nell’opinione pubblica. La squadra e lo staff stanno lavorando protetti da condizionamenti esterni”.
Non è mancata infine una battuta sui recenti screzi all’interno del CONI, emersi con i voti contrari dei vicepresidenti Bianchedi e Di Paola rispetto al presidente Buonfiglio durante il commissariamento FIPE:
“Il confronto democratico e la pluralità di idee sono sani, mi preoccupa molto di più il pensiero unico. Tuttavia, fa riflettere quando figure di alto livello, individuate su base fiduciaria, si trovino costantemente in contrapposizione. Sono dinamiche interne al CONI, ma solitamente equilibri di questo tipo non durano a lungo: esprimere un’opinione è un diritto, ma quando la contrarietà diventa sistematica occorre fare una scelta”.