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Napoli-Arsenal 0-1: Ødegaard decide al 75’, Gunners superiori al Maradona

Napoli-Arsenal 0-1: Ødegaard decide al 75’, Gunners superiori al Maradona

Il Napoli resiste per oltre un’ora ma cade all’esordio in Champions League contro l’Arsenal. Al Maradona decide Martin Ødegaard al 75’, su assist del neoentrato Christos Tzolis. Il risultato resta soltanto 0-1, ma i numeri raccontano una superiorità molto più marcata dei Gunners: 26 tiri contro 5 e un dato xG di 4,05 contro 0,22.

Comincia con una sconfitta il cammino europeo del Napoli di Massimiliano Allegri. L’Arsenal passa al Diego Armando Maradona per 1-0 grazie al gol di Martin Ødegaard al 75’, al termine di una partita nella quale gli azzurri riescono a rimanere aggrappati al risultato fino al finale, senza però riuscire a mettere realmente sotto pressione la squadra di Mikel Arteta.

Il punteggio può far pensare a una gara equilibrata. Lo è stata molto meno di quanto dica lo 0-1. L’Arsenal ha chiuso con 58% di possesso, 26 conclusioni, 8 nello specchio e 6 calci d’angolo, mentre il Napoli si è fermato rispettivamente a 42%, 5 tiri, 3 nello specchio e nessun corner. Ancora più netto il dato Opta degli expected goals: 0,22-4,05.

La squadra di Allegri ha soprattutto difeso, cercando di accorciare gli spazi centrali e ripartire attraverso Kevin De Bruyne, Politano e Alisson Santos. Una strategia che per lunghi tratti ha tenuto in piedi il risultato, anche grazie ad Alex Meret, ma che nel secondo tempo ha progressivamente costretto il Napoli sempre più vicino alla propria area.

Per l’Arsenal sono invece i primi tre punti nella League Phase. Per il Napoli arriva un altro risultato negativo dopo le sconfitte contro Como e Inter: la prestazione difensiva offre qualche elemento sul quale costruire, ma la produzione offensiva resta troppo bassa per competere contro una delle formazioni più complete d’Europa.

Napoli-Arsenal, Meret salva gli azzurri nel primo tempo

Allegri presenta un Napoli formalmente disposto con il 4-3-3, ma con De Bruyne molto vicino alla posizione di trequartista, Lobotka e Gilmour incaricati di proteggere il centro del campo. Arteta risponde con Raya; White, Konsa, Gabriel e Hincapié; Rice e Merino; Saka, Ødegaard ed Eze alle spalle di Gyökeres.

L’idea degli azzurri è evidente: densità centrale, distanze corte e ricerca della transizione quando l’Arsenal perde il pallone. I Gunners prendono però rapidamente il comando territoriale.

Al 12’ Saka tenta una spettacolare conclusione acrobatica, neutralizzata da Meret. Il Napoli risponde con De Bruyne e Politano, entrambi capaci di impegnare Raya dalla distanza.

L’occasione più importante arriva al 21’, quando Merino si presenta sul secondo palo dopo la sponda di Eze: il colpo di testa sembra destinato al gol, ma Meret compie una delle parate più importanti della serata.

L’Arsenal continua a produrre. Rice calcia alto, Eze cerca il palo corto e al 45’ Saka spreca un’altra enorme occasione dopo il filtrante di Ødegaard, mandando sopra la traversa in posizione regolare.

All’intervallo il punteggio resta 0-0, ma già i dati fotografano l’andamento della gara: 13 tiri dell’Arsenal contro 4 del Napoli. Le statistiche partite di Opta segnalano inoltre che le 13 conclusioni rappresentano il maggior numero mai registrato dai Gunners nel primo tempo di una trasferta di Champions dall’inizio delle rilevazioni nel 2003-04.

Al 42’ Gilmour era stato intanto ammonito per aver fermato una progressione di Eze.

Infortunio Meret: il Napoli arretra nella ripresa

Il secondo tempo comincia con un problema pesante per Allegri. Meret, già assistito al 36’ per un fastidio muscolare, non riesce a proseguire e al 46’ entra Vanja Milinkovic-Savic.

L’Arsenal riparte immediatamente all’attacco. Al 50’ Hincapié arriva praticamente davanti alla porta dopo una combinazione Ødegaard-White, ma manda alto.

Con il passare dei minuti diventa sempre più difficile per il Napoli risalire il campo. La pressione inglese impedisce a Lobotka e Gilmour di dare continuità al possesso e costringe De Bruyne a ricevere troppo lontano dall’area avversaria.

Al 57’ arriva un altro problema fisico: Alisson Santos è costretto a fermarsi. Allegri interviene un minuto dopo inserendo Favasuli e Vergara per Politano e Alisson. I due giovani portano energia e consentono per qualche minuto al Napoli di guadagnare metri.

Vergara, in particolare, prova subito ad attaccare la profondità e al 61’ mette un pallone interessante verso Højlund, anticipato dall’uscita di Raya.

È però un momento isolato. Il Napoli continua soprattutto a difendere.

