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Juventus-Napoli, Spalletti: “Allegri grande amico e un grande allenatore. C’è voglia di rimettersi in carreggiata”

Juventus-Napoli, Spalletti: “Allegri grande amico e un grande allenatore. C’è voglia di rimettersi in carreggiata”

La Juventus si prepara al big match casalingo contro il Napoli nella 10° giornata di Serie A. Queste le parole di Luciano Spalletti alla vigilia.

Il programma della 10° giornata di Serie A mette di fronte le due grandi deluse di questo primo scorcio del campionato: Juventus e  Napoli. Entrambe si trovano a quota 14 punti in classifica, molto attardate rispetto alle primissime posizioni. Periodo estremamente complicato in particolare per i bianconeri, con una sola vittoria ottenuta nelle ultime 4 gare di Serie A. Alla vigilia del match contro i partenopei è intervenuto in conferenza stampa Luciano Spalletti.

Juventus-Napoli, le dichiarazioni di Spalletti

Domani è il giorno di una grande partita e il compleanno della Juve.

“Le auguro di avere più voglia, perché solo avendo più voglia si vincono le partite. Le auguro di saper leggere i pensieri e le speranze dei suoi tifosi”.

Che novità ci saranno rispetto a Genova?

“Bisognerà avere equilibrio dinamico in campo. Non ci sarà tempo per le riunioni di squadra, per capire in quale zona di campo si potrà far male e in quale invece ci sarà da soffrire”.

Allegri ha detto che non bisogna dare la Juve per morta.

“Mi avrebbe fatto piacere avere Allegri nella panchina di fianco, di sicuro al termine lo andrò a cercare perché è un grande amico e un grande allenatore. Ci vuole qualcosa che sia infrangibile”.

Juventus-Napoli, Spalletti fa il punto sul primo anno in bianconero:

“Mi resta il percorso fatto finora che al momento non ci soddisfa, voglio superare le difficoltà e rimettere in carreggiata la Juve. Viviamo per quello, lavoriamo per quello, pensiamo soprattutto a quello. Bisogna riconquistare il rispetto che ci hanno tolto, nasce da una convinzione prima di tutto mentale senza andarlo a chidere a qualcuno. Voglio succeda questo”.

McKennie Juventus Napoli Spalletti

Da chi si aspetta di più in termine di leadership?

“La risposta è molto facile. Locatelli è un esecutore perfetto, anche se al momento non ce l’ho. Ce ne sono altri però, anche McKennie guarda le cose come le guardo io. Ora devo fare delle scelte sul 50% della squadra, ma anche tra gli indisponibili ce ne sono molti. Sotto questo aspetto, siamo messi bene”.

Ha già attraversato situazioni simili o è inedita anche per lei?

“Ci sono passato in più posti. Ho allenato squadre che giocavano per primati, altre per essere tolte dalle difficoltà della classifica e dei momenti. Ora c’è più risonanza, la Juve ha 8 milioni di tifosi e se non fai bene lo avverti di più che in altre parti”.

Cosa pensa di ottenere ora da questo ritiro?

“Resto dell’idea che se le cose vanno bene può diventare un limite, se invece non funzionano è un’occasione per stare più uniti. Quando le cose in genere non vanno bene, preferisco stare a casa con i miei cani o fare delle cene con persone che so che non mi volteranno mai le spalle. In questo momento è uguale, i giocatori di questa squadra si vogliono bene e il ritiro può essere una soluzione per un maggiore coinvolgimento emotivo, è una preghiera con te stesso e con chi ti sta vicino per ritrovare il rispetto”.

Parole Carnevali.

“Dal mio punto di vista è stato perfetto, è stato chiarissimo e ha toccato tutte le corde giuste con tutte le componenti coinvolte”.

In cosa deve essere diversa la Juventus domani?

“In generale io voglio fare sempre cose diverse. Se provi sempre le stesse cose, è normale che finirai poi per ottenere sempre le stesse cose. Nel calcio la soluzione è sempre vicina al problema, poi bisogna sempre riconoscere una luce anche nei momenti più bui”.

Sente che il suo destino sia connesso ai risultati a partire da quello di domani?

“Domanda un po’ provocatoria. Dal mio punto di vista non ho bisogno di essere ovattato, di ricevere frasi o discorsi a effetto. Sono abituato a vivere momenti carichi di incredibili difficoltà, ho bisogno solo di una reazione della squadra che io deve essere in grado di suscitare. Non chiedo cose impossibili ai giocatori, solo cose che hanno nelle loro corde. Ho voglia di vincere partite e se qualcuno pensa che io arretri di un passettino, gli conviene aspettarsi qualcosa di diverso”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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