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Crisi Fiorentina: non solo la difesa, anche l’attacco piange

Crisi Fiorentina: non solo la difesa, anche l’attacco piange

Fiorentina, Pellegrino titolare per necessità e un attacco per ora inadeguato: i viola sprofondano e la sterilità in zona gol allarma tutti.

La crisi della Fiorentina, penultima in classifica in Serie A, non accenna a fermarsi e apre a un duplice campanello d’allarme: ai cronici e gravissimi problemi del reparto arretrato si somma, in modo altrettanto preoccupante, il totale blackout della fase offensiva.

Analizzando le scelte di Paolo Vanoli, emerge chiaramente come la maglia da titolare di Mateo Pellegrino sia figlia della necessità più che dei meriti sul campo. Su sette gare a disposizione, l’argentino è partito dall’inizio cinque volte – complice anche la scarsa forma di Beto – ma senza riuscire a incidere con gol o assist.

Settembre aveva fatto ben sperare con le reti in campionato contro Torino e Venezia e in Coppa Italia contro il Pisa, ma l’ex Parma si è piantato lì, come la sua corsa in alcune gare recenti.

Una scelta di continuità inevitabile, ma che evidenzia il vuoto tecnico sotto porta.

Fiorentina, delusione Pellegrino-Neto

Norberto beto

Né Pellegrino né Beto, infatti, stanno offrendo risposte all’altezza delle aspettative estive di Paratici, che aveva promesso profili pari o superiori a Moise Kean. L’ex Udinese continua a deludere senza giustificazioni atletiche valide, mentre la squadra naviga nei bassifondi della classifica.

La sfida contro il Sassuolo rappresenta ora un banco di prova fondamentale: servirà un cambio di rotta radicale e un impianto di gioco capace di supportare un attacco sterile, perché i soli correttivi difensivi non possono più bastare per raddrizzare una stagione compromessa.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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