Il Bologna torna di scena al Dall’Ara contro il Monza nella 10° giornata di Serie A. Alla vigilia del match Raffaele Palladino è intervenuto in conferenza stampa.
Si iniziano a vedere i frutti del lavoro di Raffaele Palladino al Bologna. I rossoblù sono reduci dalla doppia vittoria esterna nell’ultima settimana: prima quella di Cagliari, e poi quella scoppiettante per 4-2 in casa del Milan. Gli emiliani vogliono mantenere la striscia aperta, e soprattutto ritrovare la vittoria davanti al proprio pubblico. Nelle prime 4 gare casalinghe i felsinei non hanno mai vinto al Dall’Ara, né con Tedesco né ora con Palladino. Alla vigilia del match contro il Monza è intervenuto in conferenza il tecnico del Bologna.
Bologna, Palladino presenta la sfida al Monza in conferenza
Euforia dopo San Siro.
“Il calcio non ha memoria. Bisogna guardare subito alla partita di domani perché ogni gara di Serie A ha le sue insidie. Siamo felici della vittoria contro il Milan, ma bisogna immediatamente guardare avanti. Sappiamo che domani ci sarà da soffrire e dovremo fare una partita tosta: l’ho già detto al termine della partita di Milano e credo che il messaggio sia passato”.
Gara di domani.
“Ho dei dubbi di formazione, penso che potrà esserci qualche cambio. Dobbiamo vedere come avremo recuperato fisicamente, anche se la differenza la farà la testa. Mi interessa con quali energie mentali arriveremo alla partita: serve la mentalità giusta e rispetto per l’avversario. Il Monza lo conosco molto bene e conosco il loro allenatore, che per me è un amico: sarà difficile affrontarli. Sarà importante non sbagliare l’approccio alla gara. Hanno diversi giocatori che riempiono l’area ed il loro terzi si inseriscono da dietro. Non dovremo lasciargli campo”.
Bologna-Monza, sfida da ex per Palladino:
“Monza è stata una tappa importante della mia vita. Sono stato benissimo ed ho conosciuto persone di grande valore che tutt’ora sento. Ho avuto un gruppo di ragazzi straordinari che per due anni mi hanno dato grandi soddisfazioni. Ho dei ricordi indelebili, come la vittoria allo Juventus Stadium oppure il gol di Caldirola contro l’Inter o il successo contro il Milan. Domani però il nostro obiettivo sarà fare punti importanti per la nostra classifica”.
Odgaard centravanti o spazio a Dovbyk?
“Artem in settimana ha spinto di più. Abbiamo avuto un confronto e lui ha cercato di mettere in pratica le mie richieste. Non ha la condizione per reggere novanta minuti ma domani è a disposizione. Odgaard si è adattato bene ed ha fatto un grande lavoro per la squadra sebbene quella non sia propriamente la sua posizione. Aspettando il rientro di Piccoli ed Enem ho a disposizione due attaccanti validi”.

Cosa spera che rimanga nella testa dei ragazzi della vittoria di Milano?
“Non dobbiamo sentirci più bravi di quello che siamo. Stiamo vivendo un momento positivo che dobbiamo cavalcare, ma arriveranno momenti meno buoni e mi sentirete dire le stesse cose. Il segreto è solo lavorare e pensare che ogni partita è come se fosse l’ultima. I ragazzi devono essere consapevoli che giocando così possiamo dare fastidio a tutti”.
Mbangula.
“È un ragazzo sensibile e molto timido. Aveva bisogno di fiducia. Io lo avevo allenato poco perché tornato dalla Nazionale si è fatto male, ma mi è piaciuto il suo spirito di sacrificio e la sua voglia in allenamento. Mi piace il suo spirito: sul primo gol che abbiamo fatto a Milano è stato lui stesso a recuperare la palla. Per alzare il livello abbiamo bisogno di questa mentalità da parte di tutti”.
Come sta Orsolini?
“Orsolini è arruolato alla squadra. Voglio ringraziare lo staff medico ed i fisioterapisti per il grande lavoro che fanno. Aspettiamo il rientro di Piccoli, Enem ed Holm, ma su Orsolini stato fatto un gran lavoro”.
Ferguson.
“Sta facendo un campionato straordinario e deve continuare così. Avevo in mente di dargli un turno di riposo, ma fin tanto che sta bene non vedo perché toglierlo. Quando lo affrontavo da avversario avevo la sensazione che fosse forte, invece allenandolo ho capito che è un campione. Ha letture, è un allenatore in campo, è un leader silenzioso che sa fare entrambe le fasi”.