La Juventus ritrova la vittoria contro il Napoli, imponendosi per 2-0 grazie alle reti di Alajbegovic e Boga, e prova a lasciarsi alle spalle un periodo particolarmente difficile. Il successo restituisce entusiasmo all’ambiente bianconero, senza però cancellare le criticità emerse nelle ultime settimane.
Ne abbiamo parlato con Lorenzo Bulgarelli, tifoso e osservatore delle vicende juventine, che nella nostra consueta intervista analizza il risultato, le prestazioni individuali e soprattutto la necessità di trovare quella continuità finora mancata.
Lorenzo Bulgarelli è un analista tattico certificato, opinionista televisivo e speaker radiofonico. Appassionato di calcio, ha iniziato il suo percorso su YouTube per confrontarsi con il pubblico, approdando successivamente in televisione e in radio con una rubrica personale.

Juventus-Napoli 2-0: vittoria bianconera o poco Napoli?
Ancora vita. Juve-Napoli 2-0. Poco Napoli oppure?
«Buongiorno a tutti. Finalmente è arrivata una vittoria, visto che il morale mio, come quello di quasi tutti i tifosi bianconeri, era letteralmente sotto i tacchi. È una vittoria che deve essere festeggiata, perché contro il Napoli non è mai una partita come le altre.
Loro erano rimaneggiati dagli infortuni, come anche noi, per cui sulla carta non c’era una netta favorita. Anche i momenti delle due formazioni erano più o meno simili, con tanta negatività alle spalle, e quindi vincere questa partita per sconfiggere la crisi era quanto mai fondamentale.
La vittoria dimostra quanto questa Juve, quando vuole, possa fare male agli avversari, riuscendo a imporsi meritatamente».
Attacco ancora a secco: Woltemade si salva, Kolo Muani no
Attacco ancora a secco, ma è tutto da buttare?
«Per quanto riguarda l’attacco, specificatamente Kolo Muani e Woltemade, per il gigante di Brema la partita è stata tutto sommato positiva, perché ha dimostrato voglia e spirito di abnegazione, ripiegando, aiutando la squadra e difendendo molti palloni. Quindi, nel complesso, una prestazione da salvare.
Ma se andiamo a vedere ancora una volta Kolo Muani, invece, sì, è tutto da buttare. Come dimostrano, a mio giudizio, anche i grafici e le mappe di calore, è stato un fantasma per il campo, un giocatore praticamente inutile, se non per un solo dribbling. In 60 minuti un dribbling è davvero poca cosa.
È un giocatore che, di nuovo, non solo non ha segnato, ma non ha nemmeno mai tirato in porta. Così non si può continuare: o va messo in panchina oppure si dà una svegliata».
Alajbegovic decisivo: il talento che chiede spazio
Il centrocampista Alajbegovic la sblocca con un gran gol, eppure mancava poco per non vederlo.
«Questa è la cosa che mi fa arrabbiare, perché tutti quanti, più o meno, abbiamo capito che questo è un giocatore con potenzialità, estro e tecnica. E quindi ci siamo chiesti come mai Spalletti non lo abbia messo in campo più spesso in questa prima parte di stagione.
Finalmente è riuscito a sbloccarsi anche in campionato, dopo lo strepitoso gol in Europa League contro il NEC, e lo ha fatto con una rete ancora più bella contro il Napoli.
Un gol davvero da fuoriclasse, che dimostra quanto questo giocatore, se messo nelle giuste condizioni per esprimersi, possa fare la differenza.
Speriamo quindi che Spalletti gli dia sempre più tempo e maggiori possibilità, perché, se continua a crescere in questo modo, sarà sicuramente un giocatore in grado di fare la differenza».
Il problema della Juventus resta la continuità
Cosa cambia da una partita all’altra? Come ti spieghi prestazioni così dissimili?
«Questa è la domanda più difficile e, allo stesso tempo, quella alla quale secondo me è più complicato rispondere.
Questa Juventus ha caratteristiche e giocatori che possono fare la differenza, ma purtroppo spesso prende sottogamba l’avversario, lo sottovaluta, convinta di essere più forte, con il risultato che poi si perdono punti per strada.
Contro il Napoli, che sulla carta è sempre una partita più ostica, più rognosa, nella quale bisogna mettere in campo a tutti i costi qualcosa in più, la prestazione c’è stata, soprattutto da parte di alcuni giocatori che a livello tecnico hanno fatto la differenza.
E quindi contro le piccole puntualmente arriva il capitombolo inaspettato, che diventa una doccia gelata. Questo non deve più accadere per un bel po’ di tempo, perché adesso serve continuità nelle prestazioni, ma soprattutto nei risultati».
Una vittoria da cui ripartire
Le parole di Bulgarelli restituiscono il sentimento di un ambiente che torna finalmente a respirare, pur mantenendo intatte le proprie perplessità. Il successo contro il Napoli rappresenta un segnale importante, ma la vera risposta dovrà arrivare dalle prossime partite.
Perché il problema della Juventus non sembra essere soltanto la capacità di esprimere qualità, quanto quella di riuscire a farlo con regolarità, indipendentemente dal valore dell’avversario.
Fonti ufficiali:
Juventus — tabellino ufficiale; Lega Serie A — cronaca della partita.