Davide Nicola, allenatore del Venezia, ha parlato in conferenza stampa al termine della sconfitta per 1-0 contro il Como nella 10a giornata di Serie A.
Il Como batte 1-0 il Venezia nel lunch match della 10a giornata di Serie A. I lariani hanno il pallino del gioco e creano tante occasioni, ma a recriminare sono gli ospiti, che si vedono concedere un rigore per un tocco di mano di Milla prima che il VAR richiami l’arbitro Ferrieri Caputi per revocare la decisione tra le polemiche. Dopo neanche un quarto d’ora il penalty viene invece assegnato ai padroni di casa per un fallo di Juan Jesus su Douvikas: dal dischetto Da Cunha non sbaglia e regala i 3 punti ai suoi.
Como-Venezia 1-0: Nicola analizza la gara
Al termine dell’incontro, Davide Nicola ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le parole dell’allenatore del Venezia.

Aldilà delle polemiche
“Io non mi sono messo a litigare con Fabregas. Era per un fallo che non era stato fischiato: una protesta di campo, rimane lì e lascia il tempo che trova. Posso parlare dei 16-18 giorni dove abbiamo incontrato Inter, Como e Genoa, lì abbiamo fatto molto bene nel primo tempo e con l’Inter abbiamo fatto una grande gara. Oggi c’era una differenza: se non accetti i rischi non hai ancora maturato il tuo percorso. Noi vogliamo cercare di fare due cose: essere efficaci in fase difensiva e non rinunciare a proporci. Con l’Inter la partita è stata più dinamica ed energica. Il Como però non ci ha asfaltato nella sua proposta, che è notevole. Ma nelle ultime due partite ci sono state due situazioni che ci hanno tolto un po’ di energia. L’arbitro ha fatto bene, ma per me era calcio di rigore tutta la vita. Magari poi vinci o la perdi, magari il gioco sarebbe stato più fluido. Dispiace perché bisogna tenere calmi i giocatori, pensano magari che non li tuteli. Non bisogna mai perdere di vista il nostro percorso“.
Come si riparte?
“Utilizzando il campo, soprattutto. Facendo vedere molte situazioni di gioco. L’importante è non far scivolare via il risultato. Vincere è tremendamente difficile. In ogni partita devi prendere sempre quel che ti fa crescere e ottenere il risultato poi. Noi siamo venuti qui per trarre il massimo e cercando di fare quel che serviva, per essere efficaci. Si allena con tantissima dedizione, facendo vedere situazioni di gioco. Accadrà anche domani: ci metteremo lì per capire cosa avremmo potuto fare meglio. Io sono qui da poco tempo ma sono convinto che la squadra abbia i mezzi per arrivare al suo obiettivo, sapendo che non bisogna mai perdere di vista che ognuno ha la sua squadra, il suo progetto e la sua tifoseria. Se riusciamo ad avere la possibilità di non commentare episodi, che in certi momenti sono anche eclatanti, ci guadagnano tutti“.
Obiettivo salvezza
“Io ci credo ciecamente quando accetto un incarico. C’è sempre molto da imparare, ti dà un’emozione particolare e vedi le differenze che ci sono. Noi abbiamo una società molto organizzata e competente. Abbiamo progetti futuri importanti, ma per poter riuscire a organizzarsi meglio devi cercare di raggiungere la salvezza. Come si raggiunge? Tenendo conto delle caratteristiche che hai. Accettando che ci siano delle differenze con gli altri. Devi arrivarci con le tue armi, di partita in partita. Quando sai come funziona la Serie A, riesci a fare il passo importante. Noi stiamo cercando l’identità e di fare sempre meglio, ma senza perdersi d’animo. Troppo facile vivere di picchi d’umore. Se incontro dopo il Como e l’Inter non posso. Non ho il tempo per deprimermi, ci sono altre gare per fare punti. Chi lavora per un obiettivo del genere non gode mai: spera di farlo alla fine con grandi sacrifici“.