Ødegaard segna Napoli-Arsenal 0-1 dopo il cambio di Arteta

La svolta arriva dalla panchina dell’Arsenal.

Tra 65’ e 66’ Arteta inserisce Bruno Guimarães e Christos Tzolis al posto di Merino ed Eze. Il tecnico spagnolo vuole aumentare ritmo, qualità tecnica e imprevedibilità negli ultimi trenta metri.

Al 73’ arrivano altri due cambi: Madueke per Saka e Havertz per Gyökeres.

Due minuti più tardi l’Arsenal passa.

È il 75’ quando una lunga azione inglese porta Tzolis a combinare con Ødegaard. Il greco appoggia al capitano, che dal limite lascia partire un sinistro violentissimo: Milinkovic-Savic riesce soltanto a sfiorare il pallone, che colpisce il palo e termina in rete. Napoli-Arsenal 0-1.

L’assist viene attribuito a Christos Tzolis, entrato da appena nove minuti. È esattamente l’impatto che Arteta cercava dalla panchina.

Il dato statistico che spiega ancora meglio il gol sempre fornito da Opta: l’azione del vantaggio è composta da 29 passaggi, la seconda sequenza più lunga mai registrata dall’Arsenal prima di un gol in Champions League.

Non è quindi soltanto una prodezza individuale. Il gol di Ødegaard rappresenta la conclusione di una lunga fase di controllo attraverso la quale l’Arsenal riesce a muovere il blocco napoletano fino a trovare finalmente lo spazio centrale.

Napoli-Arsenal, Neres e Lucca non bastano per il pareggio

Al 77’ Allegri esaurisce i cambi inserendo David Neres e Lorenzo Lucca per Lobotka e Højlund. L’obiettivo è evidente: aumentare il peso offensivo e cercare il pareggio con una squadra più verticale.

Il Napoli, però, non riesce a costruire una pressione continua.

Arteta completa la gestione inserendo Zubimendi per Ben White all’82’. Tre minuti dopo l’Arsenal sfiora il 2-0: Havertz manda Madueke davanti a Milinkovic-Savic, che salva il Napoli; sulla seconda conclusione la difesa azzurra riesce ancora a liberare.

All’86’ Lucca viene ammonito per un intervento su Konsa.

La migliore occasione potenziale del Napoli nel finale nasce all’89’: Neres trova Vergara, che serve De Bruyne all’interno dell’area. Il belga cerca il pallone al centro anziché concludere, ma non trova compagni pronti alla deviazione.

Al 90’+1 Zubimendi riceve il giallo per un fallo su Neres.

Al 90’+3 Havertz trova anche la rete del possibile 0-2 sulla respinta di Milinkovic-Savic dopo una conclusione di Tzolis, ma il gol viene annullato per fuorigioco. Non risultano rigori né interventi VAR determinanti sul risultato.

Napoli-Arsenal, statistiche e numeri della partita

Lo score finale è minimo, la differenza nella produzione offensiva no.

Il Napoli chiude con 42% di possesso, l’Arsenal con 58%. I tiri sono 5 contro 26, quelli nello specchio 3 contro 8. Gli azzurri non battono neppure un calcio d’angolo, mentre i Gunners ne conquistano 6.

Anche la qualità del possesso evidenzia una differenza: la precisione dei passaggi è indicata intorno all’86% per il Napoli e al 92% per l’Arsenal.

Il dato più significativo resta quello degli expected goals Opta: Napoli 0,22 – Arsenal 4,05. L’Arsenal crea quindi occasioni che, per qualità e quantità, avrebbero potuto produrre un margine decisamente superiore.

Opta registra inoltre 26 conclusioni dell’Arsenal, record del club in una singola gara di Champions dall’inizio della serie statistica nel 2003-04 e contemporaneamente il maggior numero di tiri mai concesso dal Napoli nella competizione.

La chiave di Napoli-Arsenal: il Napoli resiste, i Gunners attaccano

Il piano di Allegri ha funzionato soltanto per metà.

Il Napoli riesce a mantenere per molto tempo un blocco compatto, riduce gli spazi centrali e costringe l’Arsenal a ripetere più volte la costruzione dell’azione. In questo senso la prestazione difensiva è nettamente più ordinata rispetto ad altre gare dell’avvio di stagione.

Il problema è ciò che accade una volta recuperato il pallone.

Le transizioni raramente diventano occasioni vere. Højlund rimane isolato, Politano viene spesso costretto a partire troppo lontano dalla porta e De Bruyne deve coprire molti metri prima di poter incidere negli ultimi trenta.

L’Arsenal, invece, non perde pazienza. Rice e Merino danno continuità alla circolazione, Ødegaard continua a muoversi tra le linee e la squadra di Arteta ricomincia l’azione ogni volta che il Napoli chiude il primo varco.

Quando il ritmo cala, Arteta dispone inoltre di una panchina capace di cambiare completamente le caratteristiche dell’attacco. Tzolis e Bruno Guimarães sono il primo segnale, Madueke e Havertz il secondo.

