Calci piazzati Juventus, numeri in crescita e schemi sempre più decisivi nel lavoro di Martusciello con lo staff di Spalletti.
La Juventus ha trovato una nuova risorsa per rendere più pericolosa la propria fase offensiva. Non nasce soltanto dal palleggio o dalle iniziative dei giocatori più tecnici: una parte sempre più consistente delle occasioni bianconere arriva infatti dalle palle inattive.
Corner, punizioni e schemi preparati durante la settimana stanno assumendo un peso importante nel gioco della squadra di Luciano Spalletti. L’ultimo esempio è arrivato nella vittoria per 2-0 contro l’Atalanta del 20 settembre: al 77′ Edon Zhegrova ha battuto un calcio d’angolo sul primo palo e Gleison Bremer ha trovato il colpo di testa del raddoppio.
Non sembra più un episodio isolato. Dietro questa crescita c’è un lavoro specifico affidato soprattutto a Giovanni Martusciello, collaboratore tecnico di Spalletti e figura che conosce già molto bene l’ambiente juventino.
Calci piazzati corner Juventus: 3 gol su 8 nelle prime cinque giornate
I numeri spiegano quanto le situazioni da palla ferma siano diventate importanti. Dopo le prime cinque giornate di Serie A, la Juventus ha realizzato 8 reti e 3 sono arrivate da calcio piazzato, pari al 37,5% del totale.
Il dato diventa ancora più interessante osservando la produzione offensiva: secondo i numeri riportati dalla Gazzetta dello Sport , circa il 40% degli expected goals bianconeri è stato generato da situazioni di palla inattiva. Tra le principali squadre del campionato, la Juventus registra una delle incidenze più elevate.
La pericolosità degli schemi bianconeri ha già influenzato anche le scelte degli avversari. Contro il Sassuolo, ad esempio, Alberto Aquilani aveva mantenuto diversi giocatori lontani dalla propria area durante alcuni corner juventini, obbligando Spalletti a lasciare uomini dietro e limitando così la presenza dei difensori bianconeri nell’area avversaria.
Giovanni Martusciello prepara gli schemi della Juventus
Una parte importante del lavoro porta alla figura di Giovanni Martusciello. Il collaboratore tecnico è tornato alla Juventus nell’ottobre 2025 entrando nello staff di Spalletti, dopo aver già lavorato con lui all’Inter.
Torino, però, non rappresentava un ambiente nuovo. Martusciello era stato infatti il vice di Maurizio Sarri nella Juventus 2019/20, stagione conclusa con la conquista dello Scudetto. Successivamente aveva seguito Sarri anche alla Lazio, prima di tornare a collaborare con Spalletti.
Nell’attuale staff bianconero ha assunto un ruolo rilevante nella preparazione degli schemi sui calci piazzati, raccogliendo parte del lavoro che in precedenza veniva svolto da Daniele Baldini.
Il risultato non riguarda soltanto i corner. La Juventus sta cercando soluzioni anche attraverso punizioni laterali, seconde palle e movimenti preparati per sorprendere la struttura difensiva avversaria.
Bremer trasforma i corner della Juventus in occasioni da gol
Per costruire schemi efficaci servono però anche interpreti adatti. E la Juventus può contare su uno dei difensori più pericolosi d’Europa nel gioco aereo.
Gleison Bremer ha segnato 12 gol di testa dal suo debutto con la Juventus nel 2022/23, più di qualsiasi altro difensore nei cinque principali campionati europei nello stesso periodo. Il brasiliano precede anche Virgil van Dijk in questa particolare graduatoria.
La combinazione tra struttura fisica, capacità di anticipare l’avversario e scelta del tempo rende Bremer un bersaglio ideale sui corner. Il gol contro l’Atalanta è arrivato proprio attraverso un movimento sul primo palo, con Zhegrova incaricato della battuta.
Accanto a Bremer, Spalletti dispone inoltre di altri giocatori efficaci nel gioco aereo, come Weston McKennie e Nico Gonzalez, aumentando le possibili varianti negli schemi preparati dallo staff.
Zhegrova, Douglas Luiz e Conceição: qualità anche nella battuta
La crescita della Juventus sui piazzati dipende anche dalla presenza di numerosi giocatori capaci di fornire palloni precisi.
Zhegrova, Douglas Luiz, Francisco Conceição e Teun Koopmeiners offrono allo staff soluzioni differenti per corner e punizioni. A seconda della posizione del pallone e dell’avversario, Spalletti può quindi modificare traiettorie, zona da attaccare e numero di uomini dentro l’area.
Questa varietà rende più complicato preparare una marcatura specifica contro la Juventus. Difendere esclusivamente Bremer rischia di liberare spazio per gli altri saltatori; concentrare molti uomini dentro l’area può invece creare spazio per seconde palle o conclusioni dal limite.
Le palle inattive pesano sempre di più nel calcio europeo
La crescita sulle palle inattive della Juventus, si inserisce in un’evoluzione tattica più ampia. Le grandi squadre dedicano sempre maggiore attenzione alla preparazione dei calci piazzati, spesso affidandoli a collaboratori specializzati.
I dati della Premier League offrono un’indicazione significativa: secondo Opta, nella stagione 2025/26 il 27,4% dei gol è stato segnato da situazioni di palla inattiva senza considerare i rigori, contro il 20,6% dell’annata precedente. I soli corner hanno prodotto il 18% delle reti complessive.
La Juventus sembra aver recepito questa evoluzione. Il lavoro di Martusciello, la qualità dei battitori e soprattutto la presenza di giocatori come Bremer consentono a Spalletti di aggiungere una soluzione offensiva che può diventare decisiva soprattutto nelle partite più equilibrate.
E in una fase della stagione nella quale gli attaccanti centrali bianconeri devono ancora trovare continuità sotto porta, trasformare una semplice calcio d’angolo in una vera occasione da gol rappresenta una risorsa tutt’altro che secondaria.