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Roma, la cooperativa del gol all’esame Old Trafford

Roma, la cooperativa del gol all’esame Old Trafford

28 gol fatti in 10 giornate in Serie A e 14 marcatori diversi in stagione: la produzione offensiva della Roma è da grande squadra: ora l’esame Old Trafford.

La Roma di Gasperini continua a impressionare per produzione offensiva e partecipazione alla manovra di ogni singolo. I numeri confermano la crescita: 17 risultati utili consecutivi in Serie A tra la fine dello scorso campionato e l’inizio di questo, nessuna sconfitta e 28 reti nelle prime dieci giornate, un dato mai registrato nella storia romanista dopo altrettante partite. Il bilancio stagionale sale a 36 gol in 13 incontri, fotografia di una squadra capace di trovare la via della rete attraverso soluzioni differenti.

Roma, la cooperativa del gol di Gasp

Balerdi Roma gol Old Trafford
LEONARDO BALERDI IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La statistica che racconta meglio il lavoro di Gasperini è quella relativa ai marcatori: sono 14 i giocatori diversi ad aver segnato tra campionato e Champions League. Una distribuzione che testimonia la partecipazione di tutta la rosa alla fase offensiva e permette alla Roma di non affidarsi esclusivamente a Malen e Dybala.

Difensori e centrocampisti hanno realizzato nove gol a testa, per un totale di 18 reti nelle due competizioni per i due reparti. Un bottino considerevole, frutto degli inserimenti, della capacità di accompagnare l’azione e della ricerca costante della profondità.

Tra i protagonisti c’è Pisilli, già a segno contro Fiorentina, Torino, Slovan Bratislava e Cagliari. Anche Hermoso ha lasciato il segno contro Atalanta e Slovan, così come Cristante, Koné, Lulli, Molina, Balerdi, N’Dicka e Ghilardi, tutti artefici di almeno un gol. Segnali di un sistema in cui anche chi parte da lontano dall’area avversaria può diventare determinante negli ultimi metri.

Roma, ad Old Trafford con convinzione

Il merito è anche della filosofia portata da Gasperini a Trigoria. Il tecnico ha costruito una squadra che cerca di occupare gli spazi con continuità, aggredisce gli avversari e porta molti uomini negli ultimi trenta metri. Il risultato è una Roma capace di compensare le assenze offensive attraverso il contributo di centrocampisti e difensori. Non una soluzione d’emergenza, ma una caratteristica ormai riconoscibile del gioco giallorosso.

Adesso, però, arriva una trasferta che evoca ricordi pesanti. Il prossimo appuntamento in calendario è la sfida di Old Trafford contro il Manchester United. Il momento probabilmente migliore per affrontare la squadra di Carrick, a rischio esonero, e soprattutto reduce da nove partite senza vittorie e da tre sconfitte consecutive in tutte le competizioni. Appena due settimane fa il Como di Fabregas ha annichilito i Red Devils al Sinigaglia con un netto 4-1.

Lo stadio inglese però è stato storicamente amaro nelle notti europee giallorosse. Alla mente riaffiora inevitabilmente il doloroso 7-1 subito dalla Roma di Spalletti nei quarti di finale di ritorno della Champions League nel 2007, ma anche il 6-2 incassato nella semifinale di Europa League del 2021, quando sulla panchina dei Red Devils sedeva Ole Gunnar Solskjær e su quella giallorossa Paulo Fonseca.

Questa volta, tuttavia, i presupposti sono differenti. La Roma arriva all’appuntamento forte delle proprie certezze, di un’identità consolidata e di una produzione offensiva che non dipende da un unico protagonista. Old Trafford rappresenta un banco di prova importante per misurare le ambizioni europee di una squadra che, oggi, sembra avere imparato a segnare in ogni modo e con chiunque.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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