È qui che si decide la partita.

Lo 0-1 viene costruito proprio attraverso uno dei giocatori appena entrati. L’Arsenal non vince grazie a un episodio casuale: l’episodio arriva dopo che la squadra inglese ha continuato a produrre gioco fino a trovare la soluzione.

Ødegaard MVP, Meret evita un passivo più pesante

Il migliore in campo è Martin Ødegaard. Non soltanto per il gol decisivo. Opta gli attribuisce sei occasioni create, più di ogni altro giocatore, oltre al maggior numero di tocchi e di passaggi capaci di rompere la linea difensiva del Napoli.

Tra gli inglesi merita una menzione anche Declan Rice, fondamentale nel controllo del centrocampo, mentre Christos Tzolis è il cambio che modifica concretamente la partita grazie all’assist del vantaggio.

Per il Napoli il migliore è Alex Meret, decisivo soprattutto nel primo tempo prima dell’infortunio. Positiva anche la prova di Rafa Marín, costretto a gestire per lunghi tratti una pressione continua, e quella di Favasuli, entrato con personalità nella ripresa. Sky Sport assegna 7 proprio a Meret, Rafa Marín e Favasuli e indica Ødegaard come MVP con 7,5.

Più complicata la serata di Politano e Alisson Santos, entrambi poco incisivi negli ultimi metri. Anche De Bruyne resta al di sotto del livello necessario per cambiare una gara di questa difficoltà, pur risultando uno dei pochi capaci di provare a dare qualità alle ripartenze.

Voto Napoli: 5,5. Organizzato e disposto al sacrificio, ma troppo passivo e quasi mai realmente pericoloso.

Voto Arsenal: 7,5. Prestazione dominante per volume di gioco e occasioni. L’unico difetto è una finalizzazione nettamente inferiore rispetto a quanto creato.

Allegri dopo Napoli-Arsenal: “Non c’è da rimproverare niente”

Massimiliano Allegri sceglie di difendere la prestazione della propria squadra. Nel post-partita a Prime Video evidenzia soprattutto l’atteggiamento difensivo mostrato contro una delle squadre più forti d’Europa.

“Oggi non c’è da rimproverare niente, dobbiamo mantenere questo spirito”.

Il tecnico riconosce però anche il momento che decide l’incontro, spiegando che il Napoli è stato sorpreso sull’“uno-due” dell’Arsenal e ha commesso qualche errore nelle scelte offensive.

Allegri fornisce anche un aggiornamento importante sugli infortunati: Alisson Santos dovrebbe rimanere fermo per un periodo, mentre per Meret il tecnico si augura che il problema sia meno serio.

Anche Giovanni Di Lorenzo ai microfoni di Prime Video non nasconde il momento complicato. Il capitano ammette che il morale non può essere alto dopo tre sconfitte consecutive e sottolinea la necessità di migliorare nella gestione dei dettagli, perché contro avversari di questo livello “al minimo errore vieni punito”.

Arteta dopo Napoli-Arsenal: “Abbiamo meritato di vincere”

Di segno completamente diverso il commento di Mikel Arteta, soddisfatto soprattutto per la personalità con cui l’Arsenal ha affrontato la trasferta del Maradona.

“Abbiamo fatto una bella prova e abbiamo meritato di vincere”.

Arteta sottolinea come il risultato non rappresenti pienamente ciò che la sua squadra ha prodotto. Una lettura perfettamente coerente con il dato dei 4,05 expected goals, delle sei grandi occasioni create e dei 26 tiri complessivi.

Napoli-Arsenal 0-1, cosa lascia la sconfitta del Maradona

Napoli-Arsenal racconta qualcosa di più complesso rispetto a una semplice sconfitta per 0-1.

Da un lato Allegri può trovare una risposta sul piano dell’applicazione difensiva. Il Napoli rimane dentro la partita contro una squadra superiore, resiste per 75 minuti e, anche quando va sotto, non perde completamente equilibrio e organizzazione.

Dall’altro, però, i numeri sono difficili da ignorare.

Cinque tiri, nessun corner e 0,22 xG in casa indicano che il Napoli ha trascorso troppo tempo a proteggersi e troppo poco a mettere l’Arsenal nella condizione di preoccuparsi. Difendere meglio è un passo avanti; farlo per quasi tutta la partita non può diventare la soluzione definitiva.

L’Arsenal porta invece a casa una vittoria che vale più dell’1-0. Arteta ha una squadra capace di controllare il campo, creare occasioni in serie e soprattutto cambiare pelle attraverso la panchina. Resta un problema evidente di concretezza: trasformare soltanto una delle occasioni prodotte può diventare pericoloso nelle serate in cui l’avversario riesce a colpire.

Questa volta non è successo.

Ødegaard ha trovato il varco che il Napoli aveva chiuso per più di un’ora e ha consegnato all’Arsenal i primi tre punti della sua Champions. Gli azzurri rimangono invece a zero e soprattutto con una domanda da risolvere rapidamente: come trasformare una squadra capace di resistere in una squadra capace anche di comandare una partita europea?

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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