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Frosinone, si ferma la corsa: 29 tiri, 13 corner e zero gol a Cagliari

Frosinone, si ferma la corsa: 29 tiri, 13 corner e zero gol a Cagliari

Frosinone, si interrompe la serie di quattro risultati utili consecutivi. Dopo 15 gol nelle precedenti quattro gare, la squadra di Alvini resta a secco contro il Cagliari nonostante 29 tiri.

Quindici gol segnati nelle precedenti quattro partite, ventinove tiri tentati a Cagliari e nessuna rete. È questo il paradosso del Frosinone di Massimiliano Alvini, sconfitto per 1-0 all’Unipol Domus nell’undicesima giornata di Serie A.

La formazione ciociara arrivava da quattro risultati utili consecutivi, con tre vittorie e un pareggio, che l’avevano proiettata nelle zone alte della classifica. A interrompere la serie è stato il Cagliari di Fabio Pisacane, reduce invece da quattro sconfitte di fila.

Due percorsi opposti che si sono incrociati nella stessa partita, con i rossoblù capaci di ritrovare i tre punti e il Frosinone costretto a fermarsi nonostante le numerose occasioni create.

Frosinone, finisce la serie positiva: 15 gol nelle precedenti quattro gare

Prima della trasferta in Sardegna, il Frosinone aveva costruito una delle sequenze offensive più sorprendenti delle ultime giornate. La squadra di Alvini aveva battuto il Sassuolo per 4-2, pareggiato 4-4 sul campo dell’Atalanta, travolto il Lecce per 5-1 e superato il Torino per 2-0. Quattro partite, quindici gol segnati e dieci punti conquistati sui dodici disponibili.

Una media di 3,75 reti a incontro, che aveva confermato la capacità dei ciociari di creare occasioni e rendersi pericolosi contro avversari differenti. A Cagliari, però, qualcosa è cambiato. Non tanto nella costruzione del gioco, quanto nella capacità di trasformare le opportunità in gol. E così, dopo quattro gare particolarmente produttive, il Frosinone ha chiuso la partita senza segnare.

Cagliari Frosinone
GIACOMO CALO’ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Cagliari-Frosinone, 29 tiri e 13 corner non bastano

Il risultato finale racconta soltanto una parte della partita. Il Frosinone ha infatti concluso verso la porta avversaria 29 volte, centrando lo specchio in nove occasioni. Ha inoltre conquistato tredici calci d’angolo, contro i tre del Cagliari e mantenuto il 64% del possesso palla.

Numeri che evidenziano una notevole produzione offensiva, senza però tradursi in un risultato positivo. A decidere l’incontro è stata la rete di Michel Adopo al 38′, arrivata con una conclusione dalla distanza su assist di Paul Mendy. Nella ripresa gli ospiti hanno aumentato la pressione, trovando però un ostacolo decisivo nel portiere rossoblù Elia Caprile. L’estremo difensore si è opposto più volte alle conclusioni di Calò, mentre Cichella ha colpito la traversa dopo una deviazione dello stesso portiere. Anche Bîrligea ha avuto opportunità per pareggiare, senza riuscire a trovare il gol. Un confronto che dimostra come la superiorità nel volume di gioco e nelle occasioni non garantisca necessariamente il risultato.

Frosinone, Alvini guarda alla salvezza nonostante il sesto posto

Nel dopopartita, Massimiliano Alvini non ha nascosto il rammarico per le occasioni sprecate. Il tecnico ha riconosciuto la scarsa incisività della squadra negli ultimi metri, sottolineando come il Frosinone abbia prodotto molto senza riuscire a concretizzare. Ma la sconfitta non cancella quanto costruito nelle prime undici giornate.

I ciociari hanno raccolto 20 punti, con sei vittorie, due pareggi e tre sconfitte, confermandosi una delle sorprese di questo avvio di campionato. Alvini, però, ha ribadito un concetto importante: l’obiettivo principale resta la salvezza, nonostante l’ottima posizione raggiunta in classifica.

La sconfitta contro il Cagliari interrompe quindi un periodo particolarmente positivo, ma non ridimensiona il percorso dei ciociari. Dopo undici giornate, il Frosinone resta sesto con venti punti e uno degli attacchi più produttivi del campionato. La pausa per le Nazionali offrirà ad Alvini l’occasione di lavorare sugli errori emersi in Sardegna, prima della difficile trasferta contro il Milan del 22 novembre. L’obiettivo sarà ritrovare quella concretezza che aveva permesso ai giallazzurri di segnare quindici gol in appena quattro partite.