Il Napoli si prepara per la super-sfida di domani sera in casa della Juventus. Ecco le parole in conferenza stampa di Massimiliano Allegri alla vigilia del match.
Il Napoli é in cerca di conferme dopo la vittoria convincente in casa del Monza mercoledì sera. Domani sera De Bruyne e compagni fanno visita a una Juventus in piena crisi, con il futuro di Spalletti che é in bilico. Una vittoria a Torino potrebbe essere un segnale importante di svolta per la stagione dei Partenopei.
Di seguito, andiamo a leggere le parole dell’allenatore del Napoli, Massimiliano Allegri, nella sala conferenze del centro tecnico di Castel Volturno. Da ricordare che il tecnico nato a Livorno non ci sarà per la partita di domani perché squalificato: al suo posto ci sarà il vice, Marco Landucci.
Napoli, le parole di Allegri in conferenza stampa prima della Juventus

C’è spazio in lei per l’emozione per Torino? Si rammarica per la squalifica?
“Inutile stare tutte le volte a ricordare… ho passato 10 anni, il 50% della mia carriera lì, tra l’altro ho mio figlio che vive a Torino. Sarà una partita bella, è uno scontro diretto tra due squadre che sono indietro in classifica”.
Quali sono i progressi visti a Monza? Al di là delle battute preso dal nervosismo, c’è una nuova filosofia di Allegri?
“Non c’è una nuova filosofia, nelle ultime 4 partite abbiamo segnato diversi gol, ma non scordiamoci che abbiamo concesso parecchio, alcune situazioni di partita vanno migliorare, in fase di possesso e non possesso. Bisogna occupare meglio tutto il campo, secondo me, la gestione della palla va fatta meglio, con maggiore lucidità nel capire quando rallentare ed accelerare, le fasi sono due, quando rallentare ed accelerare, le fasi sono due, quando hai palla e quando non ce l’hai”.
Quali sono i miglioramenti che si attende domani nell’interpretazione?
“Tutti i giorni lavoriamo per migliorare cosa fare, i ragazzi hanno vinto una bella partita a Monza, contro una squadra che ci ha creato difficoltà, sul 2-1 c’è stata una bella parata di Milinkovic-Savic, non è stata una gara semplice, ma in questo momento l’equilibrio deve regnare, inutile fare proclami, bisogna stare molto zitti e lavorare, zitti a prescindere, ma ora ancora di più perché siamo indietro in classifica. Bisogna sistemare la classifica, non sarà facile perché domani c’è uno scontro diretto contro una squadra che è allestita per lottare nelle prime 4 posizioni, sicuramente è come noi, ha gli stessi punti nostri, ma troveremo una squadra ferita, arrabbiata, servirà agonismo, tecnica, non troveremo una squadra come la stanno dipendendo”.
Come sta Rrahmani? Anche Anguissa non giocava da tanto con continuità.
“Rrahmani ha avuto un’influenza, ieri ha fatto allenamento, oggi vediamo come sta perché poi si gioca mercoledì. Se sta abbastanza bene giocherà, altrimenti giocherà uno tra Marianucci e Beukema. Anguissa anche lui… c’è un virus influenzale in giro, ogni tanto ne ammazza uno ma se sta bene gioca altrimenti gioca un altro”.
I progressi di Hojlund? S’è sbloccato.
“Aveva fatto sempre buone partite, aveva avuto anche occasioni importanti non finalizzate purtroppo in gol, l’altro giorno ha fatto un bellissimo gol ed una buona partita”.
Negli scontri diretti avete fatto a tratti ottime gare, soprattutto l’ultima con la Roma, ma manca la vittoria.
“E’ difficile dirlo, a volte si può dire che manca la fase difensiva, con la Roma sul 3-2 poi subisci il 3-3 si poteva far meglio, come a Milano, bisogna continuare a lavorare e migliorare le due fasi. La squadra ha un ottimo tasso tecnico e deve migliorare nella gestione del pallone in vantaggio”.
Tanti Juve-Napoli da allenatore bianconero, ha avvertito l’importanza di questa gara per i napoletani ed anche per dimenticare i problemi?
“Sì, l’ho avvertito, quando giro in città, capisco i tifosi. Però credo che per una società come il Napoli, da 15 anni nei primi 4, è molto riduttivo ridurre ad una partita. L’obiettivo è arrivare in fondo e stare nelle 4 e non sarà facile perché ci sono delle squadre ben attrezzate, passare il turno in Champions e restare in Coppa Italia, lì potremo dire che la stagione è buona, ma se ci accontentiamo di vincere uno scontro diretto e siamo contenti allora non si fa un passo avanti e credo che la società ed i tifosi ridursi a questo non va bene…”.
Quali sono i criteri di scelta tra De Bruyne e Gilmour?
“Abbiamo perso Lobotka che è un giocatore importante, nella sfortuna siamo stati fortunati perché in 6 settimane dovrebbe rientrare, per fortuna il piede non era poggiato altrimenti era un disastro. Poi dopo la sosta recupereremo Spinazzola, Neres, Favasuli, forse Alisson è ancora più indietro. Lì ci può giocare De Bruyne, Gilmour è un sostituto naturale, ma ci saranno partite in cui giocheremo con due mediani e quindi toglieremo chi gioca in mezzo. Vedremo, ora pensiamo a domani contro una squadra forte”.
E’ un momento particolare per la Juve, è l’insidia più grande?
“Sono d’accordo, ho sentito a livello mediatico che danno la Juve per morta, ma la Juventus difficilmente muore, è una squadra forte, un allenatore bravo, in questi momenti si compattano e perciò per noi sarà molto difficile, servirà una grande prestazione tecnica, fisica ed un pizzico di buona sorte”.
Ora anche in Italia si segna tantissimo, sono rari gli 0-0 o le vittorie con poco scarto.
“Ci sono tante componenti, ci sono più minuti di gioco effettivo, nel momento di maggior stanchezza o difendi col pallone o senza palla. L’altra cosa è che siamo all’inizio, i punti contano ma… sono curioso di vedere a marzo quando i punti servono per entrare in Champions o non retrocedere, lì anche a livello psicologico cambia, poi certo ci sarà una differenza anche nel modo di giocare e nelle caratteristiche dei giocatori, ma credo che i numeri ritroveranno il loro equilibrio”.