La FIFA ha ufficializzato che Gianni Infantino sarà candidato alle elezioni presidenziali del 2027, puntando a ottenere un nuovo mandato alla guida dell’organo che governa il calcio mondiale. La conferma è arrivata dopo la ratifica del calendario elettorale che scandirà i passaggi verso il prossimo Congresso, momento in cui le federazioni saranno chiamate ad esprimersi.
Infantino vuole proseguire la sua gestione iniziata nel 2016
Con questa decisione, il dirigente svizzero mira a prolungare una leadership che dura ormai da un decennio, iniziata nel 2016 e consolidata attraverso riforme strutturali, ampliamento delle competizioni e una visione globale del calcio come motore economico e sociale.
La candidatura di Infantino, dunque, non rappresenta una sorpresa, ma segna un passaggio formale importante in vista di un Congresso che si preannuncia particolarmente osservato. Nonostante la conferma della sua presenza nella corsa, infatti, il contesto politico attorno alla FIFA è tutt’altro che lineare. Diverse federazioni europee hanno espresso negli ultimi mesi perplessità e critiche verso alcune scelte di governance portate avanti da Infantino, in particolare riguardo la gestione dei ricavi delle competizioni internazionali, il rapporto con investitori privati, la struttura decisionale percepita come poco inclusiva e le recenti tensioni con UEFA e alcune confederazioni europee
Questi elementi lasciano prevedere discussioni strategiche e possibili riallineamenti politici all’interno delle confederazioni, con l’Europa che si conferma il fronte più critico nei confronti dell’attuale presidente.
Cosa aspettarsi ora
La candidatura di Infantino apre ufficialmente la fase pre-elettorale, in cui le federazioni dovranno valutare alleanze, priorità e visioni per il futuro del calcio mondiale.
Se da un lato il presidente uscente può contare su un forte sostegno in molte aree extraeuropee, dall’altro dovrà affrontare un clima di crescente contestazione in Europa, dove alcune federazioni hanno già annunciato di non voler appoggiare la sua rielezione, tra cui quella italiana.

La conferma della ricandidatura è solo il primo passo, nelle prossime settimane si delineeranno le posizioni delle varie confederazioni, mentre la FIFA si prepara ad un Congresso che potrebbe segnare un punto di svolta nella governance del calcio globale.
Infantino, intanto, ha scelto di rilanciare la sua leadership, convinto di poter guidare ancora l’organizzazione in un momento di trasformazione e dibattito.