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Juventus, Alajbegović e il talento costruito in famiglia: chi è il gioiello di Spalletti

Juventus, Alajbegović e il talento costruito in famiglia: chi è il gioiello di Spalletti

Juventus, chi è Kerim Alajbegović: dagli allenamenti con il padre al gol contro il Napoli. La storia del talento bosniaco cresciuto tra Germania e Austria.

Un pallone, un muro e una regola semplice: allenare entrambi i piedi. Prima di diventare uno dei giovani più interessanti del calcio europeo, Kerim Alajbegović trascorreva i pomeriggi a Colonia esercitandosi sotto lo sguardo del padre Semin, ex calciatore e suo primo allenatore. Un lavoro iniziato quando era ancora bambino, che oggi rappresenta una delle caratteristiche più riconoscibili del suo gioco.

Domenica sera il classe 2007 ha segnato il suo primo gol in Serie A, sbloccando al 70′ la sfida contro il Napoli, poi terminata    2-0. Una rete importante, ma anche l’ultimo capitolo di una carriera che, nonostante la giovane età, ha già attraversato tre Paesi e un Mondiale.

Juventus, Alajbegović: il segreto dei due piedi e gli allenamenti con papà Semin

Nato il 21 settembre 2007 a Colonia, in Germania, da una famiglia di origini bosniache, Alajbegović è cresciuto in un ambiente in cui il calcio ha sempre avuto un ruolo importante.

Suo padre Semin, ex calciatore, ha seguito fin dall’inizio la sua formazione. Il giovane Kerim era solito allenare entrambi i piedi calciando ripetutamente contro un muro. Un esercizio apparentemente semplice, ma con un obiettivo preciso: diventare imprevedibile. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera nel marzo 2026, lo stesso giocatore ha raccontato come l’utilizzo di entrambi i piedi rappresenti un vantaggio, perché rende più difficile per i difensori anticiparne le intenzioni.

Dalla Germania alla Bosnia, fino al gol da record ai Mondiali

La sua crescita calcistica comincia nel settore giovanile del Colonia e prosegue al Bayer Leverkusen, dove si mette in evidenza prima del trasferimento al Salisburgo. In Austria arriva la definitiva esplosione: nella stagione 2025/26 colleziona 44 presenze, 13 gol e 4 assist tra tutte le competizioni. Ma una delle decisioni più significative della sua carriera arriva lontano dai club. Pur essendo nato in Germania, Alajbegović sceglie di rappresentare la Bosnia-Erzegovina, Paese d’origine della sua famiglia. Una scelta maturata dopo essersi confrontato con i genitori e aver compreso quanto fosse importante per lui indossare quella maglia. Il 24 giugno 2026, durante il Mondiale, segna nella vittoria per 3-1 contro il Qatar con una conclusione dalla distanza.

A 18 anni e 276 giorni, Alajbegović diventa il più giovane calciatore a segnare da fuori area in una fase finale del Mondiale da quando sono disponibili rilevazioni dettagliate, nel 1966. Superato il precedente primato di Kylian Mbappé, che aveva segnato dalla distanza nel 2018 a 19 anni e 207 giorni.

Juventus, il ruolo di Pjanić e la fiducia di Spalletti

Nell’estate 2026 arriva la chiamata della Juventus, che lo acquista dal Bayer Leverkusen e gli fa firmare un contratto fino al 2031. Nell’operazione ha un ruolo anche Miralem Pjanić, ex centrocampista bianconero e connazionale di Alajbegović. Amico della famiglia, Pjanić ha avuto un ruolo importante nella scelta del giovane bosniaco, offrendo consigli sul trasferimento. Ma la decisione finale è stata presa da Alajbegović e dai suoi familiari. A Torino, il diciannovenne ha trovato Luciano Spalletti, chiamato a valorizzarne le qualità senza caricarlo di responsabilità eccessive.

La sfida contro il Napoli rappresenta un passaggio significativo. Dopo alcune occasioni non concretizzate nel primo tempo, Alajbegović trova il gol nella ripresa: riceve da Edon Zhegrova, converge e lascia partire un potente sinistro da fuori area che supera Meret. Una rete che sembra chiudere il cerchio con gli allenamenti dell’infanzia: dopo il primo gol bianconero realizzato di destro contro il NEC Nijmegen in Europa League, Alajbegović ha trovato il primo centro in Serie A con una conclusione di sinistro. Due reti dalla distanza, segnate con piedi diversi. Nel dopopartita, poi, il giovane ha dedicato il gol alla famiglia, sottolineando anche l’importanza del lavoro quotidiano con Spalletti.

Juventus Alajbegović
LUCIANO SPALLETTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Alajbegović, il futuro della Juventus passa anche dai giovani

Il gol contro il Napoli non basta da solo a definire il futuro di un calciatore. La continuità, l’adattamento alla Serie A e la capacità di incidere anche nelle partite più difficili saranno fondamentali per la sua crescita. Ma un elemento distingue già il percorso di Alajbegović: a diciannove anni ha conosciuto il calcio internazionale, affrontato un Mondiale e trovato spazio in una squadra storicamente esigente come la Juventus. Il suo talento non nasce soltanto dalla naturale capacità di saltare l’uomo o dalla potenza del tiro. Dietro ci sono anni di allenamenti, scelte familiari e un percorso costruito tra Germania, Austria e Italia.