ULTIM'ORA

Lazio, sei gol e un record mai visto in serie A: il segreto di Gattuso

Lazio, sei gol e un record mai visto in serie A: il segreto di Gattuso

La Lazio travolge il Sassuolo per 6-2 e riscrive la storia della Serie A: dodici marcatori diversi nelle prime nove giornate, un primato mai raggiunto prima.

Sei gol segnati, due rigori sbagliati e un record che racconta molto più del risultato. La Lazio di Gennaro Gattuso continua a sorprendere e, dopo il successo per 6-2 contro il Sassuolo, aggiunge un nuovo capitolo a un avvio di stagione straordinario.

A Reggio Emilia, martedì 27 ottobre, i biancocelesti hanno trovato la via della rete con cinque giocatori differenti: Kenneth Taylor, Gustav Isaksen, Romano Floriani Mussolini, Mattia Zaccagni e Tijjani Noslin, autore di una doppietta.

Ma il dato più sorprendente non riguarda soltanto i protagonisti della goleada. Con la prima rete in Serie A di Floriani Mussolini, la Lazio è arrivata a dodici marcatori diversi in appena nove giornate. Un primato assoluto nella storia del campionato.

Lazio, il record dei dodici marcatori: quando segnano tutti

C’è una caratteristica che distingue la squadra di Gattuso: il gol non dipende da un solo attaccante. I biancocelesti riescono a trovare soluzioni offensive in ogni reparto, alternando inserimenti dei centrocampisti, iniziative degli esterni e conclusioni degli attaccanti. Il dodicesimo nome aggiunto alla lista è stato quello di Romano Floriani Mussolini, protagonista del momentaneo 3-1 contro il Sassuolo. Per il classe 2003 si è trattato del primo gol nella massima serie. Un dato che restituisce l’immagine di una squadra costruita sul gioco collettivo. Quando non segna un attaccante, può farlo un centrocampista. Quando non basta il centrocampo, arrivano le reti degli esterni o dei difensori. La forza della Lazio, almeno in questo avvio di campionato, sembra essere proprio la capacità di distribuire le responsabilità.

Lazio record
Romano Floriani Mussolini punta il dito ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Sassuolo-Lazio, sei gol e due rigori sbagliati: una partita fuori dal comune

Il risultato finale racconta soltanto una parte di quanto accaduto al Mapei Stadium. La Lazio ha segnato tre reti nei primi sedici minuti, con Taylor, Isaksen e Floriani Mussolini. Il Sassuolo aveva trovato il momentaneo pareggio con Thorstvedt al 7′, prima dell’espulsione dello stesso centrocampista al 31′. Nonostante l’inferiorità numerica, i neroverdi hanno accorciato le distanze con Sebastiano Esposito al 43′. Prima dell’intervallo, però, Zaccagni ha firmato il 4-2.

Nella ripresa Noslin ha realizzato una doppietta, chiudendo definitivamente la partita. A rendere ancora più insolita la serata sono stati i due calci di rigore neutralizzati dal portiere neroverde Stefano Turati, prima a Zaccagni e poi a Davide Frattesi.

Otto gol complessivi, sei dei quali biancocelesti, e due rigori parati: numeri che rendono la partita una delle più spettacolari di questo inizio di stagione.

Lazio da record, meglio anche delle squadre degli scudetti

La goleada ha consegnato alla Lazio anche un altro primato societario: 25 punti nelle prime nove giornate, frutto di otto vittorie e un pareggio. Mai i biancocelesti erano partiti così forte in campionato, nemmeno nelle stagioni concluse con la conquista dello scudetto.

La squadra guidata da Sven-Göran Eriksson nel 1999/2000, ad esempio, aveva raccolto 21 punti dopo nove partite, mentre quella di Tommaso Maestrelli del 1973/74 aveva ottenuto cinque vittorie, tre pareggi e una sconfitta.

C’è poi un precedente curioso: l’ultima volta che la Lazio aveva segnato sei gol in trasferta in Serie A era stata contro il Pescara, nella stagione 2016/17. Anche allora il risultato finale fu 6-2. Gattuso ha quindi riportato i biancocelesti su numeri che appartengono alle pagine più importanti della storia del club.

La Lazio di Gattuso è una squadra senza un solo protagonista

Dopo nove giornate, la Lazio conta 22 gol realizzati e appena sette subiti. Un equilibrio che accompagna la quinta vittoria consecutiva e il primato in classifica, in attesa delle altre partite del turno. Ma oltre ai punti e alle reti segnate, emerge soprattutto un elemento: la capacità di coinvolgere tutta la squadra. Dodici marcatori differenti significano, infatti, altrettanti giocatori capaci di lasciare il segno sotto porta, senza che il peso dell’attacco ricada sempre sulle stesse spalle.

Il campionato è ancora lungo e i record non garantiscono trofei. Ma una certezza, dopo la serata di Sassuolo, sembra esserci: questa Lazio ha trovato dodici modi diversi per segnare. E forse è proprio questa la sua arma più difficile da fermare.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

101 articoli