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Fiorentina-Juventus, è anche la gara di Paratici

Fiorentina-Juventus, è anche la gara di Paratici

Fiorentina-Juventus chiude la domenica di Serie A. Il dirigente viola Fabio Paratici ritrova la Vecchia Signora da avversario.

L’undicesima giornata di Serie A si conclude con una delle grandi classiche del calcio italiano: Fiorentina-Juventus. Una partita importante per entrambe le formazioni, seppur con obiettivi differenti. I viola, reduci dal successo contro il Sassuolo, vogliono allontanarsi ulteriormente dalle zone basse della classifica per pensare ad un futuro più luminoso dopo la sosta.

 I bianconeri, invece, cercano continuità dopo la vittoria sul Napoli, con l’ambizione di avvicinarsi alla zona Champions League prima della sosta. Quella qualificazione in Coppa Campioni sfumata nella passata stagione anche a causa della sconfitta contro la Fiorentina, all’Allianz Stadium, decisa da Mandragora.

Ma la sfida del Franchi avrà anche un significato particolare per Fabio Paratici, oggi dirigente della società toscana e pronto a ritrovare la squadra con cui ha vissuto una delle esperienze più importanti della propria carriera.

Paratici ritrova la Juventus: McKennie unico superstite

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Come evidenziato da La Gazzetta dello Sport, della Juventus costruita durante la gestione di Paratici è rimasto in pratica soltanto Weston McKennie. Ci saranno anche alcuni “comprimari” del suo ciclo in bianconero: Daniele Rugani, cinque volte campione d’Italia e voluto dallo stesso dirigente a Firenze nella passata stagione, il portiere Neto tornato dopo il ko di Grabara, e Carlo Pinsoglio, ancora presente nello spogliatoio della Juventus.

Un gruppo che affonda le proprie radici nel ciclo inaugurato insieme a Beppe Marotta sotto la presidenza di Andrea Agnelli, con Pavel Nedved e Federico Cherubini nei quadri dirigenziali e Antonio Conte in panchina. Un’epoca ricca di operazioni di mercato importanti, da Pirlo a Tevez, passando per Dybala, Higuain e Cristiano Ronaldo. Alla straordinaria collezione di trofei è mancato soltanto il trionfo europeo, sfiorato nelle finali di Champions League del 2015 e del 2017 con Massimiliano Allegri.

L’impronta juventina nella Fiorentina di Paratici

Il dirigente emiliano sta portando progressivamente una parte di quella cultura anche a Firenze. Lo dimostra la scelta di Claudio Filippi come preparatore dei portieri, figura presente in tutti e nove gli scudetti del ciclo bianconero, ma anche il ricongiungimento con Nicolò Fagioli.

Nell’ultima sessione estiva è arrivato inoltre Radu Dragusin, cresciuto nel settore giovanile della Juventus Next Gen. Una sfida speciale anche per Joao Mario, passato in estate dalla Juventus alla Fiorentina con la formula del prestito e diventato sempre più importante nelle rotazioni di Vanoli.